Massa e Button si ritirano (o quasi) dalla Formula Uno


Settembre è sempre un mese buono per fare annunci riguardo al prossimo campionato di Formula Uno. Eventuali nuovi tecnici, nuove motorizzazioni, ma soprattutto si iniziano a definire ufficialmente le coppie di piloti che ogni scuderia schiererà nel campionato successivo. È un mese buono anche per annunciare un eventuale ritiro: Michael Schumacher, nel 2006, proprio a Monza annunciò il suo (primo) ritiro dalle competizioni. Oggi lo annunciano Felipe Massa e Jenson Button, anche se per il secondo è più un mezzo ritiro, per ora.

Felipe Massa, ultimo compagno di squadra in Ferrari di Schumacher e quasi campione nel 2008. Ha iniziato la sua carriera in Formula Uno nel 2002 alla Sauber, che nota la sua velocità in alcuni test svolti l’anno precedente, main tutta la stagione raccoglie solo 4 punti. Nel 2003 va a fare il collaudatore in Ferrari ma nel 2004 torna alla Sauber: 12 punti finali e qualche soddisfazione in più. Si ripete nel 2005, 11 punti. Nel 2006 il passaggio in Ferrari come pilota ufficiale, al fianco di Schumacher: arriva la prima vittoria in carriera, in Turchia, bissata poi nell’ultima gara stagionale in Brasile, 80 punti conquistati e un terzo posto finale in classifica generale. L’anno successivo alcuni problemi lo frenano e arriva solo quarto in classifica, ma aiuta comunque io nuovo compagno di squadra Raikkonen a vincere il titolo mondiale. Il 2008 potrebbe essere il suo anno, anche se inizia con due ritiri nelle prime sue gare, ma arriva fino all’ultima gara in lotta per il mondiale: lo perde per un punto (98 a 97) in favore di Lewis Hamilton. A nulla serve a Felipe la vittoria nell’ultima gara in Brasile, Hamilton all’ultima curva dell’ultimo giro agguanta il quarto posto che gli dà i punti sufficienti a restare primo in classifica.

Dal 2009 in Felipe qualcosa sembra cambiare per sempre. Nelle prime quattro gare non raccoglie nessun punto, sembra un po’ demotivato, poi inizia una serie di piazzamenti fino alla gara in Ungheria ad agosto, dove una molla gli colpisce il casco. Costretto a stare fuori per il resto della stagione tornerà in pista il 12 ottobre per dei test privati, in vista della stagione successiva. Nel 2010 il suo compagno in Ferrari è Alonso, ma la stagione di Felipe è in chiaro scuro: nessuna vittoria e sesto posto in classifica finale. Stessa cosa nel 2011: nessuna vittoria, sesto alla fine del campionato. La parabola sembra in discesa: anche nel 2012 e nel 2013 non riesce più a vincere, classificandosi poi a fine campionato come settimo e l’anno successivo come ottavo. Nel 2014 passa alla Williams, chiudendo la sua prima stagione al settimo posto, arrivando per tre volte a podio. Lo scorso anno invece chiude sesto, con due soli podi. La domanda per lui è: si ritirerà dall’automobilismo o continuerà a correre in altre categorie? Qualcuno ha detto che potrebbe continuare a correre nei campionati turismo, o forse GT. Vedremo.

Jenson Button, campione del mondo 2009, ha invece una carriera un po’ più complessa, e un “fine carriera” forse più articolato. Innanzitutto il suo non è un vero e proprio ritiro, anch’esse ha 36 anni: il prossimo anno farà il tester in McLaren col compito di sviluppare la monoposto, lasciando il posto titolare a Vandoorne, che farà coppia con Alonso. Nel 2018, dice, potrebbe anche tornare a correre: a 38 anni ritroverebbe spazio come pilota ufficiale? Comunque sia il suo debutto in Formula Uno risale al 2000, al volante della Williams: allora risulta essere il terzo pilota più giovane di sempre a esordire, e concluderà la sua stagione all’ottavo posto. L’anno successivo corre per la Benetton, una macchina scarsamente competitiva, e a fine stagione il suo ruolino parla di solo due punti conquistati. Va poco meglio nel 2002, dove conquisterà 14 punti e il settimo posto finale. Nel 2003 passa alla BAR a fare da compagno a Jacques Villeneuve ma la situazione resta pressoché immutata. Nel 2004 invece la monoposto è competitiva: Jenson ottiene molto podi, sei terzi posti e quattro secondi posti, ma la vittoria continua a sfuggirgli e a fine stagione potrà vantare ben 85 punti conquistati e il terzo posto finale. Il 2005 fu invece pessimo: Button avrebbe dovuto tornare alla Williams ma la BAR si oppose e lo tenne bloccato da loro: la stagione di conclude con un nono posto finale e soli 37 punti conquistati.

Intanto nel 2006 la Honda acquisisce la BAR. Quell’anno conquistò la sua prima vittoria, dopo 113 gran premi disputati, classificandosi a fine anno al sesto posto. L’avvio della Honda pare promettente, la monoposto sembra veloce. E invece l’anno successivo la stagione è un calvario: solo 6 i punti conquistati in tutta la stagione. Non va meglio il 2008, quando i punti conquistati da Button sono soltanto 3. Nuova svolta nel 2009: la Honda si ritira, la scuderia viene salvata da Ross Brawn che la chiamerà Brawn GP, recuperando i motori dalla Mercedes. È l’apoteosi: Button inanella sei vittorie nelle prime sette gare, e a fine stagione sarà il nuovo campione del mondo, nonostante il calo di prestazioni della monoposto a causa di un budget limitato che non permetteva grandi investimenti per lo sviluppo. L’anno successivo passa alla McLaren, la sua scuderia attuale: si classifica quinto il primo anno, arriva secondo nel 2011, ancora quinto nel 2012, nono nel 2013, ottavo nel 2014. Nel 2015 la McLaren interrompe la partnership con Mercedes e adottando i motori Honda: la prima stagione è da incubo, la macchina è incredibilmente poco competitiva, il miglior risultato in gara è un sesto posto nella gara negli Stati Uniti, e a fine anno si classifica sedicesimo. Del suo futuro da collaudatore ne abbiamo parlato, così come della sua proposta di tornare (forse) titolare nel 2018. Ma se Vandoorne dovesse rivelarsi più veloce di lui? Ricordo che il pilota belga ha esordito quest’anno per sostituire in una gara l’infortunato Alonso, e ha battuto sia in qualifica che in gara il buon Button. Il tutto senza mai aver provato prima la monoposto.

Comunque sia, con Massa e Button vanno via altri due pezzi ormai storici della Formula Uno. Due veterani che lasceranno il proprio posto uno a un giovane promettente come Vandoorne, l’altro a un sostituto non ancora individuato anche se si fa il nome di Perez, attuale pilota della Force India. Questo potrebbe dare il via a un piccolo valzer di piloti che potrebbe portare altri giovani debuttanti in Formula Uno: Charles Leclerc, giovane francese della Ferrari Driver Academy che potrebbe andare alla Haas, Esteban Ocon, altro francese che ha già debuttato quest’anno con la Manor ma che il prossimo anno potrebbe finire alla Renault, e Lance Stroll, canadese, altro pilota passato per la Ferrari Driver Academy e oggi terzo pilota Williams. Un tris di piloti che aiuterebbe ad abbassare drasticamente l’età media dello schieramento di Formula Uno, sperando che contemporaneamente contribuisca ad alzare il tasso medio di qualità. Lo spettacolo monotono di questa Formula Uno ne trarrebbe ampio giovamento.

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Categorie:Motori, Sport

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