Speculazioni e allarmismo sulla salute di Hillary Clinton


Osservare le reazioni che avvengono per certi avvenimenti è spesso cosa interessante. E no, non mi riferisco alle varie reazioni che ogni anno suscitano certe ricorrenze, come quelle sull’attentato terroristico negli Stati Uniti dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle e al Pentagono, o come il golpe in Cile che l’11 settembre 1973 portò alla morte di Salvador Allende. Su quelle già si combatte una “battaglia” che verte su un dualismo che trovo francamente stupido e deleterio: non credo serva ricordare che si possono ricordare entrambe le cose senza metterle inutilmente in competizione.

Mi riferisco ad altro, nello specifico al malore accusato da Hillary Clinton. Durante le celebrazioni a Ground Zero in ricordo dell’attentato dell’11 settembre, la candidata democratica alle presidenziali si è sentita male. Gli uomini della sua scorta l’hanno subito portata via su un furgoncino, e dal video che è circolato molto in rete si vede una Clinton letteralmente incapace di reggersi in piedi da sola. Cosa mai avrà potuto avere per stare così male?

Iniziano da subito le speculazioni. La prima motivazione fatta trapelare dagli uomini della scorta parla di un colpo di calore, ma solo alcune ore più tardi si viene assiste dai medici la verità: Hillary Clinton era fortemente indebolita, disidratata e affetta dalla polmonite, che già le era stata diagnosticata venerdì. Qualcuno allora ricollega questo ad alcuni insistenti colpi di tosse che la Clinton ha avuto non molti giorni fa in una diretta TV: allora se la cavò con una battuta, dicendo che “era allergica a Trump”, oggi quella tosse potrebbe assumere un altro significato. Il punto è: c’è davvero da preoccuparsi per lei? Fatta salva la sua non giovanissima età (ha quasi 69 anni), una polmonite non è una cosa con cui scherzare, ma è anche qualcosa da cui si può perfettamente guarire. Non si tratta di una malattia degenerativa, per intenderci, e non è detto che debba lasciare dei segni sulla sua salute.

Insomma, è giusto parlare delle sue condizioni di salute ma senza scadere nell’allarmismo, o peggio, nel complottismo. Ad esempio, un tweet come questo genera inutile allarmismo:


A caldo, quando ancora non si sapeva di preciso cosa avesse, già c’era qualcuno che dava Trump ormai come pericolosamente vicino (e lei quindi per spacciata). Che volete: che una che si sente male possa essere un buon Presidente? Del resto non sono stati pochi i giornalisti che nei giorni scorsi per un unico sondaggio che vedeva la Clinton in svantaggio rispetto a Trump, hanno urlato al grande ribaltone, alla Clinton ormai perdente, a Trump proiettato verso la vittoria. Poi per fortuna leggi YouTrend e recuperi un minimo di obiettività su ciò che accade. Ma torniamo al malore.

Hillary Clinton sta male, e subito partono le teorie più astruse. Libero da il meglio di se: addirittura si risale alla caduta del dicembre 2012 accaduta a causa della disidratazione dovuta a un virus intestinale, caduta che le procurò un piccolo coagulo nel cervello che secondo i sempre bene informati le avrebbe lasciato delle conseguenze tali da non renderla idonea per il ruolo di Presidente. Addirittura c’è chi ipotizza che una delle sue guardie la segua con un iniettore di Diazepam, usato per curare convulsioni e spasmi muscolari. Per altri ancora avrebbe gravi danni al cervello, e gli occhiali con lenti blu che indossava servono a correggere la visione doppia dovuta proprio ai danni celebrali. Alcuni commentatori su Facebook scrivono addirittura di esperti che parlerebbero di distrofia muscolare:


La ciliegina sulla torta è la teoria complottista. Eccovela: i Democratici spingerebbero per la Clinton per poterla poi sostituire con il suo Vice Presidente Tim Kaine. Libero ci ricorda che Kaine, già senatore della Virginia, è stato fotografato al fianco di Alexander Soros, figlio del potente speculatore George Soros, e chiude questa “indiscrezione” con un frase sibillina: “Insomma, non è da escludere che alla fine a controllare il Presidente degli Stati Uniti sarà Soros”. Ma potete anche leggere i radiosi commenti a questo articolo de Il Giornale. Con tanti saluti al pensiero razionale.


Forse questa eccessiva rincorsa al retroscena e al pettegolezzo dovrebbe essere fermata. E non lo dico per una malcelata voglia di censura, quanto per cercare di riportare il dibattito pubblico sui binari di analisi basate su cose che si sanno, non basate su speculazioni costruite su impressioni o su azzardi. Ormai è sempre più facile trovare articoli che parlano di teorie basate sul nulla, che a loro volta fomentano i pensieri più biechi e odiosi nelle persone che li leggono. Addirittura ci sono giornalisti che, grazie a una “angolazione di ripresa”, sono già in grado di preconizzare un futuro denso di problemi per un’intera nazione. Insomma, prima ancora dei problemi degli Stati Uniti dovremmo preoccuparci dei problemi del nostro giornalismo, spesso preda (e anche fomentatore) di un inutile allarmismo.

Annunci


Categorie:Attualità, Politica

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

1 reply

Trackbacks

  1. Donald Trump può diventare davvero Presidente degli Stati Uniti? – Iperattivo Categorico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: