Ferrari mia, ma che mi combini?

James Allison


Nuova rivoluzione nella Scuderia Ferrari: via Allison, dentro Binotto. L’attuale direttore tecnico James Allison era arrivato tre anni fa dall’allora Lotus, ad aveva il compito di soprintendere alla creazione di monoposto in grado di rivaleggiare con la Mercedes. Arrivò la prima volta in Ferrari nel 1999, salvo poi tornare alla Benetton nel 2005. Era uno dei tecnici presenti nel brillantissimo periodo in cui le Rosse dominavano sui circuiti con Michael Schumacher. Torna in Ferrari nel luglio del 2013, richiamato da Domenicali a ricoprire il ruolo di direttore tecnico, scelta confermata l’anno successivo da Mattiacci, il successore dell’allora team principal Stefano Domenicali.

Mattia Binotto, direttore motori e elettronica, diventa quindi il nuovo direttore tecnico. Entrato nel 1995 nella squadra test della Ferrari come ingegnere motorista, lavorando poi ufficialmente ai motori nella Scuderia Ferrari dal 1997 al 2003. Nel 2004 diventa ingegnere motori gara, nel 2007 diventa responsabile montaggio motori, nel 2009 diventa responsabile delle operazioni motore e Kers. A fine 2013 diventa vice direttore motore e elettronica, divenendone direttore nel 2014. Suo merito, negli ultimi anni, è stato lo sviluppare la power unit Ferrari fino a renderla competitiva quasi come quella Mercedes. Insomma, un bravo tecnico che merita di poter fare carriera.

Mattia Binotto


Però ci sono diverse domande che restano sul tappeto. La prima: perché cambiare direttore tecnico proprio ora, in un momento in cui è cruciale avere una guida forte dato che la scuderia è divisa fra lo sviluppo della macchina attuale e la progettazione di quella del 2017? E poi: che impatto avrà sulla preparazione della macchina 2017, dato che già circolano voci di come la Ferrari sia più indietro rispetto ai principali avversari? E ancora: perché fare un cambio simile durante la stagione, se già si scriveva che il rapporto con Allison era ai minimi termini dallo scorso inverno? Non era meglio sostituirlo prima dell’inizio del campionato? E infine: sperano forse che questo cambio di guida in corsa aumenti le possibilità della Ferrari di colmare il gap che quest’anno la divide dalla Mercedes (ma anche dalla RedBull)?

Diciamo che se in tema sviluppo 2016 qualche beneficio nel finale di stagione si potrebbe vedere, per lo sviluppo 2017 sembra la solita strategia autodistruttiva. Il progetto per la macchina del prossimo anno è già avviato e impostato da Allison, cosa farà Binotto, porterà avanti un progetto non supervisionato e non impostato da lui? Prometterà che la macchina sarà vincente, sapendo però che in realtà sarà un progetto modificato in corsa e quindi ad alto rischio fallimento? O partita con enorme ritardo da un nuovo progetto, col rischio di fare tutto di fretta? In Ferrari non sono nuovi a cambi simili in corsa, che raramente hanno portato nell’immediato a grandi risultati positivi. Come detto sarebbe stato meglio cambiare Allison a gennaio, o aspettare la fine della stagione. Non vorrei che questa ennesima rivoluzione finisca per castrare nuovamente le chance di vittoria del Cavallino anche nel 2017: sarebbe l’ennesima delusione.

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Categorie:Motori, Sport

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