L’Unione Europea si prepara a digitalizzare i trasporti


No, non sto parlando soltanto della guida autonoma delle automobili. È vero che sempre più Case si stanno indirizzando verso questa tecnologia, e nei prossimi anni è previsto che i primi modelli dotati di guida autonoma arrivino su strada. Già oggi la Tesla con l’Autopilot offre un servizio simile, anche se viene definito come guida semi autonoma, ma già dai prossimi modelli il sistema Autopilot potrà supportare in pieno la guida autonoma. Si prevede una funzionalità piena entro la fine del 2017, subordinata comunque anche all’approvazione delle autorità preposte e dopo che esse avranno definitivamente stilato una normativa in merito. Normativa che dovrà riguardare tutti i mezzi di trasporto, non solo le automobili.

Ed è proprio qui che l’Unione Europea sta pensando di intervenire, definendo le regole della digitalizzazione del trasporto entro il 2019. Il progetto è ambizioso: mettere in Rete treni, metropolitane, autovetture, ma anche semafori e indicazioni stradali. Dice Violeta Bulc, a capo della Direzione Generale per i Trasporti della Commissione Europea: “Si tratta di stabilire un quadro di riferimento complessivo da qui al 2019, quando le prime vetture a guida autonoma arriveranno sul mercato. Per allora vogliamo rendere la mobilità smart e adeguare le infrastrutture”. Auto a guida autonoma ma non solo. Droni che ronzeranno nello “spazio aereo cittadino” per i più disparati servizi, sistemi di controllo per le flotte commerciali in navigazione nei mari, ingresso in Rete del trasporto pubblico (bus, metropolitane, treni), segnaletica intelligente, addirittura si pensa a standard comuni per i biglietti, compresi quelli aerei. Adeguare le normative per questi futuri mezzi e aggiornare tutte le infrastrutture potrà far risparmiare, dicono, fra i 4 e i 10 miliardi annui, grazie agli incidenti evitati e alle vite salvate.

Ma perché attendere fino al 2019 per la definizione delle norme? Risponde ancora la Bulc: “Se stabilissimo ora il quadro normativo rischieremmo di anticipare i tempi. Bisogna esser cauti: un hacker che riesce a violare uno smartphone può rubare dei dati. Con una vettura a guida autonoma si rischia molto di più. E c’è la parte assicurativa e della privacy da affrontare”. Ecco perché il Progetto C-ITS è partito nel 2014 e le prime norme vere e proprie arriveranno solo nel 2018. Per il momento in giro per l’Europa si iniziano a testare le auto a guida autonoma e si iniziano ad aggiornare le infrastrutture, come ad esempio dovrebbe avvenire in Italia col piano “Smart Road” elaborato da Anas. Soprattutto sul piano della privacy e della sicurezza c’è ancora molto da fare, vista la facilità con cui si può prendere possesso di una vettura tramite una connessione wireless. Un trasporto sempre connesso offre innumerevoli vantaggi, ma anche giganteschi problemi potenzialmente molto pericolosi. Le normative dovranno favorire i primi ed evitare il più possibile i secondi. La svolta della digitalizzazione dei trasporti è comunque ormai alle porte: non resta che prepararsi al futuro.

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Categorie:Motori, Tecnologia

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