La grande confusione nel centrodestra


Grande è la confusione sotto il cielo del centrodestra. Matteo Salvini organizza una manifestazione a Firenze per dire no alla riforma costituzionale su cui si voterà il 4 dicembre, e tra il pubblico compaiono i cartelli “Salvini Premier”. Belli, blu con la scritta bianca, copiato pari pari da quelli dei repubblicani americani. Salvini si candida (ancora) come leader del centrodestra. Non è una mossa nuovissima, aveva già provato nel recente passato ad autoinvestirsi di questo ruolo. Oggi però pare diverso: in piazza con lui ci sono pure Brunetta e la Santanchè, colonnelli di Forza Italia, e Toti, presidente della Liguria e consigliere politico di Forza Italia.

Stefano Parisi, il candidato del centrodestra alle ultime comunali di Milano, però non ci sta. Da Padova, una delle tappe del suo tour “Mega-Watt Energie per l’Italia” dice che il centrodestra non è quella roba lì di Firenze. Si fa forte dell’appoggio di Berlusconi che però lo ammonisce: “A te, Stefano, ho chiesto di svolgere un compito rilevante in questa prospettiva: coinvolgere e rendere protagonista – come stai facendo – un’area più ampia nella prospettiva di uno schieramento dei moderati vincente, ma è fondamentale che tutti noi lavoriamo insieme, perché ciascuno di noi ha una funzione importante da svolgere”. Qualcuno in Forza Italia è tentato di provare a fare una riedizione del 1994, l’anno del manager prestato alla politica: allora era Berlusconi, oggi potrebbe essere Parisi. Intanto Salvini risponde: “A chi dice che qui è in corso una robetta rispondiamo con questa piazza. Sfigati….

Ma appunto perché il cielo nel centrodestra è assai confuso, le lotte sono fratricide. Lo scontro non è solo fra Parisi e Salvini. Ecco cosa dice la Santanchè: “Parisi sbaglia ad affermare che noi non siamo quella roba che è a Firenze oggi. Solo uniti, insieme alla Lega e a Fratelli d’Italia, possiamo rilanciare il centrodestra e candidarlo alla guida del Paese. Parisi si è montato la testa dopo le parole di Berlusconi, ma questa ubriacatura rischia di farci sbandare”. Ma pure Salvini in casa sua non sta tranquillo, con la vecchia guardia ancora capeggiata da Bossi che lo reputa inadeguato e non perde occasione per mostrare la propria indifferenza verso il leader leghista. Nel mezzo galleggia Giorgia Meloni, apparentemente più organica a Salvini che a Parisi. Salvini vorrebbe “trumpizzarsi” per sfruttare l’onda lunga delle elezioni americane. Il problema è che nessuno riesce a prendere le redini di un centrodestra allo sbando, in cui ormai troppi pensano di essere il leader designato per il futuro riscatto.

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Categorie:Politica

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