Forte terremoto nella provincia di Rieti


Ti svegli la mattina, troppo assonnato per guardare le news. Ti vesti, prepari qualcosa al volo per il pranzo e poi esci, verso il lavoro, sali in macchina e appena questa su accende si anima anche la radio che lo dice piatta, le voci degli speaker molto preoccupate. Terremoto. Terremoto nel reatino, molto colpite Accumoli e Amatrice. Ripenso a me, svegliato placidamente nel mio letto, mentre prendo il telefono e guardo la foto di sfollati radunati in una piazza. Guardo sulla app per i terremoti cosa è successo e mi si presenta questa lista (da leggere dal basso verso l’alto):


Oltre cinquanta notifiche dalle 3.36, oltre cinquanta notifiche in quattro ore, oltre cinquanta scosse oltre magnitudo 3. E nel mentre che scrivo ne arrivano altre. Vado su Twitter, cerco foto per capire quanto sia grave la situazione mentre la radio gracchia una cinta dei morti che, purtroppo, continua a salire. Ora qualcuno parla di 14 morti totali ma i dati sono molto parziali, si ricorda continuamente come i soccorsi in molti luoghi stiano arrivando ora, come ci siano strade interrotte, intere porzioni di paese rasi completamente al suolo, come ad Amatrice o a Pescara del Tronto. Sui canali social di Rieti Life, molto attiva nel dare informazioni sul terremoto e sui soccorsi, trovo questa testimonianza di una persona di Amatrice: “Sono salvo per un miracolo e perché mi ero appena svegliato per andare a lavoro. Faccio l’operatore ecologico, mi ero appena alzato dal letto quando in un attimo è crollato tutto. Dieci secondi sono bastati per distruggere tutto. Mi ricordo la scossa dell’Aquila, durò più a lungo, qui in un attimo è successo di tutto”. Importante, da subito, condividere i numeri della Protezione Civile:


Come sempre su Il Post trovo un livepost degli eventi, in cui vengono selezionate le informazioni per evitare di rilanciare di non confermate o addirittura di infondate. Ritorno a guardare la app sui terremoti e guardo la cartina dove vengono indicate le scosse, è impressionante:


Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile, dice una cosa agghiacciante: per intensità, questo terremoto è paragonabile a quello de L’Aquila. L’unica fortuna, se possiamo così dire, è che l’area su cui è accaduto questo terremoto è meno densamente popolata. Magra, magrissima consolazione. Alcuni testimoni raccontano come Illica, frazione di Accumoli, praticamente non esista più. Sabrina Fantauzzi, giornalista, racconta che a Illica c’erano molti turisti, ma che dopo il terremoto si sono riunite poche decine di persone. Molti erano sotto le macerie, in attesa dei soccorsi. Nei giorni scorsi a Illica c’era la Festa Contadina, quindi le persone presenti erano ancora molte. Le prime immagini che arrivano da Pescara del Tronto, Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, sono impressionanti:



E non mancano neanche le inutilissime polemiche mentre i soccorsi sono ancora in piena azione. Come quella di Franco Bechis, vicedirettore di Libero, a cui si accoda gente che riesce a tirare in ballo in situazioni simili anche i migranti:


Io resto basito, quasi senza parole. Quando poi guardo Amatrice dall’alto, in questa foto dei vigili del fuoco, divento quasi sgomento:


A me non resta che ricondividere i numeri della Protezione Civile, sperando che la terribile conta dei morti possa arrestarsi velocemente. Per discutere di tutto il resto ci sarà tempo a partire da domani.

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Categorie:Attualità

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