Curiosità storiche dalle precedenti Olimpiadi


Siamo nel pieno dello svolgimento delle Olimpiadi di Rio (e delle mie vacanze, per questo non pubblico nulla), ma leggendo un po’ su Wikipedia sull’argomento Olimpiadi e sulle edizioni del passato, ho fatto una piccola raccolta di alcuni fatti più o meno curiosi, o storici, che hanno caratterizzato ogni edizione dei giochi olimpici.

Alcune cose, c’é da dirlo, sono davvero interessanti.

I Olimpiade, Atene, Grecia, 1896

Nonostante i molti ostacoli organizzativi e lo scarso livello tecnico della manifestazione, dovuto all’esclusione degli sportivi professionisti, i Giochi della I Olimpiade furono un enorme successo e, per l’epoca, il più grande evento sportivo internazionale mai organizzato, per merito soprattutto dell’entusiasmo espresso dagli spettatori greci.

All’epoca, la Grecia venne colpita da una seria crisi economica e politica. La tesoreria pubblica era infatti vicina alla bancarotta e la carica di primo ministro, nel corso degli ultimi anni del XIX secolo, venne occupata alternativamente da Charilaos Trikoupis e Theodoros Diligiannis. Per la sua instabilità, sia Trikoupis (che si opponeva duramente ai Giochi olimpici), sia Stephanos Dragoumis, presidente del comitato olimpico Zappas, non credevano che la Grecia fosse in grado di ospitare la manifestazione. Alla fine del 1894, il presidente del comitato organizzatore Stephanos Skouloudis asserì in un articolo che i costi per l’organizzazione dei Giochi sarebbero stati tre volte superiori rispetto a quelli ipotizzati inizialmente, nel congresso parigino, da de Coubertin e pari a 3.740.000 dracme (circa 448.400 dollari); concluse che i giochi non si sarebbero potuti organizzare, consegnando le proprie dimissioni. Inoltre, il governo Trikoupis decise di ritirare i finanziamenti statali previsti. Nel caso in cui la Grecia avesse deciso di non ospitare più i primi Giochi olimpici, la scelta sarebbe caduta su Budapest.

Dal momento che solo i primi due classificati ottenevano dei premi, le medaglie di bronzo sono state assegnate retroattivamente dal Comitato Olimpico Internazionale.

Nella Squadra Mista figurano gli atleti che parteciparono al torneo di doppio di tennis, in squadra con un atleta di diversa nazionalità.

II Olimpiade, Parigi, Francia, 1900

Non vennero organizzate né la cerimonia d’apertura, né quella di chiusura, per l’associazione dell’Olimpiade con l’Expo Internazionale.

La decisione di tenere le competizioni esclusivamente la domenica portò alle proteste ufficiali dal parte degli atleti statunitensi, che parteciparono come rappresentanti dei rispettivi collegi e preferirono ritirarsi piuttosto che gareggiare durante il giorno di riposo, dedicato a Dio.

Alle prime tre edizioni dei Giochi olimpici (Atene 1896, Parigi 1900 e St. Louis 1904) era consentito di comporre squadre anche ad atleti di paesi diversi, i cui risultati oggi il Comitato Olimpico Internazionale raggruppa sotto una singola voce con il termine di Squadra mista (codice ZZX).

III Olimpiade, Saint Louis, Stati Uniti, 1904

Durante i giochi olimpici del 1904 vennero organizzate anche le cosiddette “Giornate Antropologiche”, ovvero competizioni in cui venivano fatte gareggiare persone di razze considerate inferiori ai bianchi: pigmei, Amerindi, Inuit, Mongoli, ecc. Alle Giornate Antropologiche, che spesso finivano per ridicolizzare le razze dei partecipanti, assistettero migliaia di persone. Peraltro, quasi tutti gli uomini che parteciparono a quelle “gare” erano stati in precedenza pagati dagli organizzatori.
Inoltre vennero organizzate gare per fenomeni da baraccone e per anziani, o almeno considerati tali a quell’epoca, e cioè “over 33”.

IV Olimpiade, Londra, Regno Unito, 1908

L’atleta italiano che fece più parlare di sé ai Giochi Olimpici di Londra del 1908 fu l’emiliano Dorando Pietri, un umile garzone di fornaio originario di Carpi. Durante la maratona riuscì a staccare tutti gli avversari di oltre dieci minuti; entrato nello stadio fu osannato dal pubblico, ma in prossimità del traguardo stremato per la stanchezza cadde a terra. In un primo momento riuscì a tornare in piedi, ma cadde nuovamente e fu aiutato a rialzarsi da uno dei giudici di gara. Nonostante avesse tagliato il traguardo in largo anticipo rispetto agli avversari, Dorando fu squalificato per aver accettato un aiuto illecito e fu dichiarato vincitore il secondo classificato, un americano di nome Johnny Hayes. Pietri era diventato un eroe, tant’è vero che oltre a ricevere un premio morale dalle mani della regina Alessandra (una coppa d’oro piena di sterline), l’atleta fu anche elogiato dallo scrittore Sir Arthur Conan Doyle sul Daily Mail.

Benché Boemia, Austria e Ungheria facessero parte dello stesso stato (l’impero Austro-Ungarico) le statistiche dei risultati degli atleti furono separate. Nei risultati ungheresi vennero conteggiati anche i risultati degli atleti della Voivodina e della Slovacchia. Poco prima dell’inizio dei giochi il governo di Vienna chiese alle squadre di calcio della Boemia e dell’Ungheria e alle squadre di pallanuoto dell’Austria e dell’Ungheria di ritirarsi, erano temuti inasprimenti delle tendenze nazionaliste in occasione di eventuali scontri diretti fra le compagini.

25 atleti dell’Australia e quattro provenienti dalla Nuova Zelanda formarono la squadra congiunta chiamata Australasia con una bandiera ideata per l’occasione. Questa unione si ripeté in occasione dei giochi del 1912 mentre dal 1920 in poi i due stati presentarono squadre distinte. Nonostante l’unione personale Finlandia e Russia presentarono squadre distinte.

V Olimpiade, Stoccolma, Svezia, 1912

Nell’atletica il grande protagonista fu l’americano Jim Thorpe. Egli riuscì a vincere sia la gara del decathlon sia il pentathlon ed a cui il re Gustavo V di Svezia fece personalmente i complimenti indicandolo come il miglior atleta del mondo. Pochi mesi dopo però gli furono ritirate le medaglie vinte perché prima dell’inizio dei Giochi Olimpici aveva giocato in una squadra di baseball del Nord Carolina dove aveva avuto un guadagno di circa 100 dollari al mese. Jim non prese bene il fatto e da questo momento iniziò la sua lenta ma inesorabile decaduta. Morì infatti nel 1953 in una roulotte alle periferie di Los Angeles completamente dimenticato. Solo nel 1983 il CIO ha restituito ai suoi discendenti le medaglie vinte nel 1912.

Nel nuoto apparve il crawl e l’hawaiano Duke Kahanamoku, vincitore dei 100 metri stile liberovenne considerato il padre del nuoto moderno.

VI Olimpiade, Berlino, Germania, 1916

Non disputata causa Prima Guerra Mondiale.

VII Olimpiade, Anversa, Belgio, 1920

La squadra di pallanuoto italiana, all’esordio, rinunciò a terminare la partita poiché la temperatura dell’acqua della piscina era troppo fredda. Inoltre, durante un’interminabile gara di tennis (14-12, 6-8, 5-7, 6-4, 6-4; la regola del tie-break non era stata ancora concepita) tra lo statunitense Lowe e il greco Zerlentis si assistette all’ammutinamento dei raccattapalle, troppo affamati per continuare.

VIII Olimpiade, Parigi, Francia, 1924

Tra gli aneddoti, uno ebbe come protagonista il calciatore savonese Virgilio Felice Levratto: durante il torneo di calcio, un suo potente tiro colpì al mento il portiere lussemburghese Bausch, staccandogli di netto una parte di lingua.

La finale di rugby, vinta in rimonta dagli Stati Uniti sui padroni di casa francesi, terminò con una clamorosa rissa che coinvolse anche il pubblico. Da quel momento il rugby uscì dal lotto degli sport olimpici.

Da ricordare anche la decisione presa dal velocista scozzese Eric Liddell, che non gareggiò nella gara dei 100 metri, in programma la domenica, per rispettare il giorno di Dio. Chi ne beneficiò per primo della decisione presa dallo scozzese fu il corridore britannico Harold Abrahams, vincendo la medaglia d’oro. Fu proprio questa vicenda a ispirare il famoso film del 1981 Momenti di Gloria del regista Hugh Hudson. Anche Liddel, però vinse qualcosa, trionfando nei 400 metri piani, giocati in un giorno feriale.

IX Olimpiade, Amsterdam, Olanda, 1928

La Coca-Cola diventò il primo sponsor olimpico.

Ben 33 nazioni (su 46) ritornarono in patria con almeno una medaglia: un record, questo, che durò per 40 anni.

X Olimpiade, Los Angeles, Stati Uniti, 1932

Le disattenzioni dei giudici destarono malumori: nella finale dei 3.000 siepi, gli atleti corsero un giro in più, ma la gara fu omologata. Inoltre, le corsie non erano state ben disegnate, e molte gare risultarono essere praticamente falsate: nei 200 metri il podio fu tutto statunitense, ma mentre l’oro Eddie Tolan aveva corso in realtà per soli 198 metri, il terzo classificato Ralph Metcalfe ne aveva percorsi più di 201.

Nella finale di scherma femminile, poi, fu la stessa britannica Judy Guinness a spiegare ai giudici di aver subito due stoccate dall’avversaria, l’austriaca Ellen Preis-Müller, che vinse così l’oro.

Infine, nel lancio del disco, un giudice distratto dalla concomitante gara di salto con l’asta, non seguì e dunque non convalidò il tiro del francese Jules Noël, che gli sarebbe valso il podio.

XI Olimpiade, Berlino, Germania, 1936

Nella pallanuoto, Olivér Halassy vinse con la squadra ungherese la medaglia d’oro, pur essendo privo di una gamba, che gli era stata amputata dopo un incidente stradale.

La finale di basket tra Canada e Stati Unitivenne vinta da questi ultimi con l’incredibile punteggio di 19-8; ciò accadde in quanto la gara fu giocata all’aperto, in un campo fangoso e sotto una pioggia battente.

XII Olimpiade, Tokyo, Giappone, 1940

Non disputata causa Seconda Guerra Mondiale.

XIII Olimpiade, Londra, Regno Unito, 1944

Non disputata causa Seconda Guerra Mondiale.

XIV Olimpiade, Londra, Regno Unito, 1948

Fanny Blankers-Koen (Paesi Bassi, atletica leggera): soprannominata la “mammina volante”, vinse 4 ori nei 100 m piani, 80 m ostacoli, 200 m piani e staffetta 4 x 100 m. Il suo soprannome lo deve quando, agli Europei di Oslo nel 1946, tra una gara e l’altra aveva allattato la figlia neonata. Al suo ritorno nei Paesi Bassi, dopo le Olimpiadi di Londra, venne accolta trionfalmente ed ebbe persino l’onore di un monumento

XV Olimpiade, Helsinki, Finlandia, 1952

Carlo Pedersoli, alle Olimpiadi di Helsinki fu il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 m stile libero ma si fermò alle semifinali; Egli diventerà famoso nel cinema con il nome di Bud Spencer.

XVI Olimpiade, Melbourne, Australia, 1956

L’Ungheria conquista il quarto posto nel medagliere, retrocedendo solo di una posizione, dietro a nazioni ben più potenti come gli Stati Uniti, l’URSS e il paese ospitante l’Australia. Un’impresa ancora più spettacolare se si pensa che il paese, a quei tempi assoggettato all’Unione Sovietica, aveva intrapreso proprio in quell’anno la famosa insurrezione che aveva tolto alla squadra olimpica molti dei suoi atleti più forti, che erano o emigrati o peggio morti nel tentativo di liberare la loro città. Durante tutto il corso delle Olimpiadi gli atleti ungheresi si batterono molto competitivamente contro quelli sovietici.

XVII Olimpiade, Roma, Italia, 1960

La disputa della prima medaglia d’oro nel ciclismo risultò fatale al venticinquenne ciclista danese Knud Enemark Jensen che durante la cronometro a squadre crollò in terra colpito da un’insolazione.

Wilma Rudolph, statunitense, soprannominata in Italia la Gazzella Nera, gareggia con un piccolo apparecchio ortopedico ai piedi, retaggio della poliomielite. Questo però non le impedisce di trionfare nei 100 e 200 metri piani e nella staffetta 4×100 e di meritarsi il titolo di Regina delle Olimpiadi Romane.

L’etiope Abebe Bikila, sergente della guardia del Negus, giunge a Roma da perfetto sconosciuto. Tagliò il traguardo da trionfatore sotto l’arco di Costantino, dove era stato posto il traguardo finale della maratona, correndo a piedi scalzi su suggerimento del suo allenatore. L’atleta africano, dal fisico particolarmente magro, aveva stabilito anche, con 2h15’16″2 il nuovo record olimpico.

XVIII Olimpiade, Tokyo, Giappone, 1964

Il pugilato offrì una delle pagine più significative, visto che la finale dei pesi massimi fu disputata e vinta dallo statunitense Joe Frazier nonostante avesse la mano sinistra fratturata.

XIX Olimpiade, Città del Messico, Messico, 1968

Il 2 ottobre 1968, dieci giorni prima dell’apertura dei Giochi, nella Piazza delle Tre Culture a Città del Messico un gruppo di studenti manifestò pacificamente per protestare la grossa spesa sostenuta dal presidente Gustavo Diaz Ordaz per costruire gli impianti per gli imminenti Giochi Olimpici. I soldati, non si sa se per ordine diretto del presidente, iniziarono a sparare ad altezza d’uomo. Fu una strage: non venne mai reso noto il numero dei morti, secondo alcuni forse furono addirittura qualche centinaio.

Uno degli eventi per il quale questa Olimpiade è oggi principalmente ricordata fu la premiazione dei 200 metri piani, durante la quale il vincitore a tempo di record del mondo Tommie Smith e il suo connazionale John Carlos, terzo classificato, alzarono il pugno chiuso guantato in nero in segno di protesta contro il razzismo e in risalto delle lotte di potere nero, mentre Peter Norman, australiano, sfoggiò una spilla in favore dei diritti umani. Essi ascoltarono l’inno nazionale americano con il capo chinato come per vergogna, tenendo gli occhi fissi sulle loro medaglie come in segno di protesta.

Lo stesso gesto venne adottato dalla ginnasta ceca Věra Čáslavská, che trovandosi sul gradino più alto del podio insieme alla sovietica Larisa Petrik dopo la gara di corpo libero, rifiuta di guardare la bandiera dell’URSS e di ascoltarne l’inno, tenendo il capo chinato in segno di protesta dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia. Questo gesto le costerà un ritiro forzato dalle competizioni e il divieto di viaggiare per 12 anni.

Lo statunitense Dick Fosbury è oro nel salto in alto con un innovativo stile di salto assolutamente inedito: dopo una rincorsa di otto passi, all’ultima battuta Fosbury si lancia volgendo le spalle all’asticella e, con un gran colpo di reni, la superava con il tronco, e solo in seguito con le gambe. Se all’inizio fu ampiamente criticato il salto “alla Fosbury” rivoluzionerà nel giro di pochi anni il salto in alto.

XX Olimpiade, Monaco di Baviera, Germania Ovest, 1972

All’alba del 5 settembre 8 terroristi palestinesi scavalcano la rete di recinzione del villaggio olimpico e senza essere neanche lontanamente visti da nessuno dei 17.000 poliziotti mobilitati presso la città di Monaco e vicino agli impianti sportivi; irrompono nella palazzina numero 31, nella quale soggiornava la rappresentativa israeliana. Subito vi fu una prima vittima, Moshe Weimberg, l’allenatore della squadra di lotta, che ebbe la sfortuna di passare lì per caso

Una seconda vittima fu il pesista Joseph Romano, che accorse in aiuto dell’allenatore, 18 atleti israeliani riuscirono a fuggire e a dare l’allarme. 9 atleti rimasero però in mano ai terroristi, che subito ordinarono il rilascio di ben 234 fedayin, che erano detenuti a Tel Aviv e anche di altri due terroristi recentemente catturati e in carcere proprio in Germania. Il rapimento fu presto rivendicato dall’organizzazione terroristica Settembre Nero.

Le trattative tedesche furono lente e disordinate. Alle dieci di sera giunse finalmente un pullman che trasportò gli ostaggi e i terroristi su due elicotteri, con i quali raggiunsero l’aeroporto di Furstenfeldbruck, a 80 km da Monaco di Baviera. Lì essi sarebbero dovuti salire su un aereo diretti in Medio Oriente. Ma ad attenderli vi era la polizia tedesca.

A un certo punto iniziò la sparatoria durante la quale un elicottero prese fuoco e per i suoi occupanti non vi fu scampo. La terribile strage durò otto minuti: morirono 5 degli 8 terroristi, il pilota di uno degli elicotteri, 1 poliziotto tedesco, e tutti i 9 ostaggi israeliani. I tre terroristi rimasti vivi furono catturati.

Tale strage non tardò a fare il giro del mondo suscitando sgomento e indignazione. Alcuni avanzarono l’ipotesi di cancellare questa edizione dei Giochi olimpici. I Giochi non furono cancellati e l’Olimpiade riprese, con un giorno di ritardo nello svolgimento nel programma mentre dall’estero giungevano le notizie dei bombardamenti israeliani sui campi palestinesi di Siria e Libano. Nonostante tutte le tranquillizzazioni del CIO, l’atmosfera non era più la stessa: si era compiuta una delle più grandi tragedie nella storia delle Olimpiadi.

Nel torneo di pallacanestro, gli USA videro la striscia di 63 vittorie consecutive alle olimpiadi, cominciata nel 1936, interrotta dalla vittoria in finale della squadra dell’Unione Sovietica, al termine di una partita che negli USA è ricordata come “the most controversial game in international basketball history”.

XXI Olimpiade, Montréal, Canada, 1976

Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, nella ginnastica artistica venne assegnato, e per tre volte, un 10.00: i primi due furono ottenuti nelle parallele asimmetriche e nel corpo liberodalla rumena Nadia Comăneci, seguiti da quello nel volteggio dalla sovietica Nelli Kim. L’assegnazione del punteggio venne ritardata poiché i tabelloni elettronici erano programmati per visualizzare votazioni fino ad un massimo di 9.99, mentre il 10.00 non era ancora previsto.

I Giochi furono segnati dal primo grande boicottaggio: furono assenti tutti i paesi africani tranne Costa d’Avorio e Senegal per protesta contro l’apartheid. In particolare si contestava la partecipazione ai Giochi della Nuova Zelanda, la cui squadra di rugby aveva fatto un tour in Sudafrica pochi mesi prima (pur non essendo il rugby uno sport olimpico). Nei confronti del paese africano infatti, colpevole di discriminazione razziale nei confronti delle persone di colore, vi era un embargo relativo alle manifestazioni sportive internazionali incluso il divieto ad altre Nazionali di partecipare ad eventi sportivi su suolo sudafricano.

XXII Olimpiade, Mosca, Unione Sovietica, 1980

È l’Olimpiade del boicottaggio americano per l’invasione sovietica dell’Afghanistan. L’esempio statunitense è seguito da altri Paesi (in tutto saranno 65 tra cui: il Canada, la Germania Ovest, la Norvegia, il Kenya, il Giappone e la Cina e il blocco delle nazioni arabe); risultano quindi solo 80 le nazioni rappresentate (per circa quindi 6000 atleti). 15 paesi decisero di far partecipare i propri atleti ma non sotto le proprie bandiere nazionali.

XXIII Olimpiade, Los Angeles, Stati Uniti, 1984

Quattro anni dopo Mosca 1980 il boicottaggio si replica al contrario: manca l’Urss con quasi tutto il Blocco sovietico, a parte la Romania che, con l’eccezione del torneo di calcio a cui rinunciò nonostante la qualificazione sul campo, partecipa regolarmente.

Lo statunitense Carl Lewis, rivive nel mito di Jesse Owens, ripetendo esattamente le sue stesse vittorie: 100 e 200 m piani, salto in lungo e staffetta 4×100 m. Per puro caso, entrambi gli atleti erano originari dell’Alabama ed entrambi avevano realizzato la loro memorabile impresa all’età di ventitré anni.

XXIV Olimpiade, Seul, Corea del Sud, 1988

L’evento è stato segnato da casi di doping. Il 24 settembre, il canadese Ben Johnson vince il titolo nei 100 metri piani davanti a Carl Lewis con il tempo record di 9″79: tre giorni dopo, risultando positivo ai test antidoping, viene squalificato dal CIO con l’annullamento della vittoria e del primato

XXV Olimpiade, Barcellona, Spagna, 1992

La cerimonia di apertura dei giochi venne realizzata dalla compagnia teatrale La Fura dels Baus. L’inno dell’Olimpiade, Barcelona, fu composto e cantato da Freddie Mercury(scomparso l’anno prima), cantante del gruppo rock dei Queen, insieme al noto soprano spagnolo Montserrat Caballé, e racchiude musica lirica e rock mescolando inglese e spagnolo. I Giochi cominciarono il 25 luglio, giorno di San Giacomo (uno dei patroni di Spagna) e l’ultimo tedoforo fu un paraplegico, l’arciere paralimpico Antonio Rebollo, che incendiò il braciere con una freccia (in realtà lo mancò per motivi di sicurezza).

Nel basket giganteggia il Dream Team USA (selezione dei migliori giocatori della NBA) di Michael Jordan e Magic Johnson.

Squadra Unificata fu il nome usato nel 1992 dalle squadre sportive dell’ex-Unione Sovietica. Venne talvolta chiamata informalmente Squadra della Comunità degli Stati Indipendenti, anche se la Georgia non entrò nella CSI fino al 1993. Un’esperienza simile si era avuta dal 1956 al 1964 per le squadre della Germania Est e Germania Ovest che parteciparono come Squadra Unificata Tedesca.

Il seguente elenco riporta le nazioni partecipanti della Squadra Unificata: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Russia, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina, Uzbekistan.

XXVI Olimpiade, Atlanta, Stati Uniti, 1996

Come era successo in precedenza a Città del Messico ed a Monaco di Baviera, la manifestazione olimpica venne funestata da un attentato terroristico. Nel Parco olimpico, il Centennial Olympic Park, esplose una bomba: due morti e 111 feriti. La bomba fu messa da Eric Rudolph, un estremista cristiano.

Molti commentatori criticarono l’assegnazione delle “Olimpiadi del Centenario” alla città di Atlanta, ritenendo che sarebbe stato più opportuno darla ad Atene per ragioni simboliche, essendosi lì tenuti i primi Giochi olimpici dell’era moderna.

Muhammad Alì stupisce il mondo apparendo come ultimo tedoforo durante la cerimonia di apertura; con l’occasione gli viene riconsegnata la medaglia d’oro, vinta a Roma nel 1960, che egli aveva gettato in un fiume per protesta verso la discriminazione razziale.

XXVII Olimpiade, Sydney, Australia, 2000

Cathy Freeman, atleta australiana di origini aborigene trionfa nei 400 metri femminili e passa alla storia anche perché la sua vittoria viene considerata come un duro schiaffo al razzismo. La Freeman ha portato anche la fiaccola olimpica nello stadio durante la cerimonia di inaugurazione e ha acceso il braciere.

Quattro atleti di Timor Est hanno gareggiato sotto bandiera olimpica in qualità di “Atleti Olimpici Individuali”.

XXVIII Olimpiade, Atene, Grecia, 2004

Da segnalare è l’esordio del Kiribati e di Timor Est e il ritorno dell’Afghanistan dopo otto anni, che hanno portato il numero dei paesi partecipanti da 199 a 202. La Serbia ha gareggiato come Serbia e Montenegro.

XXIX Olimpiade, Pechino, Cina, 2008

La municipalità di Pechino emanò una serie di norme relative al decoro urbano: in città, ad esempio era stato emesso il divieto di sputare per terra.

Questi sarebbero dovuti essere i primi Giochi Olimpici estivi in cui la penisola di Corea avrebbe gareggiato con un’unica squadra, ma pochi giorni prima dell’inizio delle gare vi è stata la smentita.

Un altro problema, come già citato in precedenza, era quello dell’alto tasso d’inquinamento che attanaglia la città, tanto da aver ventilato in passato l’ipotesi di far svolgere altrove le gare su lunga distanza, come maratone, triathlon e ciclismo. Il primatista mondiale della maratona Haile Gebrselassie rinunciò a partecipare a questa gara proprio per timore dell’inquinamento.

Nel film 2010 – L’anno del contatto si può notare un poster nella cabina dell’astronave che celebra le Olimpiadi di Pechino, seppure il film è uscito 17 anni prima che la città fosse scelta dal comitato olimpico.

XXX Olimpiade, Londra, Regno Unito, 2012

La coincidenza tra le date delle gare (27 luglio – 12 agosto) e quelle del Ramadan (20 luglio – 18 agosto) fu criticata da alcuni rappresentanti dei Paesi a maggioranza musulmana, in quanto il digiuno imposto dall’alba al tramonto avrebbe potuto svantaggiare gli atleti durante le competizioni. Fu anche richiesto che i Giochi Olimpici fossero riprogrammati in un altro periodo

Nella prima giornata del torneo di calcio femminile, prima dell’incontro Corea del Nord – Colombia, fu esposta per errore la bandiera della Corea del Sud. Le atlete nordcoreane abbandonarono il campo in segno di protesta. L’incontro iniziò con un’ora di ritardo e con le scuse del comitato olimpico.

La partecipazione del campione paraolimpico Oscar Pistorius alle gare dei 400 metri piani e della staffetta 4×400 di atletica leggera apparve a molti addetti ai lavori come una forzatura imposta dagli sponsor.

È stata eseguita una dimostrazione di Quidditch a Oxford.

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