NonRecensione – 110: Una spia e mezzo


L’estate di solito non è un gran momento per far uscire al cinema grandi film, specialmente nel periodo immediatamente precedente alle vacanze. È vero che qualcuno ormai ci prova anche lì, tipo l’ultimo Star Trek Beyond, ma in generale resta un periodo fiacco. Ecco perché film come Una spia e mezzo, nella loro semplicità, sono delle vere e belle sorprese. Iniziamo dai voti: Comingsoon gli assegna un 4,3/5; Mymovies un 3/5; Imdb un 6,6/10.

Il film si apre ai tempi del liceo, dove Calvin “Freccia d’Oro” Joyner è lo studente migliore: bravissimo negli studi, bravissimo nello sport, amati da professori e studenti, fidanzato con la ragazza più bella della scuola. Robbie Weirdicht invece è un ragazzo sovrappeso, vittima di bullismo da parte di alcuni compagni che arrivano a gettarlo nudo in mezzo alla palestra mentre dentro vi è riunita praticamente tutta la scuola. L’unico ad aiutarlo è Calvin, che si sfila e gli offre la sua giacca della squadra del college per coprirsi, chiedendo scusa a Robbie con un filo di voce mentre tutta la palestra lo deride.

Passati diversi anni le cose appaiono ribaltate: Calvin, che sembrava proiettato verso una brillantissima carriera è invece un semplice commercialista, mentre Robbie (che ora si fa chiamare Bob Stone) è diventato una montagna di muscoli e lavora per la CIA. I due ritorneranno in contatto nei giorni in cui si dovrà tenere la rimpatriata del loro anno scolastico, e questo trascinerà Calvin in una pericolosa indagine sulla sicurezza nazionale, in cui la stessa CIA sta dando la caccia a una spia interna che è intenzionata a vendere dei codici segreti ai nemici.

Il film ha un copione classico: una spy story intrecciata con un film comico, in cui c’è l’agente segreto capace di tutto e il suo amico mezzo imbranato a fargli da spalla. Sorprendentemente i due attori principali hanno un buon affiatamento e discreti tempi comici, ma questo è anche merito di una sceneggiatura solida che è si piena di battute, ma che si lascia anche apprezzare nel suo intreccio narrativo. Un intreccio che non disdegna anche di occuparsi di una cosa seria come il bullismo, affrontandolo nella prospettiva di chi è cresciuto ma conserva ancora la ferita provocata da chi lo derideva da giovane, indicando anche un messaggio: il tempo è il carattere possono riscrivere completamente certe dinamiche, e anche una sola amicizia, ma vera, può essere il carburante per sorpassare ogni brutto ricordo.

Buono il cast: Dwayne Johnson è Robbie Weirdicht/Bob Stone; Kevin Hart è Calvin Joyner; Aaron Paul è Phil, ex collega di Bob; Amy Ryan è l’agente Pamela Harris, capo di Bob; Danielle Nicolet è Maggie, la fidanzata e poi moglie di Calvin; Jason Bateman è Trevor, il capo della banda dei ragazzi che a scuola bullizzavano Robbie; Thomas Kretschmann è il compratore dei codici segreti.

La regia è affidata a Rawson Marshall Thurber, già regista di altri due film comici come Palle al balzo e Come ti spaccio la famiglia, e tutto sommato è discreta. Nel suo complesso il film è davvero spassoso, con un The Rock davvero irresistibile nel ruolo di agente segreto dal cuore tenero. Il mio voto finale, anche per il grande divertimento, non può che essere un buon 8/10.

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