Le ultime dallo scandalo Dieselgate


Probabilmente negli ultimi tempi avrete sentito parlare poco del Dieselgate, ma non fatevi ingannare: lo scandalo non è ancora chiuso. Solo poche settimane fa si è dimesso il capo dell’area Sviluppo Tecnico di Audi, accusato di essere al corrente della presenza del famigerato defeat device sui motori 3.0 V6 TDI. Pochi giorni prima era stato Blackrock, il famoso fondo di investimenti, a citare in giudizio Volkswagen per come ha gestito questo scandalo: insieme ad altri investitori chiedono un risarcimento di 2 miliardi di euro. Ma anche altri potrebbero fare causa a Vag per danni, tanto che secondo fonti legali tedesche le richieste di risarcimento dai vari investitori potrebbero oscillare tra i 5 e gli 8 miliardi di euro. Ma non è tutto qui.

Con i dealer americani Volkswagen ha già siglato un accordo. E come ci racconta Quattroruote, non sarà economico. Cito: La Casa di Wolfsburg pagherà complessivamente 1,21 miliardi di dollari (pari a 1, 068 miliardi di euro) ai titolari dei 652 punti vendita presenti negli Usa. Ogni concessionario riceverà in media 1,85 milioni di dollari in un periodo di circa 18 mesi. Ma non finisce qui, in previsione di un incontro il 18 ottobre presso la Corte Federale, Volkswagen dovrà decidere anche sulla questione intervento o riacquisto delle auto coinvolte nello scandalo. Cito: “Il dipartimento di Giustizia americano, la Commissione federale per il commercio e i rappresentanti legali di 475.000 proprietari hanno depositato una richiesta perché sia approvato in via definitiva l’accordo per le vetture con motore 2.0 TDI. L’intesa prevede il buy-back o la modifica delle auto, per un costo totale di 10,3 miliardi di dollari: a oggi, circa 331.000 proprietari vi hanno aderito.” Certo, noi qui in Europa eravamo rimasti al fatto che da inizio anno sono iniziati i richiami per gli interventi di messa a norma, ma negli Stati Uniti la situazione è più seria, ed economicamente più esplosiva. Si parla di un risarcimento da versare a 44 Stati americani, di un investimento di 2 miliardi di dollari in piani di sviluppo per la mobilità elettrica e altri 2,7 miliardi per progetti volti a diminuire e emissioni dei motori a gasolio da versare in un fondo gestito dall’Epa.

E poi ci sarebbe la multa che il Dipartimento di Giustizia americano vorrebbe dare a Volkswagen. Secondo La Stampa starebbero studiando la cifra massima da comminare senza che la sanzione possa causare il fallimento della società. Ricordo che inizialmente la richiesta fu di 14 miliardi di dollari, che Vag dichiara una liquidità netta di quasi 29 miliardi e che punta a mantenerla intorno ai 20 miliardi. Il Sole 24 Ore fa alcuni confronti con altre sanzioni date in passato: si citano Toyota e il pedale dell’acceleratore bloccato (1,2 miliardi), GM e i blocchetti di accensione difettosi (900 milioni), BP per il disastro della piattaforma Deepwater Horizon (4 miliardi). La linea che le autorità vorrebbero seguire è quella più dura usata con BP. Il costo totale dello scandalo (compresi risarcimenti, interventi tecnici e multe di varia natura), secondo alcuni analisti potrebbe arrivare alla cifra monstre di 31 miliardi di euro.

Intanto anche dall’Italia arrivano i risultati dei primi controlli. Sono una prima tornata di test su 15 modelli, auto non solo tedesche ma anche italiane e francesi, e tutte danno un primo risultato abbastanza univoco: non si riscontra la presenza di defeat device, ma tutte segnalano elevate emissioni di NOx nei test su pista, ovvero in un utilizzo reale, valori nettamente superiori rispetto a quelli dichiarati dai Costruttori. Insomma, lo scandalo per Volkswagen non è ancora finito: il Dipartimento di Giustizia americano mira a chiudere le pendenze entro gennaio, in modo da avviare poi ufficialmente i piani di intervento o riacquisto stabiliti. Dal canto suo Vag sta già investendo massicciamente nelle auto ibride ed elettriche, per provare a recuperare un po’ a livello di immagine: tenersi appiccicata addosso l’etichetta di inquinatori rischia di essere più deleterio di qualsiasi multa miliardaria.

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Categorie:Motori

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  1. Il Gruppo Volkswagen ci ricasca, ancora – Iperattivo Categorico

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