Si nasce incendiari e si finisce pompieri


Tra le tante cose correlate al dibattito sul referendum costituzionale mi ha colpito questa rilevazione fatta da SWG. Potete vederla qui sopra. Ricalca un po’ quegli stereotipi secondo cui da giovani siamo tutti incendiari, rivoluzionari, idealisti, pronti a combattere contro ogni mulino a vento che incontriamo per strada, mentre crescendo acquisiamo saggezza, consapevolezza, realismo, abbandonando gli eccessi giovanili per finire in un più placido conformismo e in una più mite visione del futuro. Ma che valore ha questo dato? Può darci qualche indicazione importante? Forse si.

Prima di tutto osserviamo bene i risultati di questa rilevazione. I riformatori, i cosiddetti “pompieri”, rappresentano il 45% del campione intervistato. Un dato che, ci viene detto, risulta invariati rispetto a una medesima rilevazione compiuta lo scorso anno, nel 2015. I rivoluzionari invece, i cosiddetti “incendiari”, rappresentano il 34% del campione intervistato. Qui però iniziano le cose interessanti: il dato è in calo rispetto al 2015, quando aveva raggiunto il 41%, ma risulta comunque più alto rispetto a quello rilevato nel 2011 quando si attestava al 28%. Perché questo dato è tornato a calare, dopo essere cresciuto così tanto? Dare risposte senza altri dati da analizzare che arricchiscano il quadro è un po’ difficile, ma forse qualche piccola ipotesi la si può avanzare comunque.

Ci può aiutare in questa analisi la domanda posta nel quesito: “Alcuni ritengono che per cambiare veramente le cose in Italia ci vorrebbe una rivoluzione, altri pensano che occorra andare sulla strada delle riforme”. Eccoci qui, al famoso scontro fra chi vuole fare un upgrade al sistema attuale e chi invece vuole distruggerlo, fra chi vuole preservarlo e migliorarlo e chi invece vuole solo che tutto vada a sbattere per ricominciare da zero. Ma come può diminuire la percentuale dei “rivoluzionari” in un contesto sociale in cui l’insoddisfazione e la rabbia stanno aumentando? Come possono diminuire in un contesto sociale che vede acuirsi gli scontri e vede la costante crescita delle forze politiche più estremiste? Forse, azzardo, il mettere le persone davanti a un percorso riformatore va a mitigare quello spirito di ribellione che vorrebbe sfasciare tutto?

Paradossalmente questo sondaggio può dare una risposta (anche se parziale) a chi si chiede come affrontare chi vuole distruggere tutto. Offrire alle persone la possibilità di attuare un’ampia riforma, la possibilità di esprimersi in merito tramite un referendum, in generale il coinvolgere le persone e il renderle partecipi delle scelte da fare contribuisce a diminuire la portata distruttiva degli “incendiari”. Questo mi porta a ricordare una delle idee che circolò nel Pd all’indomani dell’elezione di Matteo Renzi, ovvero il consultare gli iscritti in merito a proposte di legge, riforme, investimenti, eccetera. Anche qui l’idea di fondo era coinvolgere le persone nel processo decisionale, quantomeno ascoltarle per capire il loro punto di vista. Forse il risultato maggiore di questo sondaggio ci dice proprio che sarebbe ora di rendere pratica e concreta questa idea.

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Categorie:Sondaggi

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