Siamo onesti: Monica Cirinnà ha (almeno un po’) ragione


Inizio con una doverosa premessa: osservo Renzi da lontano fin dal 2010, lo sostengo attivamente dal 2012. Negli ultimi tempi, come la libertà d’espressione mi garantisce, ho anche espresso diverse critiche nel suoi confronti, su cose che non mi sono piaciute o errori che penso abbia commesso. Ad oggi, alle primarie del 30 aprile, obtorto collo mi ritroverò a votare ancora per lui sebbene le mie riserve nei suoi confronti siano molto cresciute. E mi ritroverò in queste condizioni perché non rinvengo nelle alte sue candidature di Orlando e Emiliano quelle caratteristiche che più ritengo necessarie, soprattutto in ottica partito. Intendiamoci: sulla necessità di riallacciare i fili del partito è meglio Orlando, che ne ha fatto la base della sua mozione congressuale, è il come si devono riallacciare questi rapporti che per me fa la differenza. Sentire il suo portavoce avanzare dubbi e insinuazioni già nelle votazioni nei circoli mi da alquanto da pensare sulla volontà di tenere unito il partito.

In quest’ottica ho letto con interesse questa intervista a Monica Cirinnà. Un’intervista onesta e sincera, come sa esserlo la senatrice democratica, in cui spiega le motivazioni del suo legittimo sostegno alla mozione Orlando. E lo spiega affermando anche la sua delusione per il Matteo Renzi segretario. Notate bene: non il Renzi politico in se è nemmeno il Renzi Presidente del Consiglio, ma specificamente il Renzi segretario. Dice: “Non voglio sentirmi ospite sgradita in una casa nella quale ci si colloca per le proprie provenienze. Quella delle correnti è una visione che mi fa venire il mal di stomaco”. Ora, onestamente, pensate di poterle dare torto? Pensate davvero che il Pd non sia eccessivamente vittime delle proprie correnti interne? Io credo di sì, anzi, vedo distintamente come spesso questo eccessivo peso correntizio silenzi spesso il necessario dibattito politico interno sui contenuti, di fatto sterilizzandolo. Il Renzi vittorioso nel Congresso del 2013 aveva promesso di soprassedé questa logica correntizia, che invece oggi vediamo ancora presente e in splendida forma. Ed ecco il giudizio su Renzi:

“Negli ultimi anni il PD è stato motore del cambiamento e senza questa forza propulsiva non ci saremmo riusciti. Io ricordo cos’era quello di Bersani: prese il 25 per cento nel 2013 e non riuscì neanche a eleggere il presidente della Repubblica. Va bene lasciarsi alle spalle il PD di Bersani e va bene lasciarsi anche quello di Renzi. Ma non voglio mischiare il piano del governo con il piano del partito. Renzi è stato un bravo Presidente del Consiglio ma un pessimo Segretario del PD. Il partito è un luogo di dialogo, inclusione, discussione ma soprattutto ascolto. Non puoi avere nemici tutti i sindacati, tutto il mondo della scuola ed etichettarli come gufi senza ascoltarli. Renzi non può fare il segretario del PD, forse potrà fare il premier ma questo si vedrà.”

Renzi bravo Presidente del Consiglio ma pessimo segretario. Anche qui: in piena coscienza vi sentite di poterle dare torto? Sentite che le cose dentro il Pd sono cambiate? Sono sparite le lottizzazioni per correnti? Sono spariti i capibastone che tutto comandano a livello locale? Sono spariti i signori delle tessere che gestiscono a loro piacimento grossi pacchi di voti? Sentite che la rottamazione sia avvenuta con successo? Sentite che le pessime pratiche del passato siano state sorpassate? A tutte queste domande c’è una sola e triste risposta: no. Purtroppo no. Invece pare ci sia chi queste cose le dia per avvenute con successo, a giudicare dagli attacchi che la senatrice ha ricevuto sulla sua pagina alla condivisione di questa intervista. Due esempi su tutti:


A me inizia a fare sinceramente pena questo squadrismo. Mi fa pena e mi convinco sempre più che crei dei danni incredibili, molto più vasti e profondi di una pessima battuta scappata a qualche leader o a qualche eletto. Queste sono persone che ripresero l’infelice e pessimo #Ciaone di Carbone per utilizzarlo come clava contro chi esprimeva una qualsiasi critica, con l’invito ad andarsene se non si condivideva fideisticamente ciò che sosteneva il segretario di turno. Eppure chi sostiene Renzi dovrebbe ricordarsi come ci si sentiva male quando nel 2012 le parti erano invertite, e quando erano loro (noi) il bersaglio di insulti e inviti ad andarsene. Allora quegli atteggiamenti vennero criticati duramente, oggi invece vengono tranquillamente utilizzati senza alcun problema. Ecco: nel #CambiaVerso promesso da Renzi nel 2013 c’era anche la cessazione totale di questi squallidi atteggiamenti squadristi. Nelle attuali mozioni congressuali di tutti e tre i candidati c’è la ferma volontà a ricostruire l’unità del partito. Che inizino a ricordarselo tutti gli iscritti. E la smettano di attaccare in modo così scomposto Monica Cirinnà, la cui unica “colpa” è quella di dire e fare liberamente ciò che pensa. Ce ne fossero di politici come lei.

Annunci


Categorie:Politica

Tag:, , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: