L’antipolitica ignorante


Una volta incontrai una persona, un dipendente pubblico, uno di quelli che aveva ottenuto il proprio posto grazie a un “aggancio” politico. Lavorava nel settore pubblico da circa una decina d’anni. Nulla di eccezionale, un normalissimo lavoro da impiegato, ma si sa, di questi tempi un lavoro a tempo indeterminato che ti garantisce uno stipendio ogni mese è già una grande conquista. Scambiandoci qualche battuta mi ha raccontato un po’ la sua storia (disoccupato per lungo tempo, tanti lavori precari, poi la spintarella verso il posto pubblico) e mi hanno colpito due cose: il suo rivendicare di aver ottenuto il lavoro tramite amicizie e conoscenze, e il suo spiccato odio verso la classe politica tutta, ovviamente a parte quella composta dai politici amici suoi.

Noi italiani siamo un po’ così: mungiamo la tetta di mamma Stato mentre ci lamentiamo che viene munta troppo. E ovviamente quelli di troppo sono sempre gli altri. Un po’ come quelli che hanno aziende che lavorano o hanno lavorato con le pubbliche amministrazioni: anni e anni a prendersi ricchi appalti, ad avere agevolazioni, ad aver banchettato a quel tavolo che oggi, col senno di poi, indicano come il tavolo di quei politici ladri che hanno creato quei debiti giganteschi che opprimono tante amministrazioni locali e che dovranno essere ripagati dagli innocenti cittadini. Un po’ come se loro a quel tavolo non ci fossero mai stati. Però c’erano, hanno preso, hanno mangiato, e quando poi tutto è finito e da mangiare non è più arrivato niente, ecco allora la metamorfosi in censori di quell’enorme sperpero, di quelle gestioni dissennate, di quel ladrocinio ai danni dei cittadini. Un po’ quello che sta avvenendo ora a Roma, dove la Raggi viene vista come quella capace di azzerare ogni posto pubblico impropriamente assegnato e di ripianare ogni debito impropriamente accumulato solo con un colpo di una fantomatica bacchetta magica che, in realtà, non esiste. E dove Giachetti si vede voltare le spalle dai tanti che sostenevano e mangiavano con l’amministrazione capitolina ai tempi in cui era capo di gabinetto del sindaco Rutelli perché, tra le altre cose, ritenuto parte di quella classe politica che contribuì a formare il debito monstre della Capitale.

Oggi in tanti chiedono politici che “spazzino via tutti questi parassiti”. Ma, cosa curiosa, con il termine parassiti non indicano soltanto i politici, ma anche quella a volte sconfinata legione di dipendenti pubblici magari infilati “per amicizia” in qualche municipalizzata. Pretendono che, come per magia, vengano fatti sparire tutti per lasciare spazio a persone più meritevoli, più oneste, più trasparenti. E magari lo chiedono proprio gli stessi che sono stati assunti in qualche municipalizzata grazie ad un aggancio politico e non per merito, magari lo chiedono gli stessi che per anni hanno usufruito di appalti gonfiati su cui hanno potuto arricchirsi. Praticamente parte di quelli che si lamentano del problema sono essi stessi parte integrante del problema, senza ovviamente riconoscersi come tali.

È come la storiella della società civile che doveva avere il compito di “salvare” la politica. Ad un certo punto della nostra storia abbiamo pensato che se la classe politica era corrotta e inetta, allora serviva sostituirla con cittadini di buona volontà, persone che non avevano mai fatto politica e che quindi erano per definizione oneste e corrette. Col senno di poi possiamo tranquillamente dire che in moltissimi casi questa ondata di civismo ha soltanto prodotto nuove classi politiche sostanzialmente identiche a quelle già esistenti. E perché è successo questo? Semplice, perché in molte occasioni questo civismo era composto da quelle stesse persone che alla politica hanno munto per anni, direttamente o indirettamente. Quelle stesse persone che, direttamente o indirettamente, hanno contribuito a creare quel problema che hanno successivamente iniziato a criticare e a chiedere (ad altri) di risolvere. Magari con un colpo di spugna, come a volersi lavare la coscienza.

Annunci


Categorie:Riflessioni

Tag:, , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: