La Formula Uno è sempre più noiosa


Il campionato di Formula Uno è al giro di boa, e come ogni anno è sempre più noioso. E non lo è tanto per il dominio Mercedes, quanto per il progressivo appiattimento delle monoposto e dei piloti, tutti portati a tenere i medesimi comportamenti in gara. Perché? Perché ormai non è più importante gareggiare per vincere, oggi ci si accontenta amabilmente anche di un piazzamento a punti, perché contribuiscono alla classifica Costruttori, quella che smuove i veri soldi e genera gli introiti per i team. Lo spiega bene Autosprint in un articolo dal titolo emblematico: “Il golpe delle macchine contro l’uomo”.

Ma la crescente noia non è questione soltanto di un fattore umano sempre meno determinante. È uno dei motivi principali, certamente, ma non l’unico: se al maggior potere delle auto avessero affiancato una maggiore libertà di regolamenti nel trovare soluzioni tecniche in grado di aumentare lo spettacolo, allora questo spostamento del baricentro sarebbe anche stato accettabile. Invece no. Come sottolinea Newey, i regolamenti tecnici attualmente vigenti derivano da quelli del 2009, da allora le monoposto hanno solo fatto step progressivi di miglioramento e nulla più. Praticamente nelle ultime otto stagioni abbiamo visto monoposto con divari prestazionali pressoché simili, con tanti saluti alla ricerca e allo spettacolo. Il 2017 pare dare più libertà ai tecnici per “inventare” qualcosa, ma esclusivamente sul piano aerodinamico.

E allora guardiamolo il prossimo regolamento in vigore dal 2017. Ve lo anticipo: se sperate in maggiori opportunità di spettacolo dovrete (forse) rassegnarvi. Cito: “La FIA infatti non solo pretenderà misure standard e restrizioni sui materiali, allo scopo di rendere le power unit se non uguali l’una all’altra, quasi. […] Dopo le prime tre gare di campionato, la Federazione stessa misurerà le performance complessive delle rispettive power unit, e, nel caso la differenza prestazionale risultasse superiore a tre decimi di secondo, chiederebbe al Gruppo Strategico di adottare ulteriori provvedimenti – di natura tecnica o sportiva – per equiparare le performance”. Ricordate il claim che voleva la Formula Uno come lampante espressione della ricerca tecnologica? Ecco, scordatevela. La massima ricerca in campo motoristico risiederà nel limare dettagli. Praticamente siamo ad un passo dal motore unico, come in Indycar.


Che poi, avessero davvero preso spunto dalle cose interessanti della Indycar, avrei anche capito. Prendete ad esempio l’aerodinamica: anche questa è di fatto congelata in Formula Uno, con limitazioni e proporzioni sempre più rigidamente imposte. Ormai i progettisti si concentrano quasi esclusivamente su dettagli, alettine, piegature della carrozzeria, bavette, canaletti, svergolature. L’esempio più eclatante è l’alettone anteriore: un pezzo costosissimo in grado di influenzare positivamente o negativamente tutta la monoposto. Ma allo stesso tempo un pezzo fragile, esposto a rompersi addirittura se si sale troppi su un cordolo, figuriamoci nel caso in cui due piloti dovessero battagliare. Troppo rischioso, meglio rinunciare a meme accontentarsi di qualche punto (che come visto prima porta denaro) piuttosto che battagliare e rischiare il ritiro. Ecco, in questo si che la Indycar è meglio: un alettone semplice, senza alette o alettine, lineare, pulito. Il carico aerodinamico si sviluppa altrove e l’alettone non assume questo ruolo (fragilmente) determinante.

Insomma, per una Formula Uno realmente più spettacolare temo si dovrà aspettare ancora. È speriamo non sia un’attesa troppo lunga altrimenti la noia finirà progressivamente per uccidere questo sport: già ora in molte gare si notano grossi buchi nel pubblico (anche per il continuo aumento dei prezzi dei biglietti), l’ammazzare la ricerca e l’appiattire le prestazioni non aumenterà lo spettacolo, semmai appiattirà sempre più le possibilità di vedere delle battaglie in pista, soppiantate sempre più da soporiferi trenini di auto che girano tutte assieme. Una volta questo era lo sport più emozionante e adrenalinico in circolazione, oggi ha lo stesso sprint di un circolo di pensionati che gioca a bridge.

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Categorie:Motori, Sport

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