Lavorare meno, guadagnando meno


Quante volte abbiamo pensato: “lavoro troppo, non mi resta il tempo per fare nient’altro”? E non sto parlando di liberi professionisti o di manager, persone che spesso non hanno un orario di lavoro fisso, ma dei classici impiegati che lavorano 8 ore al giorno, 5 giorni a settimana. Quelli che magari iniziano fra le 8.30 e le 9 di mattina, che fanno un’ora circa di pausa fra le 13 e le 14, ed escono dall’ufficio alle 17.30 massimo 18. A cui poi si aggiunge il tempo per andare e tornare dal lavoro, cosa che spesso li porta ad uscire alle 7.30 la mattina e a rincasare alle 19 la sera. Con orari simili viene da pensare “non ho tempo per fare nient’altro”. Certo, ora ci sono supermercati che stanno aperti anche di notte, palestre aperte fino a mezzanotte, ma insomma, il rischio è che un’eventuale famiglia la vedi solo nel fine settimana.

Amazon prova a cercare una soluzione anche a questi problemi. Come si legge sul Corriere, l’azienda di Jeff Bezos vuole provare a introdurre un nuovo regime contrattuale: orario ridotto a 30 ore settimanali (dalle 40 previste), benefit uguali a chi lavora a tempo pieno ma lo stipendio sarà solo il 75% di quando lavoravano a tempo pieno. “Puntiamo a ridurre gli impegni e a creare un ambiente di lavoro su misura, che continui a stimolare successi e traguardi personali”, dicono da Amazon. Ogni lavoratore avrà dieci ore in più di libertà ogni settimana, da impiegare come vorrà: famiglia, amici, sport, svaghi, incombenze domestiche. Certo è che la decurtazione dello stipendio è sensibile, si perde in un colpo un quarto dei propri guadagni: si può considerare questa perdita come compensata dal tempo extra libero?

C’è anche da dire che questa idea non è nuovissima. Già due anni fa si parlava dell’idea di Richard Branson, padrone del colosso Virgin, di cancellare l’orario di lavoro. Abolire il limite dei giorni di vacanza e impostare il lavoro non in base alle ore lavorate ma in base al raggiungimento degli obiettivi. Ma oltre ad aziende private anche il mondo pubblico ha provato ad avviare progetti per testare gli orari ridotti. È il caso dell’amministrazione della città svedese di Göteborg, che provò a far lavorare un gruppo di dipendenti per 6 ore al giorno al posto delle canoniche 8, mantenendo però inalterato lo stipendio. In questo caso i risultati paiono essere stati positivi, con un aumento della produttività nonostante la riduzione dell’orario lavorativo.

Mi sono messo a pensare a ho rivolto la domanda a me stesso: a me andrebbe bene? È bene ricordare che Amazon proporrà questa formula, per ora, solo negli Stati Uniti, e le condizioni contrattuali ed economiche sono sostanzialmente diverse fra Stati Uniti e Italia. Pensando al mio stipendio, e più in generale agli stipendi medi che ci sono in Italia, probabilmente in pochi accetterebbero una decurtazione così sensibile per lavorare dieci ore in meno. Però l’idea è tremendamente allettante. Certo, sarebbe più allettante se, come in Svezia, il taglio di due ore giornaliere di lavoro lasciasse comunque inalterato lo stipendio. Forse con una modulazione diversa del taglio dello stipendio questa iniziativa potrebbe interessare un bacino più ampio di persone? Voi accettereste di tagliarvi lo stipendio ma lavorare dieci ore in meno ogni settimana? E quanto accettereste di guadagnare in meno?

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Categorie:Attualità

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