Il mio personale fact checking sui 1000 giorni del governo Renzi

Matteo Renzi durante la conferenza stampa sui 1000 giorni del governo (foto di Tiberio Barchielli)

Matteo Renzi durante la conferenza stampa sui 1000 giorni del governo (foto di Tiberio Barchielli)

Il 18 novembre il governo Renzi è arrivato alla soglia dei 1.000 giorni. Ciò fa di questo governo il quarto governo più lungo della storia della Repubblica Italiana, dietro al governo Craxi (1.093 giorni), al quarto governo Berlusconi (1.287 giorni) e al secondo governo Berlusconi (1.412 giorni). Per festeggiare questo Renzi ha pubblicato un video dove riassume tutte le cose fatte in questi mille giorni, questo:

Io però voglio fare un’altra cosa. Non voglio guardare a ciò che ha fatto Renzi durante il suo governo, per quello ci ha pensato lui con il video sopra riportato, io voglio guardare a ciò che ha fatto in relazione a quella che fu la piattaforma programmatica che lo portò ad affacciarsi alla ribalta nazionale. Mi riferisco alle famose 100 proposte uscite dalla Leopolda del 2011, quella dell’anno del Big Bang, del WikiPD, delle proposte per rilanciare l’Italia. Proposte che allora vennero in qualche modo difese anche da Pippo Civati, che scrive: ”Renzi è stato sullo schema del Lingotto 2007 e ha detto le stesse cose della Leopolda 2010, ma le dice con energia”. Vediamo allora di analizzare, punto per punto, ciò che ha realizzato di quello che allora propose.

1 – Basta con il bicameralismo dei doppioni
È uno dei punti della riforma costituzionale: l’unica differenza è che allora affermava che bastava una Camera composta da non più di 500 persone, in realtà la riforma lascerebbe la Camera attuale invariata a 630 eletti. Parlava pure di abolizione del Senato, con l’istituzione di un raccordo fra lo Stato e i governi regionali: anche qui, nella riforma non vi è contenuta l’abolizione ma la trasformazione del Senato in Senato delle Regioni. Proposta rispettata.

2 – Le elezioni diano potere ai cittadini non ai segretari di partito
Si parla di legge elettorale, allora Renzi era per l’uninominale. Come sappiamo allora c’era il Porcellum creato da Calderoli che aveva lunghe liste in cui non era possibile esprimere preferenze, l’attuale governo ha invece creato l’Italicum che prevede invece brevi liste bloccate e la possibilità di esprimere due preferenze “di genere”, anche se dopo l’accordo con la minoranza del Pd Renzi ha promesso di modificarla ancora. Proposta parzialmente rispettata.

3 – La politica non sia la via breve per avere privilegi e una buona pensione
Parlava di abolizione dei vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali. I vitalizi solo formalmente sono stati aboliti: nel 2012-2013 il governo Monti introdusse anche per loro il metodo di calcolo contributivo e varò un decreto legge per introdurre alcune riduzioni, che furono recepite anche dai vari consigli regionali, inquadrandoli nella figura giuridica della “pensione” del parlamentare. Proposta non rispettata.

4 – Un costo standard per le Regioni
Parlava di costi di funzionamento e indennità dei consiglieri. Per il secondo punto ci pensa la riforma costituzionale, che impone come consiglieri regionale e assessori non possano guadagnare più di un sindaco di un comune capoluogo della stessa provincia. I costi di funzionamento invece restano ancora a discrezione delle regioni stesse. Proposta parzialmente rispettata.

5 – Abolizione delle provincie
Questo si, è stato fatto: Renzi aveva già provveduto a svuotarle da ogni competenza, con la riforma costituzionale verranno cancellate anche dalla Costituzione, atto necessario per abrogarle definitivamente. Proposta rispettata.

6 – L’unione fa la forza
Parlava di unioni per creare comuni con una dimensione minima di 5.000 abitanti, anche per facilitarli nella gestione dei vari servizi che devono erogare. Alcune fusioni sono già avvenute, ma per chi non vuole procedere in questo senso si prevederà anche la possibilità di gestire in maniera associata le funzioni fondamentali dei comuni sotto i 5.000 abitanti. Proposta rispettata.

7 – I partiti organizzino la democrazia, non siano enti pubblici
Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti: è stato fatto, anche se non da Renzi bensì dal suo predecessore Enrico Letta, e approvato definitivamente il 20 febbraio scorso. Proposta rispettata.

8 – Azzerare i contributi alla stampa di partito
Anche questo esistono ancora, all’interni dei contributi per l’editoria, sebbene siano stato ridimensionati. Nel resoconto dello scorso dicembre si vedono quelli del 2014, e figurano giornali di partito come Europa e Il Secolo d’Italia, definiti come “politici”. Esiste però una bozza di legge in Parlamento per creare un fondo unico che abbia durata quinquennale e miri ad abrogare definitivamente i soldi destinati ai giornali di partito. Proposta parzialmente rispettata.

