Donati, Schwazer e la nuova positività al doping


Oggi credere ad Alex Schwazer è incredibilmente difficile. Non voglio passare per quello che lo condanna a prescindere, ma umanamente è facile ritrovarsi a pensare che forse si, era meglio se non tornava a correre, o se fosse stato squalificato a vita già la prima volta, come aveva chiesto qualcuno. La storia della seconda chance, del riscatto di una persona che ha sbagliato è sempre romanticamente attraente, ma di fronte alla reiterazione del gesto tutto quanto svanisce.

Una faccenda complessa, a tratti controversa. Leggendo il racconto stenografico della conferenza stampa di risposta alle accuse troviamo uno Schwazer sicuro della sua innocenza. Ma non è questo a colpirmi. È semmai l’estrema sicurezza di uno come Sandro Donati, il suo allenatore e medico famosissimo per le sue battaglie contro il doping, ha darmi la sensazione che qualcosa non quadri del tutto. Donati che dopo a gennaio dichiarò di essere stato lui a segnalare Schwazer alla Wada per un controllo a sorpresa. Controllo che risultò fatale all’atleta altoatesino, che fu trovato positivo all’Epo. Donati che è stato progressivamente marginalizzato dallo stesso mondo sportivo per le sue strenue battaglie contro il doping, iniziate fino dalla fine degli anni ottanta. Alcuni estratti dalle sue dichiarazioni di ieri:

“…Con Alex abbiamo intrapreso un progetto unico. Abbiamo messo a disposizione delle autorità sportive i dati dei 35 controlli fatti. Abbiamo inviato all’agenzia antidoping un documento con cui Alex rinunciava alla finestra oraria, dicendosi disponibile ad essere controllato 24 ore su 24. La non risposta è una provocazione di un sistema che continua a andare avanti con le sue regole. L’atleta positivo diventa la preda su cui il sistema sportivo può dimostrare la propria durezza, inflessibilità. Peccato vengano dimostrate solo verso soggetti singoli e deboli. D’altra parte ho capito che lo aiutavo a crescere come atleta ma diventavo il suo handicap per l’odio che c’era nei miei confronti per le mie battaglie passate.

[…]

Dopo 5 mesi e mezzo di un risultato negativo, non si sa bene per la premura di chi, quel campione d’urina è stato ripreso in considerazione e in maniera stentata uscivano valori che a malapena venivano presi come valori di positività. Mal si concilia la presenza di una sostanza dopante con un atleta che ha rinunciato alla finestra oraria di repreribilità e che può essere controllato in qualsiasi momento. E tutti gli esami successivi confermano la negatività. Quello potrebbe essere il doping di uno scemo, un doping inutile, che non porta da nessuna parte. Sono state pubblicate le foto di Gatlin accanto a quelle di Alex: uno che ha un braccio che sono due volte le gambe di Alex e questo è chiaramente l’effetto degli anabolizzanti assunti negli anni. Alex non ha il fisico di un anabolizzato. E quei valori sono una goccia nel mare, non ne ha bisogno un marciatore che ha bisogno di resistenza. In passato c’è chi risultò positivo per caffeina e di caffeina nel campione non ce ne era nemmeno una goccia. Non discutiamo il risultato di Colonia, sicuramente è affidabile, non è quello il punto. Il punto è cosa ha portato alla nuova analisi di quel campione di urina, che era risultato positivo e certamente lo era altrimenti sarebbe stato approfondito subito. Ci prenderemo le calunnie, ma bisognerà iniziare a analizzare la vicenda sulla base della storia delle istituzioni sportive. Non serve che vi dica nulla sulla storia attuale della Iaaf, tra compravendita della positività, sospensione dei dirigenti per i soldi incassati. Non serve che vi dica che la Wada, meritevole per molte cose, ha grossi problemi. Qui bisogna contare fino a cento prima di farsi un giudizio. Se arrivassero delle scuse dopo un anno e mezzo sarebbero sempre gradite, ma le persone ci lasciano la salute in queste vicende.

[…]

La provetta era aperta e già questo basterebbe. Era positivo a testosterone sintetico, ossia steroidi anabolizzanti. Ma in misura talmente ridotta che il profilo ematico non è cambiato. E’ ovvio che questa sostanza darebbe vantaggi anche a un marciatore, ma si dovrebbe vedere una solidità muscolare che non si vede.

[…]

A Alex sono stati dati dei consigli di non vincere. Alex non ha ascoltato nessuno, io anche ai mondiali di Roma cercavo di tenerlo, ma mi ha detto a un certo punto: questo è un ritmo da allenamento, e è partito. Le pressioni le ha fatte qualcuno che ha un ruolo importante. Verrà specificato nelle sedi competenti.

[…]

La settimana che ha preceduto i mondiali di marcia a Roma è stata un calvario. La procura antidoping ha cercato di dimostrare che Alex aveva sostenuto una gara prima della fine della squalifica quando era solo un allenamento simulato. Poi si è risolta in una archiviazione, ma noi siamo stati la settimana con il magone. Alex rischiava di vedersi reiterare la squalifica di 3 anni e 9 mesi. Vista adesso, quasi una previsione.

[…]

Un luminare dell’ematologia se interviene [nel sistema sportivo che fa i controlli] viene considerato un invasore. Se si predica la radiazione per l’atleta come ha fatto una sportiva e non si guarda alla corruzione dei dirigenti, che mercanteggiano le positività, si fa un’analisi piccolina così…”

Le parole di Donati sono pietre, pietre pesantissime scagliate contro tutto il sistema sportivo. Sono accuse talmente pesanti e circostanziate che sia la FIDAL che il CONI dovranno obbligatoriamente rispondere, pena il lasciar crescere il dubbio che siano effettivamente coinvolte in qualcosa di poco chiaro. Il 5 a Luglio ci saranno delle contro analisi per confermare o smentire il nuovo sospetto di doping su Schwazer, e certamente le possibili soluzioni si riducono soltanto a due opzioni: se risulterà positivo sarà una gigantesca delusione per tutti, un discredito enorme per Donati e la demolizione del concetto di seconda possibilità, se invece i risultati saranno negativi allora potrebbero seriamente prendere quota le ipotesi di un sabotaggio. Non credo qualcuno voglia essere cospirazionista, di certo non lo sono io, ma come ricorda anche Lettera43, i punti da chiarire nella vicenda sono davvero molti. Non resta che aspettare il 5 Luglio per saperne di più.

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Categorie:Sport

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