NonRecensione – 117: 3 Generations, Una Famiglia Quasi Perfetta


Alcuni film interessanti capita di vederli per caso. Magari perché non c’è nulla che ti attira maggiormente, o perché i film che aspetti non sono ancora usciti, o sono già usciti e tu li hai persi. Così è capitato per 3 Generation, e devo dire che non ne sono rimasto deluso. Partiamo dai voti: Comingsoon gli assegna un 3,9/5; Mymovies un 2,5/5; Imdb un 5,3/10.

Il film parla di più cose: c’è Ray, un “uomo nato in un corpo di donna” come dice lui, che a 16 anni vuole affrontare la transizione per diventare definitivamente uomo. C’è sua madre Maggie, madre single con un passato un po’ movimentato fatto di tante storie che non sono mai approdate a nulla. C’è Dolly, madre di Maggie e nonna di Ray, una nonna lesbica è un po’ cinica che ospita a casa sua figlia e nipote e convive con Frances, la sua compagna. E poi c’è appunto Frances, donna impegnata nella lotta per i diritti umani e convivente di Dolly. Il film è un intreccio delle loro vite mentre affrontano la decisione di Ray, la ricerca del padre che non si fa più vedere da anni per la firma dei documenti necessari, la scoperta che il padre ha una nuova famiglia, le frustrazioni per i problemi che sorgono, nella firma dei documenti, l’iniziale difficoltà ad accettare la scelta di Ray da parte di tutta la sua famiglia, le aggressioni che subisce Ray, la sua irrefrenabile voglia di potersi sentire normale.

È piacevole, scorre bene alternando scene di grande drammaticità a intermezzi quasi comici che spezzano un po’ l’atmosfera. Ed è proprio questa caratteristica a rappresentare una specie di limite: non si capisce se voglia essere un film leggero e un po’ comico oppure se voglia essere un film serio e drammatico. I due piani di confondono spesso senza che nessuno dei due ve ha adeguatamente sviluppato. Ne risulta una specie di film ibrido che non dispiace, anzi, ma che non riesce a farsi amare. Ed è un peccato visto la complessità dell’argomento, che avrebbe meritato ben altro destino. Di certo non lo ha aiutato anche una distribuzione molto limitata, che lo ha reso un film difficile da trovare.

Discreto il cast. Naomi Watts è Maggie; Susan Sarandon è Dolly; Elle Fanning è Ray; Linda Emond è Frances; Tate Donovan è Craig, padre di Ray; Sam Trammell è Matthew, fratello di Craig; Maria Dizzia è Sinta, moglie di Craig.

La regia è di Gaby Dellal, ed è senza infamia e senza lode. Nel complesso il film è piacevole, si presta bene per una visione, ma avrebbe meritato un miglior approfondimento almeno delle vicissitudini personali nei rapporti fra Ray e il resto del mondo, spesso perse nel rumore di fondo di tutte le altre questioni, o di cosa implichi esattamente il processo di transizione, altro argomento praticente sconosciuto al grande pubblico. Il mio voto finale è quindi un 6,5/10.

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