Riapertura dei Navigli e gestione delle piene del Seveso


Parliamo ancora del progetto delle vasche di laminazione sul fiume Seveso, un progetto imposto da Regione Lombardia e Comune di Milano e mai realmentente discusso. Certo, i due soggetti di cui sopra affermano che la discussione c’è stata, peccato si sia risolta in una serie di incontri in cui loro, con il supporto di Aipo che ha redatto il progetto, si sono limitati a ribadire la bontà del progetto e la strumentalità delle obiezioni presentate. In soldoni, ok parliamone ma tanto il progetto resta questo. E allora di cosa dovremmo discutere se tutto è già definito? Ma io, testardamente, continuo a farlo come ho fatto in questi anni, se non altro per tenere traccia di un progetto che a tratti fa scempio non solo della tecnica e della scienza, ma pure del buon senso.

Oggi voglio porre l’attenzione su un altro progetto promosso dal Comune di Milano che però potrebbe avere ripercussioni anche sulla gestione delle acque del Seveso. Sto parlando della riapertura dei Navigli. In questo articolo del 22 giugno leggo:

«Il capitolo “connessione idraulica”, ha detto il professor Antonello Boatti, uno dei tecnici, è importante per la città, al di là di una riapertura dei canali interni. L’intervento prevede di separare il torrente Seveso e il Naviglio Martesana che, negli anni Sessanta, vennero fatti confluire in un’unica canalizzazione in via Melchiorre Gioia, all’altezza di via Carissimi, affinché percorressero insieme il rettilineo fino all’incrocio con viale Monte Santo dove danno origine al Redefossi. In sostanza il Seveso continuerà la sua corsa nel Cavo Redefossi, che sarà così alleggerito — sarà anche oggetto di due interventi di manutenzione per 15 milioni di euro —, mentre la Martesana riprenderà la strada antica, lungo via San Marco dov’è già presente una canalizzazione, e poi da via Senato giù fino alla Darsena.»

Intervenire sul Cavo Redefossi per dividere Seveso e Naviglio Martesana. Ma allora significa che il percorso intubato che porta le acque del Seveso sotto Milano verrà alleggerito, permettendo un volume di transito maggiore delle acque del Seveso. Va ricordato che il Redefossi è un canale artificiale sotterraneo, creato per riunire le acque del Seveso e della Martesana per scolmarle più a sud, nel Vettabbia, e poi nel Lambro. Fu costruito alla fine del Settecento per impedire le esondazioni del Seveso nelle zone di Porta Romana, Porta Vittoria e Porta Lodovica. Successivamente il Redefossi fu allungato fino a Melegnano, impedendo le frequenti esondazioni che avvenivano nella zona sud di Milano e nelle campagne circostanti, anche a causa del grosso aumento di portata idrica dovuto all’unione di Seveso e Martesana. Unione che oggi, se venisse approvato il progetto di riapertura dei Navigli, verrebbe eliminata.


Insomma: il progetto di riapertura dei Navigli avrebbe molti più risvolti positivi di quelli di cui già si parla. Infatti oltre a tutti i benefici che apporterebbe e che sono già descritti nel progetto e oltre all’abbellimento estetico della città (a titolo esemplificativo guardate questi rendering del blog UrbanFile), ci potrebbe essere un beneficio sostanzioso nella gestione delle acque del Seveso e delle sue ondate di piena. Se il Redefossi andrà a servire solo il Seveso, il “tappo” sotterraneo che non permette oggi il totale passaggio delle ondate di piena verrà sostanzialmente rimosso. Il che potrebbe dire che l’impianto del progetto delle vasche di laminazione diverrebbe ridondante e inutilmente costoso. Qualcuno ne parlerà? Qualcuno calcolerà questi vantaggi? Porteranno a una revisione del progetto vasche di laminazione? Per il momento ancora nessuno si è preoccupato di fare queste cose. Un po’ come nessuno parlò del progetto di CAP Holding e del Consorzio Est Ticino Villoresi di recuperare il reticolo idrico minore formato da quei piccoli canali scavati nel Medioevo e oggi abbandonati, che potrebbero essere molto utili per smaltire gli eccessi dovuti alle acque meteoriche e controllare gli innalzamenti delle falde. Del resto, cosa aspettarsi da chi impone progetti già definiti parlando astrattamente di “confronto”?

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Categorie:Politica

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