NonRecensione – 121: L’Ora Legale


Cosa c’è di meglio in una commedia che giocare sugli stereotipi? È un sistema quasi infallibile per far ridere, e per questo è uno di quelli più utilizzati quando si vuole produrre un film di questa categoria. Lo sanno bene Ficarra e Picone, che già nei loro sketch teatrali propongono spesso la caricatura di due siciliani disoccupati e senza alcuna voglia di lavorare. Ma prima di tutto, i voti: Comingsoon gli assegna un 4,2/5; Mymovies un 2,71/5; Imdb un 6,6/10.

Ficarra e Picone sono Salvo e Valentino, due cognati che vivono a Pietrammare, un piccolo paese in Sicilia. Qui gestiscono un chiosco nella piazza principale del paese, proprio di fronte al palazzo comunale, dove il sindaco Gaetano Patanè incarna il perfetto sindaco intrallazzone e affarista che chiunque ha in mente quando pensa alla politica corrotta. Il paesino è un po’ allo sbando: nella piazza davanti al comune si parcheggia abusivamente con tanto di relativo parcheggiatore abusivo, l’immondizia si accatasta lungo le strade, i dipendenti pubblici passano il loro tempo al chiosco dei due cognati e la grande fabbrica vicino al paese continua a lavorare senza rispettare le norme contro l’inquinamento. Patanè pensa soltanto a fare favori per ricevere in cambio qualcosa.

Finché arrivano le elezioni e contro Patanè si candida Paolo Natoli, marito della sorella di Valentino, a sua volta sorella della moglie di Salvo. I due cognati si dividono: Salvo appoggia Patanè, che per raccattare voti non esita a distribuire spese già fatte a chiunque, Valentino invece appoggia Natoli che rappresenta la voglia di cambiamento, di legalità, di trasparenza. Tutto il paese ha questa voglia di cambiamento e infatti Natoli verrà eletto con grande maggioranza e in un tripudio di folla: ma il neosindaco, appena insediato, inizierà subito a pretendere un rispetto ferrei di tutte le leggi. Via il parcheggiatori abusivo, controllo delle timbrature dei dipendenti in comune, multe alle auto in divieto di sosta, sgombero degli ambulanti senza permesso, raccolta differenziata, sigilli alla fabbrica che inquina, abbattimento delle case costruite irregolarmente sulla spiaggia, multe agli esercizi commerciali che non hanno tutte le autorizzazioni. Il paese piano piano inizia a mugugnare, tornando rapidamente al malcontento ma per le motivazioni opposte di quando c’era Patanè: ora il problema sono le troppe regole da rispettare che ammazzano gli affari che si facevano prima.

Insomma, la legalità è una strada in salita che non tutti riescono a percorrere, soprattutto se non sono mai stati abituati a farlo. E infatti tutto il paese inizierà a tramare contro il nuovo sindaco, arrivando addirittura a coinvolgere Patanè nel tentativo di rimetterlo al comando del comune, in ossequio al detto “si stava meglio quando si stava peggio”. L’argomento centrale è la congenita ingovernabilità dell’Italia che comincia proprio dal basso, da noi stessi, capacissimi nel chiedere un forte cambiamento ma poi poco inclini ad attuarlo nella vita di ogni giorno. Alla fine il film ci lascia diverde domande: che Italia vogliamo essere? Siamo davvero pronti per un paese dove tutte le regole vengono rispettate, nessuna esclusa? Vogliamo davvero un cambiamento o piuttosto vorremmo soltanto qualcuno che facesse dei favori anche a noi? Insomma, citando una battuta del film: l’Italia, questa profonda onesta, se la può davvero permettere?

Ben assortito il cast: Salavatore Ficarra è Salvo; Valentino Picone è Valentino; Leo Gullotta è padre Raffaele, prete del paese; Vincenzo Amato è Paolo Natoli; Tony Sperandeo è Gaetano Patanè; Antonio Catania è Michele, vigile urbano; Sergio Friscia è Gianni, altro vigile urbano; Eleonora De Luca è Betti, figlia di Paolo Natoli; Alessandro Roja nel ruolo dell’inviato da Roma.

La regia è degli stessi Ficarra e Picone, è tutto sommato mi pare buona. Il film è bello, ti fa ridere ma si tempo stesso riesce a lasciarti delle domande con cui, prima o poi, ognuno deve farci i conti. In conclusione il mio voto è un bel 7,5/10: un film estremamente contemporaneo, nell’epoca della pernacchia globale.

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Categorie:Recensioni

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2 replies

  1. Sempre fresco, obiettivo e puntuale, condivido pienamente la recensione.
    👍🏻

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