Facciamoci un po’ schifo, ogni tanto


Ieri il centro Italia è stato colpito da nuove forti scosse di terremoto. Sempre nella stessa zona del sisma che ha colpito Amatrice e Accumoli ma più a nord, sopra Norcia, ci sono state due scosse molto forti, di 5.4 e 5.9 gradi, che dai primi rilevamenti hanno provocato diversi danni e qualche ferito. Ulteriori accertamenti sono in corso, sperando che durante la giornata non si debbano aggiornare queste notizie. Una situazione drammatica che va a inserirsi in una situazione già drammatica e complessa, con un aggravio di peso per chi ancora non si era ripreso dopo le scosse di fine agosto. Uno pensa che in una situazione simile scatti la solidarietà delle persone, l’empatia, la voglia di stringersi gli uni agli altri per farsi forza, uno pensa che le polemicucce politiche possano essere messe in disparte, che il costante clima di accuse reciproche possa essere tacitato almeno temporaneamente di fronte a un dramma comune. E invece no.

Perché farsi scappare la ghiotta occasione per fare immediatamente polemica (spesso inutilmente) o squallida provocazione? Dopo il sisma di fine agosto erano quelli che contestavano le raccolte fondi per il sisma, con tutto il solito corollario di accuse di essere gestite da dei ladri, di raccogliere soldi per ingrassare i soliti noti, fino a puntare il dito contro personaggi famosi rei di donare troppo poco. Avevo allora volutamente tralasciato tutte le polemiche e le squallide battute condivise da molti sui social network, forse perché non volevo dar retta alla miseria umana di chi viene spinto a scrivere malignità simili. Solo che il vedere ripetersi ogni volta questo stesso copione mi sta profondamente stancando, sta facendo crescere anche in me una specie di forma di intolleranza verso queste persone, e allora per esorcizzare questi stati d’animo è meglio che ne scriva.

Meglio che metta nero su bianco queste cose, perché forse lo scriverle mi aiuterà a disinnescare l’effetto che hanno su di me. Ci sono quelli che sfruttano l’occasione per attaccare il governo invitandolo a “twittare di meno e agire di più”, ci sono quelli che si augurano che i crolli colpiscano i palazzi della politica, ci sono quelli che su Twitter sfruttano l’hashtag #Terremoto per twittare un classico “Renzi vattene” o un più suggestivo “Renzi merda”, ci sono quelli che scrivono che il palazzo del Senato a Roma ha retto e quindi reggerà anche alla “Deforma costituzionale” di Renzi, c’è chi si chiede se Montecitorio sia stato colpito e se Renzi sia morto, ci sono pure quelli che parlano di punizioni divine per come trattiamo gli animali. A rileggere questa lista tutta d’un fiato mi chiedo che fine speriamo di fare. Se neanche una tragedia riesce a restituirci un po’ di senso di comunità, cosa dovrà servire? Cosa potrà far scattare l’emersione di quella umanità sepolta sotto questo spesso strato di cinismo e cattiveria?

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Categorie:Riflessioni

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