9 – Le camere di commercio regolino il mercato, non siano imprese
La riforma delle camere di commercio è in essere. Si inserisce nella più ampia riforma della pubblica amministrazione avviata dal ministro Madia, ed ha recentemente ottenuto il secondo via libera da parte del Consiglio dei Ministri. Proposta parzialmente rispettata.

10 – Il consiglio inutile
Si parla del CNEL, Renzi allora puntava dritto all’abolizione. La riforma costituzionale prevede proprio l’abolizione del CNEL. Proposta rispettata.

11 – Meno poltrone, più efficienza
Il riferimento è alle aziende partecipate dal pubblico, e anche per questo punto il riferimento è la riforma della pubblica amministrazione del ministro Madia. Gli strumenti per attuare questo taglio sono stati approvati ad agosto, e prevederanno un processo diviso in due tappe, da concludersi entro il 2018. Proposta rispettata.

12 – Gli altri costi della rappresentanza
Argomento spinoso, per via dei contrasti che Renzi ha sempre avuto con i sindacati, specialmente con la CGIL. Nella finanziaria approvata a dicembre 2015 però è stato introdotto un taglio dei fondi ai patronati e ai Caf. Proposta parzialmente rispettata.

13 – Eliminiamo la classe politica corrotta
Renzi allora proponeva un’amnistia condizionata ad alcuni punti: ammissione della colpa, indicazione di tutti i complici, restituzione del maltolto, impegno a non fare più politica. La nuova legge anticorruzione prevede inasprimento in alcune pene connesse agli atti giudiziari o alla corruzione per l’esercizio della funzione, introducendo anche il fatto che il patteggiamento sarà condizionato alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato. Esteso anche il reato di concussione. Proposta parzialmente rispettata.

14 – Razionalizzare le missioni italiane all’estero
Qui Renzi proponeva un coordinamento maggiore delle missioni estere dell’esercito italiano, in accordo con l’Unione Europea. Diciamo che questo punto rientrerebbe nella creazione di un esercito unico europeo, o in uj ministero della difesa che coordini centralmente tutti gli eserciti nazionali. Diciamo, eufemisticamente, che il progetto è ancora lontano. Proposta non rispettata.

15 – Una strategia per il Mediterraneo in trasformazione
Renzi allora immaginava che l’Italia potesse assumere il ruolo di consulente, diciamo, per aiutare i paesi africani e arabi affacciati sul Mediterraneo nella transizione verso la democrazia. Citava Egitto, Libia, Tunisia e Siria: in Egitto c’è un governo formalmente democratico ma dal carattere dittatoriale, la Libia è sconquassata da una guerra civile dopo la guerra vera e propria promossa dalla Francia e deve far fronte ai terroristi dell’Isis, In Siria impazza una guerra in cui si scontrano (almeno) quattro schieramenti diversi. Solo in Tunisia il governo sta provando a introdurre progressivamente delle riforme democratiche che lo allontanino sempre più dal fanatismo religioso. Visti gli avvenimenti successivi a quel 2011, direi che la proposta non è stata rispettata, anche se non per colpa di Renzi.

16 – Cambiare la Rai per creare concorrenza sul mercato tv e rilanciare il Servizio Pubblico
Parlava di privatizzare la Rai, cosa non avvenuta, e di rivalutare il canone rendendo la sua riscossione effettiva, in modo che la Rai potesse avere delle risorse certe. Infatti per questo ha introdotto il pagamento del canone nelle bollette elettriche, e lo sta progressivamente abbassando: nel prossimo gennaio il costo passerà da 100 a 90 euro. Proposta parzialmente rispettata.

17 – Fuori i partiti dalla Rai
L’obiettivo, diceva Renzi, era tenere i partiti politici fuori dalla gestione della televisione pubblica. Invece ci sono dentro ancora con entrambi i piedi. Proposta non rispettata.

18 – Portare il rapporto debito/Pil al 100% in 3 anni
Il governo Renzi è in carica da 1000 giorni, quindi da poco più di due anni e mezzo. Meno quindi dei 3 anni allora promessi per abbassare il rapporto debito/Pil. Nel primo trimestre di quest’anno però il rapporto debito/Pil era ancora al 135,4%, in aumento del 2,7% rispetto all’ultimo trimestre del 2015. Proposta non rispettata.

19 – Riformare le pensioni per avere ancora le pensioni
Le pensioni sono uno di quegli argomenti di cui tutti parlano, e che tutti vorrebbero riformare. L’ultima sostanziale riforma venne fatta dal ministro Fornero sotto il governo Monti, a fine settembre il governo Renzi e i sindacati hanno firmato un accordo per apportare modifiche alla legge Fornero. Sostanzialmente: andata per il contributivo per tutti, andata per la parificazione dell’età pensionabile con una finestra anagrafica per accedere al pensionamento, andata per i calcoli armonizzati e proporzionati alla speranza di vita, anche se questi ultimi avverranno in una seconda fase nel 2017. Sostanzialmente, potrei dire che la proposta è stata rispettata.

20 – Nuove regole per evitare il cumulo delle pensioni
Ecco, no: le pensioni si possono ancora cumulare, sebbene con alcune limitazione introdotte negli anni. Proposta non rispettata.

21 – Una rivoluzione copernicana per il fisco
Nessuna rivoluzione copernicana all’orizzonte. Il governo Renzi ha promosso con varie azioni delle modifiche per le partite Iva e per le aziende, lasciando inalterati gli scaglioni fiscali per i redditi. Renzi, nel ruolo di premier, ha spesso accennato alla necessità di rivedere profondamente tutto l’impianto del fisco italiano, ma una riforma vera e propria non è ancora stata varata. Quindi no, proposta non rispettata.

22 – Abolizione dell’IRAP
Nessun taglio dell’IRAP, ma con la legge di stabilità dello scorso dicembre si è proceduti a una riduzione che ha generato una riduzione delle imposte per circa il 40%. Un risultato tutto sommato positivo, che però non è la totale abolizione. Proposta non rispettata.

23 – Uscire dal sommerso
Si parlava di ridurre l’IRES per le aziende che accettano procedure di accertamento rapido e maggiore trasparenza sul bilancio. In realtà la riduzione dell’IRES riguarda tutti e passerà dal 27,5 al 24%. C’è da aggiungere che, comunque, i controlli per evitare il sommerso sono stati rafforzati. Nel complesso, proposta parzialmente rispettata.

24 – Le procedure per la crisi d’impresa come leva per la competitività del sistema
Anche su questo punto il governo Renzi sta lavorando. C’è infatti una delega al governo per la riforma organica delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza, come si legge a pagina 6 di questo specchietto di Assonime, e attualmente la delega è al vaglio delle commissioni del Senato. Non le ha ancora ottenute, ma le sta ottenendo. Proposta parzialmente rispettata.

25 – No ai condoni
Nel 2011 Renzi era molto netto: nessun condono edilizio né fiscale. Oggi è un po’ meno netto: la rottamazione di Equitalia porta con se una maxisanatoria sugli esosi interessi di mora delle cartelle esattoriali non ancora pagate, che molti vedono come una specie di condono parziale. Esiste poi la voluntary disclosure, il provvedimento sul rientro dei capitali esportati all’estero e sull’emersione del nero “domestico”: alcuni considerano anche questo come un condono ma, come spiegò Padoan, non lo è ”perché a differenza dei tre scudi della decade scorsa il candidato all’emersione deve presentarsi con nome, cognome e con tutta la documentazione genuina degli investimenti esteri”. Diciamo che la proposta è stata solo parzialmente rispettata.

26 – Riformare gli ordini professionali
Qualcosa si muove nel campo della sanità grazie al disegno di legge del ministro Lorenzin. L’articolo 3 del ddl affronta appunto il riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie. Altro esempio è nel campo edile: anche qui si parla di riforma dell’ordine professionale. Il governo ci sta lavorando, anche se alcuni ordini aspettano ancora un intervento: proposta parzialmente rispettata.

27 – Liberalizzare i servizi pubblici locali
Il tema di queste liberalizzazioni è contenuto nella delega per la riforma della pubblica amministrazione, è sta venendo affrontata. Come dice Bassanini, queste liberalizzazioni non sono un optional e e se non verranno adeguatamente affrontate rischieranno di far fallire la suddetta riforma. Proposta parzialmente rispettata.

28 – Antitrust obbligatorio
Far intervenire l’Antitrust a monte delle questioni, e non dopo che un conflitto di interessi si è manifestato, è argomento di discussione da anni. Ma ancora non si è mosso nulla. Nel 2015 era lo stesso Pitruzzella, presidente Antitrust, a dire che serviva intervenire con una legge come quella anglosassone. Il governo Letta promossa una legge in tal senso, ma per ora rimane bloccata in Parlamento. Proposta non rispettata.

29 – Liberalizzare le assicurazioni su infortuni e malattie
Il tema è la liberalizzazione dell’Inail. L’unica informazione al riguardo risale al 2014, quando l’allora presidente De Felice affermava che questa liberalizzazione sarebbe stata molto difficile da realizzare. E infatti non c’è. Proposta non rispettata.

30 – Ridurre il numero delle norme
È il capitolo semplificazioni: il governo Renzi ha già avviato una prima tornata di semplificazioni nel 2014 sul pagamento delle tasse, sulle ristrutturazioni, sull’accesso ai servizi sanitari e per i disabili e sugli adempimenti in materia di lavoro e previdenza, e poi semplificazioni sul DURC e sulla documentazione per gli appalti e sugli adempimenti per la sicurezza sul lavoro. Esiste poi anche l’Agenda per la semplificazione 2015-2017, che contiene le linee di indirizzo condivise tra Stato, Regioni e Enti Locali e il cronoprogramma per la loro attuazione. Siamo in itinere, ma direi che la proposta è stata rispettata.

31 – Mettere in competizione il pubblico e il privato
Anche qui il governo Renzi sta procedendo per compartimenti: ad esempio con la riforma della Buona Scuola si sono introdotti sistemi di valutazione che mettono in competizione i vari istituti scolastici pubblici per spronarli a migliorare la propria offerta formativa. Proposta parzialmente rispettata.

32 – Una Delivery Unit sul modello UK
Non è stata istituita ma il lavoro viene svolto comunque dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. I cittadini possono controllare i risultati ottenuti dal sito Passo Dopo Passo. Proposta parzialmente rispettata.

33 – Dirigenti a termine nelle aziende pubbliche
Anche per questo punto ci si deve riferire alla riforma della pubblica amministrazione del ministro Madia, e da come leggiamo in questo articolo è già legge dello Stato. Quindi la proposta è stata rispettata.

34 – Mezzogiorno
Investire nello sviluppo e non nel finanziamento della spesa corrente, diceva. Il governo Renzi ha per questo approntato i Patti per il Sud, uno per ognuna delle 8 regioni meridionali e uno per ognuna della 7 città metropolitane. Piani di investimenti nelle infrastrutture, nel recupero dei fondi europei non spesi, nel potenziamento delle risorse del territorio e per l’implementazione di una politica industriale per il sud. Proposta rispettata.

35 – Superare il precariato attraverso il contratto unico a tutele progressive
Nel 2011 quella proposta di Renzi si basava sostanzialmente sulle idee di Pietro Ichino. Successivamente, il governo Renzi ha varato il Jobs Act partendo proprio da quelle idee, che prende il nome di contratto a tutele crescenti. Proposta rispettata.

36 – Riformare gli ammortizzatori sociali
Allora Renzi parlava di indennità di disoccupazione universali. Nella realtà la riforma del Jobs Act ha introdotto una riforma degli ammortizzatori sociali. Per maggiori informazioni si veda anche questa presentazione di Pietro Ichino. Direi proposta rispettata.

37 – Contratti aziendali contro i salari poveri
Anche su questo punto il governo Renzi è intervenuto tramite la riforma del Jobs Act, equiparando i contratti aziendali con i contratti nazionali di lavoro. Proposta rispettata.

38 – Aliquote rosa
Qui occorre fare una distinzione: per quanto riguarda il comparto pubblico la questione fu affrontata già dalla riforma Fornero promossa al governo Monti, per il resto esistono norme per le quote rose nei consigli di amministrazione, che stanno danno buoni risultati. Proposta parzialmente rispettata.

39 – Immediata introduzione di un patto di stabilità interno non derogabile sui parametri dei costi standard
Per far si che la famosa siringa monouso costi allo stesso modo sia in Calabria che in Lombardia, il governo Renzi ha varato il Patto per la Salute e ha accentrato alcune competenze in materia sanitaria con la riforma costituzionale. Proposta rispettata.

40 – Completa riorganizzazione della medicina sul territorio
La riorganizzazione è ancora in atto. Rientra nel Patto per la Salute, all’articolo 5. Nel 2015, durante un’interrogazione parlamentare, il ministro Lorenzin affermava che la riforma era in essere e sarebbe stata rispettata. Quindi proposta rispettata.

41 – Far lavorare in “rete” gli ospedali per le terapie di urgenza, ad alto costo, tecnologicamente sofisticati
Anche per questo serve rifarsi al già citato Patto per la Salute, anche se l’applicazione di questa idea è ancora in alto mare. Proposta non rispettata.

42 – Chiudere tutti gli ospedali con meno di 100 posti letto e che non abbiano un servizio di anestesia e rianimazione aperto 24 ore su 24
Un provvedimento per la valutazione delle chiusure da effettuare è contenuto nel Patto per la Salute. Le valutazioni sulle strutture da chiudere sono in corso in tutta Italia. Proposta rispettata.

43 – Creazione di percorsi diagnostici terapeutici su base regionale
Anche per i PDTA, percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, ci si rifà al Patto per la Salute, che prevede un piano nazionale cronicità.Proposta rispettata.

44 – Esternalizzare ma non per pagare di più
Non ci sono espliciti riferimenti nel Patto per la Salute, anche perché non si tratta di introdurre le esternalizzazioni dei servizi che in realtà esistono già. Si tratterebbe solo di renderle più efficienti e meno onerose, obiettivo che implicitamente risiede nelle prerogative di spending review portate avanti dal patto. Proposta parzialmente rispettata.

45 – Un fondo nazionale per la ricerca gestito con criteri da venture capital
No, non è stato varato un fondo gestito da un comitato esecutivo come sosteneva allora Renzi. Gli investimenti in ricerca stanno aumentando, ma in altro modo. Proposta non rispettata.

46 – Incentivi fiscali per contributi alla ricerca universitaria
Fu il decreto Destinazione Italia nel 2015 a stabilire un credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, ma limitate alle imprese. Esistono anche agevolazioni per la ricerca scientifica, ma risultano complessivamente inferiori. Proposta parzialmente rispettata.

47 – Una terapia d’urto per la giustizia civile
La parola d’ordine nel 2011 era smaltire gli arretrati e velocizzare i processi. A gennaio il ministro Orlando poneva l’accento sulla diminuzione dei processi in arretrato, passati dai 5,2 milioni del dicembre 2013 ai 4,2 milioni di gennaio 2016. Il ministero della giustizia è pero impegnato in una riforma che dovrebbe sanare le problematiche ancora esistenti, ad esempio con l’introduzione del nuovo decreto giustizia riguardante il processo civile. La commissione Vietti ha comunque ipotizzato la creazione di una task force di magistrati da impiegare dove necessario. Proposta rispettata.

48 – Avvocati pagati solo su preventivo
Nel caso specifico non è stato fatto nulla, anche perché già una sentenza del 2012 stabiliva che per avere sicurezza nella riscossione della parcella il preventivo deve essere scritto, e non comunicato a voce. Proposta non rispettata.

49 – Entri (più spesso) la corte
Nel 2011 Renzi prevedeva una sospensione di soli 20 giorni in estate e di 10 giorni nel periodo natalizio. La riforma della giustizia ha provveduto nel 2015 a ridurre il periodo di sospensione estiva da 45 a 30 giorni, ovvero dal 1 al 31 agosto. Proposta parzialmente rispettata.

50 – Accorpamento delle sezioni giudiziarie staccate
La riforma dell’ordinamento giudiziario portata avanti dal ministro Orlando, su indicazione della commissione Vietti, prevede dei tagli agli uffici giudiziari. Proposta rispettata.

51 – Entri l’informatica nei tribunali
Sfrutto questo link utilizzato al punto 47 dove il ministro Orlando spiega che gli atti che ogni mese i magistrati depositano in via telematica, sono passati da 1,5 milioni di un anno fa ai circa a 2,5 milioni del dicembre 2015; gli atti depositati dai professionisti sono passati, nello stesso arco temporale, da 1,2 milioni circa a quasi 4,4 milioni. Dal 2013 ad oggi, il Processo civile telematico ha portato risparmi per 130 milioni di euro. Proposta rispettata.

52 – Il merito in tribunale
Lo stipendio non è collegato alla produttività, come chiedeva nel 2011 Renzi, e le valutazione sull’operato dei magistrati già esistono, dopo la riforma del 2007: avvengono ogni quattro anni. Che poi nel 99% dei casi siano valutazione positive, è un’altro paio di maniche. Proposta non rispettata.

53 – Giustizia penale nei tempi giusti
Tutto è contenuto nella riforma della giustizia, già partita conta riforma del processo civile. La strada è tracciata, ma la riduzione in un anno del 10% dei tempi, come diceva nel 2011, non c’è stata. Proposta parzialmente rispettata.

54 – Le città rinnovabili
Su questo il governo è stato molto impegnato: gli sgravi per le ristrutturazioni che aumentano l’efficienza energetica, la posa di caldaie ad alta efficienza, di impianti di riscaldamento/raffrescamento a basso impatto ambientale, installazione di palloni solari, tutto ha ricevuto del incentivi. Si è anche provveduto a finanziare le pratiche di teleriscaldamento. Avviato anche il Conto Termico 2.0 per chi si produce l’elettricità in modo autonomo. Previsti anche incentivi per le auto elettriche. Proposta rispettata.

55 – Incentivi rinnovabili
A parte il fotovoltaico che già gode di propri incentivi, a giugno stato firmato un decreto che assegna incentivi alle energie rinnovabili diverse dal fotovoltaico. In totale si sono previsti 9 miliardi di incentivi per circa 20 anni. Proposta rispettata.

56 – Ammodernare la rete elettrica e il mercato per ridurre il costo della bolletta
Tramite Terna si stanno prevedendo diversi investimenti per svecchiare la rete elettrica, come ad esempio gli investimenti appena promosso in Sardegna, come il ponte elettrico sotto lo Stretto di Messina. Anche se di ribassi della bolletta elettrica, per ora, se ne vedono pochi. Proposta parzialmente rispettata.

57 – I rifiuti da problema a risorsa
Renzi nel 2011 indicava nel potenziamento della raccolta differenziata l’unica strada per valorizzare i rifiuti. In realtà, nel 2015 nel decreto Sblocca Italia si sono previsti diversi nuovi inceneritori, anche se contemporaneamente si è insistito sulla necessità di potenziare la raccolta differenziata. Proposta parzialmente rispettata.

58 – Agribusiness italiano
La difesa del Made in Italy è da sempre uno dei capisaldi di Matteo Renzi. Recentemente ha siglato un accordo con Alibaba, il gigante dell’economia e commerce cinese, in difesa del vino e dei prodotti Made in Italy. Analoga battaglia la sta conducendo in seno all’Unione Europea, per vedere sempre più garantiti i prodotti tipici italiani. Proposta rispettata.

59 – Non auto blu, ma auto verdi
Qui si può ricordare la grande campagna di rottamazione delle auto blu promossa dal governo Renai appena insediatosi, con la vendita su eBay di un buon numero di vecchie vetture. Se è pur vero che il numero complessivo delle auto blu è calato, è anche vero che i successivi appalti per la sostituzione di quelle in servizio si è rivolto ancora prevalentemente ad auto a combustione, sebbene con cilindrate e potenze più contenute: poco spazio per ibride o elettriche. Proposta non rispettata.

60 – Puntare su internet
Ecco un altro dei progetti su cui Renzi ha puntato molto. Ad aprile è stato varato un piano insieme a Enel per portare la fibra ovunque e internet ultra veloce in 224 città in tre anni. Da ricordare che la posa della fibra ottica sta coinvolgendo anche Telecom, che si sta preoccupando di coprire tutto il territorio nazionale. Proposta rispettata.

61 – Open Government
La digitalizzazione dei servizi pubblici: anche qui ci si deve riferire alla riforma della pubblica amministrazione gestita dal ministro Madia, che prevede molte novità nel campo digitale. Dalla creazione della CAD (Carta della Cittadinanza Digitale) a quella dello SPID (Sistema Pubblico per la Gestione dell’identità Digitale). Proposta rispettata.

62 – Mai meno dell’1%
Non saprei dire se gli investimenti oggi raggiungono l’1% del Pil, ma già a fine 2015 Renzi ha promesso nuovi investimenti in cultura, per ben un miliardo. Direi che la proposta è sostanzialmente rispettata.

63 – La funzione civile del bello
Qua Renzi proponeva di utilizzare una parte del recupero dell’evasione fiscale (il 4%) per investire e valorizzare il patrimonio artistico italiano. Oggi Renzi non ha istituito un meccanismo automatico di recupero e reinvestimento di quella percentuale, ma ha però istituito un fondo da 150 milioni per recuperare luoghi culturali dimenticati. Non una scelta strutturale, ma una specie di una tantum. Servirebbe qualcosa di più concreto. Proposta non rispettata.

64 – Defiscalizzare i contributi per la cultura
Per il momento non vi è nessun reale sistema di defiscalizzazione per chi investe in cultura. C’era una proposta scritta da una commissione nel 2006 che però è rimasta lettera morta. Proposta non rispettata.

65 – Autonomia ai musei
Il governo Renzi ha iniziato con la nomina di 20 nuovi direttori a 20 nuovi poli mussali nel 2015: sarà riconosciuto loro un’autonomia contabile, scientifica, finanziaria e organizzativa. Ognuno dei direttori avrà ampio spazio di manovra, e non sarà più un semplice funzionario ministeriale che risponde al soprintendente. Proposta rispettata.

66 – Un’agenzia internazionale per i musei italiani
Il modello indicato era quello francese, ma non è stato fatto. Proposta non rispettata.

67 – Coordinare il marketing turistico
Ad aprile il governo Renzi ha promosso gli Stati Generali del Turismo, dove sono emerse diverse idee per valorizzare il turismo in Italia. É stai poi stilato un piano strategico di sviluppo del turismo, di durata quinquennale fino al 2021. Renzi nel 2014 provò anche a riformate l’ENIT, mettendoci a capo nel 2015 Evelina Christillin, ma questa riforma dell’ENIT è ancora in alto mare. Proposta parzialmente rispettata.

68 – Rivisitazione delle competenze delle Soprintendenze
Questa riforma è in essere, come conferma lo stesso MIBACT: saranno 41 i presidi, 39 Soprintendenze uniche e 2 Soprintendenze speciali. Proposta rispettata.

69 – Una sola voce per la cultura italiana all’estero
Fusione degli Istituti di Cultura Italiana all’estero con i Centri Linguistici, come il Dante Alighieri. Ma già nel 2013 veniva spiegato che questa fusione non è possibile. Quindi, proposta non rispettata.

70 – Ambasciatori per la globalizzazione
Renzi nel 2011 chiedeva che le ambasciate assumessero un ruolo di aiuto per le imprese italiane che competono sui mercati del mondo. Ma già nel 2010 il ministero degli esteri diffondeva un documento in cui ricordava il suo ruolo di supporto agli imprenditori italiani tramite le varie ambasciate nel mondo. Renzi ha semplicemente continuano a insistere su questa funzione. Proposta parzialmente rispettata.

71 – Scegliere le grandi opere che servono davvero
Il Renzi del 2011 voleva una razionalizzazione delle grandi opere, il Renzi governativo dal 2014 ha imparato come siano proprio le grandi opere a dare grandi possibilità di investimento, e di popolarità. Per questo si è concentrato nella conclusione della Variante di Valico fra Emilia e Toscana, nel completamento della Salerno – Reggio Calabria, nell’investire sull’Alta Velocità. ”Focalizzarsi sulle grandi opere ci ha portato in 14 anni di legge-obiettivo a stanziare 285 miliardi per vederne impiegati soltanto 23, appena l’8%”, ha detto il ministro Delrio. “Opere utili, snelle e condivise”, è lo slogan del Def 2016. Proposta parzialmente rispettata.

72 – Semplificazione delle norme sulle gare d’appalto
Anche qui il governo Renzi si è mosso: codice semplificato e più poteri all’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone. Proposta rispettata.

73 – Liberalizzazione del trasporto pubblico regionale
Quando ancorai ministro era Maurizio Lupi, nel 2015, il governo Renzi approvò un disegno di legge di riforma del trasporto pubblico locale ma solo su gomma, non su rotaia. Diciamo che la proposta è stata solo parzialmente rispettata.

74 – Istituire gli “affitti di emancipazione”
Le offerte di housing sociale esposte allora da Renzi sono tutt’ora presenti nelle politiche del varie regioni. Il governo ha però aggiunto delle agevolazioni sull’acquisto della prima casa, rivolte anche alle giovani coppie. Proposta parzialmente rispettata.

75 – Consentire a tutti gli studenti universitari di finanziarsi gli studi e le tasse
Su questo il governo Renzi ha varato il cosiddetto Student Act contenuto nell’ultima legge di stabilità. Sono investiti 50 milioni in più rispetto allo scorso anno, introduzione di una no tax area per gli studenti con ISEE inferiore ai 13.000 euro e 400 nuove borse di studio dal valore di 15.000 euro per gli studenti più meritevoli. Confermato anche per il 2017 il bonus cultura da 500 euro per i diciottenni. È previsto comunque che gli istituti di credito diano prestiti agevolati finalizzati alle spese di studio, in conformità con la maggiore integrazione di pubblico e privato perseguito da Renzi. Proposta parzialmente rispettata.

76 – Premio ai laureati meritevoli da investire in formazione
Nel 2011 Renzi proponeva un bonus da investire nella formazione per i miglior laureati, in Italia o all’estero, in programmi di studio riconosciuti. Qualcosa di simile fu fatto nel 2012, prevedendo premi per i migliori laureati e incentivi per i migliori diplomati, ma nulla rivolto alla formazione. Proposta non rispettata.

77 – Regolamentazione dei contratti di lavoro per gli studenti
Ad esclusione del compenso salariale minimo, l’idea proposta dal Renzi del 2011 il Renzi del 2016 l’ha applicata con l’Alternanza Scuola Lavoro. Gli studenti verranno valutati, riceveranno dei crediti formativi e verranno formate soprattutto dal punto di vista delle soft skill, punto debole del sistema scolastico. Sostanzialmente, proposta rispettata.

78 – Cominciare giovani, cominciare bene
Il governo Renzi con un decreto del MISE del 2015 ha istituito dei fondi per l’imprenditoria giovane e femminile, in particolare per le imprese costituite per oltre la metà dei soci da giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni. Le altre proposte fatte allora da Renzi non sono state ancora attuate. Proposta parzialmente rispettata.

79 – Diritto di voto a 16 anni
La soglia di età per accedere al diritto di voto è ancora fissata a 18 anni. Proposta non rispettata.

80 – Valutare le università e sostenere quelle che producono le ricerche migliori
La riforma della Buona Scuola ha introdotto alcuni principi utili per la valutazione degli atenei. Il governo Renzi ha inoltre introdotto le cosiddette Cattedre Natta assegnate ai migliori ricercatori disponibili, in un tentativo di stimolare la competizione e aumentare il livello di qualità della ricerca universitaria. In più ha previsto uno stanziamento di 271 milioni da distribuire ai 180-200 dipartimenti universitari con le migliori performance. Proposta rispettata.

81 – Distinguere tra università eccellenti nella ricerca e università che offrono una buona formazione
Qui occorre rifarsi al discusso interventi di Renzi dello scorso anno, dove disse che esistono università di Serie A e università di Serie B. Detta così appare un po’ brutale, ma la differenza di qualità formativa degli atenei italiani direi che è evidente. La riforma della Buona Scuola mira anche a questo, a distinguere le università migliori per meglio sostenerle. Proposta parzialmente rispettata.

82 – Abolizione del valore legale del titolo di studio
Se ne è parlato nel 2015, anche grazie a un emendamento alla riforma della pubblica amministrazione, ma tutto è rimasto bloccato. Proposta non rispettata.

83 – Restituire prestigio e reddito agli insegnanti capaci
Anche per questo punto ci si deve rifare alla riforma della Buona Scuola: qui sono stati rivisti i criteri di assegnazione delle cattedre, è stato amplificatori potere dei presidi di chiamare direttamente i professori migliori, si è previsto un bonus da 500 euro per gli insegnanti da spendere in materiale didattico. Nessuna sostanziale modifica invece agli stipendi. Proposta parzialmente rispettata.

84 – Eliminare la formazione che serve solo ai formatori
Il Miur, anche alla luce della riforma costituzionale che tocca il Titolo V, prova a rilanciare gli istituti professionali trasformandoli in scuole territoriali dell’innovazione. L’obietivo è il sistema duale già in vigore in diversi altri Stati europei. Proposta parzialmente rispettata.

85 – Ebook per tutti
Questa idea è contenuta nel Piano Nazionale Scuola Digitale promosso dal governo Renzi, con un fondo di oltre 600 milioni di euro. Proposta rispettata.

86 – Inglese sin da piccoli
Allora: l’inglese è già diffuso anche alle elementari, anche se il monte ore è diverso da scuola a scuola. Alcune scuole elementari (solitamente private) offrono anche la possibilità di scegliere due lingue straniere. L’idea si è realizzata prima dell’arrivo di Renzi, la diamo come proposta rispettata.

87 – Introdurre il quoziente familiare
Il governo Renzi rispolvera il quoziente familiare ma in prospettiva: nel 2017, dicono, dovrebbe esserci un primo segnale in merito. Ad oggi, non esiste. Proposta non ancora rispettata.

88 – Detrazione della spesa familiare
Nel 2011 Renzi indicava le voci educazione, conduzione della casa, assistenza anziani fra le spese che avrebbero dovuto godere di detrazioni. Il governo Renzi propone non detrazioni, ma una serie di bonus e agevolazioni che riguardano le bollette luce e gas, una social card per acquistare alimenti o prodotti sanitari, il bonus bebè, il bonus libri per chi va a scuola, e bonus per mutui e affitti. Non proprio la stessa cosa. Proposta parzialmente rispettata.

89 – Una regolamentazione delle unioni civili
Nel 2011 Renzi chiedeva una legge che desse pieno riconoscimento alla coppia dal punto di vista contributivo e assistenziale. Oggi quei diritti sono vigenti grazie alla legge sulle unioni civili caparbiamente voluta dalla senatrice Monica Cirinnà, approvata definitivamente a maggio. Proposta rispettata.

90 – Promuovere la natalità
Esisteva già il bonus bebè, il governo Renzi si è premurato di potenziare questo bonus: assegno raddoppiato e anticipato in maternità, durata fino a 5 anni, bonus maggiorato per il secondo figlio. Direi Proposta rispettata.

91 – Adozioni internazionali
Il governo Renzi sta ancora lavorando su una nuova legge sulle adozioni che riguardi tutti, anche le coppie gay. Si sta lavorando, ma al momento le normative sulle adozioni sono sempre le stesse. Proposta non rispettata.

92 – Più Nidi e Asili d’infanzia
La riforma della Buona Scuola ha rivoluzionato l’istruzione fra 0 e 6 anni, ovvero quella degli asili nido e degli asili d’infanzia. Proposta rispettata.

93 – Progetto DAVID per la sicurezza stradale
Quel progetto, promosso dal Renzi sindaco di Firenze, non è mai approdato a livello nazionale. È però partita a marzo una campagna sulla sicurezza stradale promossa dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Già approvato il reato di omicidio stradale e i controlli elettronici per le assicurazioni RCA. Il progetto prevedeva però un sistema di analisi dei dati per stilare un piano di interventi mirato. Proposta non rispettata.

94 – Adozione dello jus soli
Il governo Renzi ha provato a introdurlo, a ottobre del 2015 il testo era stato approvato alla Camera. Ma poi è rimasto impantanato al Senato, è stato successivamente “temperato” per assecondare gli alleati centristi di governo e infine è stato accantonato come contropartita per la unioni civili. A maggio la legge risultava ancora impantanata al Senato. Proposta non rispettata.

95 – Immigrazione intelligente
Il tema dell’immigrazione è sempre molto spinoso, soprattutto di questi tempi con l’arrivo di barconi pieni di disperati in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni in Africa e in Medio Oriente. Il governo Renzi sta provando a chiedere più fondi all’Europa per fronteggiare questa situazione, cercando nel contempo di regolare gli immigrati, fra richiedenti asilo, rifugiati, e irregolari da rimpatriare. Una politica attiva come nei desiderata del Renzi del 2011 non è ancora stata approvata. Proposta non rispettata.

96 – Regolare? Permesso veloce
Si parla di permessi di soggiorno: nessuna riforma è stata promossa per velocizzarli. Proposta non rispettata.

97 – Far diventare legge il 5 per mille
Il 5 per mille fu già istituzionalizzato prima dell’arrivo di Matteo Renzi al governo. Introdotto a titolo sperimentale nel 2005, già nel 2011 era praticamente istituzionalizzato. Oggi rappresenta una realtà molto diffusa. Proposta rispettata.

98 – Un secondo 5 per mille
Sarebbe da ricavare da una tassa sulle transazioni finanziarie. Ora: se è pur vero che è in discussione in Europa una specie di Tobin Tax su queste transazioni, è anche vero che non è mai stato stabilito che dovesse finire per finanziare un secondo 5 per mille. Quindi, proposta non rispettata.

99 – Servizio civile obbligatorio
Oggi esiste il servizio civile, ma non è obbligatorio: è ancora su base volontaria. Proposta non rispettata.

100 – Sequestrare più rapidamente, gestire meglio immobili, patrimoni e aziende
Nella seduta dell’11 novembre 2015 la Camera ha approvato un nuovo testo di legge che modifica le norme sui beni confiscati e sulla riforma del codice antimafia. Proposta parzialmente rispettata.

Tiriamo le somme? Tiriamole: conteggiando le valutazioni di questi 100 punti ci sono 36 voci rispettate, 34 parzialmente rispettate e 30 non rispettate. Insomma, le cose promesse nel 2011 all’inizio della sua carriera nazionale e non fatte in questi 1000 giorni di governo ammontano al 30%. Tutto sommato è un risultato più che accettabile.

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Categorie:Politica

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