NonRecensione – 125: Baby Boss


I cartoni animati sono ormai una moda nel cinema contemporaneo. Ma se aziende come la Pixar o la Disney sfoderano prodotti a volte complessi e quasi poco adatti a un pubblico di giovanissimi, la Dreamworks al contrario sembra più battere la strada della leggerezza e dell’ironia anche nel parlare di questioni un po’ complesse, come il rapporto fra fratelli. Specialmente quando il primogenito è ancora piccolo e vede arrivare un fratellino che catalizza su di se tutte le attenzioni. Baby Boss è questo: la storia di un bebè che arriva a sconvolgere la vita di una famiglia (e del fratellino maggiore), ma che in realtà non è un semplice neonato come tutti. Intanto, i voti: Comingsoon gli assegna un 4,5/5; Mymovies un 2,95/5; Imdb un 6,5/10.

La famiglia Templeton sembra la classica famiglia felice: due genitori e un figlio di 7 anni, Tim, pieno di fantasia è letteralmente ricoperto dall’amore dei suoi genitori. Finché un giorno arriva un fratellino: Tim, con la sua fervida immaginazione, se lo vede arrivare in taxi, vestiti con un completo scuro, gli occhiali neri, i mocassini e una ventiquattr’ore. Sembra quasi un Man in Black. I suoi genitori sono completamente assorbiti dal nuovo arrivato, tanto da non avere più tempo neppure per rimboccare le coperte prima di dormire a Tim. Ma il fratello maggiore ha un sospetto: crede che quel despota col pannolino non sia un bimbo normale, perché lo ha sentito parlare. Scopre allora che quell’infante è in realtà un agente della Baby Corp, l’azienda che sovrintende alla nascita dei bambini, e che quel piccolo boss è lì con una missione: fermare il lancio di un nuovo cucciolo di cane da parte dell’azienda dove lavorano i due genitori, un essere in grado di rubare tutto l’amore che gli adulti elargiscono ai bambini. Ma i genitori verranno rapiti prima che il boss scopra qualcosa, e i due fratelli dovranno forzatamente collaborare per ritrovarli. I due fratelli stringeranno un patto: il maggiore aiuterà il piccolo boss a patto che a operazione riuscita il piccoletto se ne vada.

È un cartone animato divertente, simpatico, che infila una sequela quasi ininterrotta di gag e battute. Del resto uno degli sceneggiatori è Michael McCullers, già nella batteria degli autori del Saturday Night Live. È un bel racconto sui difficili meccanismi che si instaurano fra fratelli: l’arrivo di quello che i fratelli maggiori considerano uno sconosciuto, un usurpatore, un qualcosa di estraneo alla famiglia. Ma è poi la condivisione quotidiana, la frequentazione forzata (del resto, vivendo sotto lo stesso tetto…), l’obbligo di adattamento che fanno la magia, trasformando un odiato estraneo in un complice, un socio, una spalla, uno fra gli affetti più grandi che si possa avere, costruendo uno dei legami più forti che noi possiamo conoscere: quelli fra fratelli.

La regia è di Tom McGrath, già regista di Megamind, e trasmette ritmo, dinamicità, insomma non annoia. Certo: al di là della sequela di battute da sketch dei late show non posso dire che questo cartone animato sua brillante, ma ha il pregio di un perfetto mix fra semplicità e risate. In un periodo di cartoni animati complessi come film impegnati, questo tocco fresco di graziosa originalità ne fa un prodotto simpatico e accattivante. Il mio voto finale è un 6,5/10.

Annunci


Categorie:Recensioni

Tag:, , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: