I colossi del web contro bufale e hate speech


Due dei più grossi problemi di internet sono i messaggi d’odio che si possono ormai leggere ovunque e la viralizzazione di false notizie spacciate per vere. E non sono nemmeno problemi recenti: ad esempio già nel 2013 si faceva un gran parlare di hate speech e di come i social network potessero neutralizzarlo senza intaccare la libertà d’espressione dei propri utenti. Stesso dicasi per le notizie false: come cercare di limitarne la diffusione di notizie che possono addirittura arrecare danno a chi sceglie di crederci (perché si, le bufale fanno guadagnare chi le crea e possono rappresentare un pericolo per chi le crede vere).

Oggi però qualcosa si sta muovendo per provare a limitare, ad esempio, il fenomeno dell’hate speech. Instagram e poi Twitter hanno creato dei nuovi filtri per provare a contrastare il fenomeno. Nel primo caso si tratta di un sistema di filtri che permette agli utenti di impedire la pubblicazione di commenti con insulti, incitazioni alla violenza e molestie sotto alle proprie fotografie. Una funzione preventiva, che si pone l’obiettivo di stroncare sul nascere questo tipo di commenti. Similare la scelta di Twitter: ha scelto di estendere la funzionalità “Togli Voce” in modo da poterla utilizzare anche per eliminare le notifiche relative a specifiche parole e hashtag. Questo per permettere agli utenti di non vedere conversazioni moleste, che magari contengono insulti.

Anche sul fronte delle bufale alcuni soggetti hanno studiato delle contromisure. Stavolta a muoversi sono altri due colossi: Facebook e Google hanno scelto di bloccare le loro pubblicità sui siti di notizie false. Soprattutto il fatto che si sia mossa Google rischia di portare un danno economico molto rilevante ai siti che confezionano e propagandano notizie false in rete, togliendo loro le risorse necessarie per “pubblicizzare” le proprie bufale. Anche qui i due colossi sono da tempo al lavoro per cercare il giusto punto di equilibrio che permetta di rendere sempre meno virali le notizie false, senza far cadere la scure della censura su altri tipi di contenuti. Il riuscire a bloccare la diffusione di queste notizie sarebbe molto importante per molteplici motivi, anche per evitare l’esasperazione delle persone bombardate da notizie create ad hoc per generare indignazione. Se è vero che smentire le bufale che circolano serve a poco, forse ostacolare la loro diffusione potrà raggiungere lo stesso obiettivo del debunking ma da un’altra strada.

Basterà tutto questo? Certamente non basterà a cancellare questi due fenomeni, ma quanto meno dovrebbe aiutare a ridurre il volume di contenuti spiacevoli, denigratori e falsi che circola in rete. Se siamo all’inizio di una decisa svolta nella “qualità di vita” sul web è presto per dirlo, sicuramente questi sforzi erano attesi ormai da anni e non più rimandabili. Vedremo nei prossimi mesi se questi strumenti saranno davvero efficaci.

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Categorie:Tecnologia

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