Le (nuove) turbolenze del Movimento 5 Stelle

Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti

Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti

“Gentili passeggeri, restate seduti al vostro posto con le cinture di sicurezza allacciate, stiamo attraversando un’area temporalesca soggetta a forti turbolenze”. Se fossimo su un aereo l’annuncio del capitano sarebbe più o meno questo. Un’area temporalesca soggetta a forti turbolenze. È questo che sta attraversando il Movimento 5 Stelle, una perturbazione talmente forte che sarà destinata a modificare almeno in parte il volto del Movimento. E non mi riferisco tanto agli scandali che hanno colpito i vari sindaci a cinque stelle o agli avvisi di garanzia che sono arrivati sulle scrivanie di alcuni primi cittadini (Nogarin e Pizzarotti su tutti), quanto agli atteggiamenti stessi del Movimento verso queste situazioni, e alle conseguenze che ne sono scaturite.

Non mi interessa qui analizzare ciò che è stato, quanto riflettere su ciò che potrà essere. Il fatto che Pizzarotti e Grillo fossero in rotta di collisione era già noto da tempo, questa sospensione ne sembra solo il naturale epilogo. Del resto, la conferenza stampa dello stesso Pizzarotti appare dura, netta, non lascia grossi spazi per ricucire un rapporto ormai logorato fino al punto di rottura. Accusare il Direttorio di fare danni al M5s non è una cosa da nulla, un’uscita estemporanea che può essere messa a tacere con delle scuse. Qualcuno ha già ipotizzato che l’avviso di garanzia, e la mancata comunicazione allo staff del Movimento dell’arrivo del suddetto avviso di garanzia, sia stato preso a pretesto per sancire la definitiva rottura col sindaco di Parma. Il casus belli ideale per sospenderlo e poi espellerlo, motivando la scelta con non meglio precisate violazioni del Non Statuto del Movimento. Anche se Paolo Becchi, professore a lungo considerato vicino al Movimento, ha specificato che Pizzarotti non avrebbe violato nessuna regola. Pizzarotti che, per difendersi, non ha esitato a pubblicare mail e messaggi (senza risposta) con lo staff del Movimento e con membri del Direttorio.

Ma al di là di aver violato o no delle regole interne, mi chiedo se questa decisione non dia corpo a una specie di fronda interna al Movimento. Non parlo di persone che possono più o meno contestare alcune cose dell’operato dei vertici, parlo proprio di un gruppo che inizia ad avere visuali e concezioni che collidono con quello che è l’attuale gruppo dirigente. Visuali e concezioni che non rinnegano le radici ideali del Movimento, ma le declinano in modo diverso. Pensano al Movimento come a qualcosa da far evolvere in una direzione leggermente diversa rispetto a quella in cui la stanno conducendo Grillo e il Direttorio. Ricordiamo come Pizzarotti fu, ad esempio, uno di quelli che tempo fa proponeva di creare una specie di meetup nazionale in cui gli amministratori ed eletti a 5 stelle potevano trovarsi e discutere. Una cosa bollata subito da Grillo come inconcepibile. Ora che Pizzarotti è al centro della bufera rilancia, chiedendo uno streaming in cui discutere e votare la sua espulsione.


Questa ipotetica fronda quindi, esiste? È quanto può essere grande? Un articolo apparso su La Stampa racconta come nel post dove si annuncia la sospensione di Pizzarotti i primi 1000 commenti descrivano una base spaccata a metà. Chi lo accusa di scarsa trasparenza, chi accusa lo staff di volerlo fare fuori da tempo. Molti rilevano la discrepanza di comportamenti verso di lui e verso Nogarin, il sindaco di Livorno, anch’esso raggiunto da un avviso di garanzia. Quasi che si facciano figli e figliastri. Molti leader di partito sono stati accusati di voler epurare le minoranze interne, un’accusa che ultimamente è stata fatta spesso anche a Renzi pure dallo stesso Movimento. Ora però la vicenda Pizzarotti assume praticamente gli stessi connotati: l’epurazione di una fronda di minoranza. Il tutto a poche settimane dalle elezioni. Ci saranno delle ripercussioni sul loro consenso elettorale? È presto per dirlo, ma non lo si può escludere.

Forse la cacciata di Pizzarotti serve a mantenere quella parte di elettorato ostile alla classe politica, quella che fa parte della cosiddetta “antipolitica”. Ma resta il dubbio sul perché lui si è altri sindaci nelle stesse condizioni no. Forse perché lui è stato il primo sindaco grillino di una grande città? Quello inizialmente indicato da tutti come un esempio da seguire? Scanzi parla apertamente di errori anche di Di Maio e Di Battista nella gestione della questione, e probabilmente tutti i torti non li ha. Il gioco dello scaricare la colpa su una sola parte è assurdo e delirante. Come un po’ assurde sono le parole di un altro professore considerato vicino al Movimento, Aldo Giannuli, che parla addirittura di “qualcuno che ha innescato una specie di bomba a orologeria contro il Movimento”, rispolverando in parte un cavallo di battaglia di berlusconiana memoria, la teoria dell’attacco delle procure. Utile anche questa polemica per cementare l’elettorato che ormai si considera contro il sistema?

È indubbio che, Pizzarotti a parte, il Movimento è attraversato sempre più spesso da tensioni che lo destabilizzano. Situazioni spesso ricondotte nell’alveo della normale dialettica interna, a volte risolte con espulsioni o richieste di dimissioni. Ma le tensioni restano, e se non adeguatamente affrontate e sviscerate sono destinate a tornare in superficie, come sta accadendo a Parma. Resta da capire cosa e quanto potrà imparare il Movimento da questa condizione, come inciderà nel sua eventuale strutturazione, soprattutto quando Grillo deciderà di fare davvero un passo indietro, e non “di lato”, aprendo di fatto la corsa alla sua successione. Era ancora l’ottobre del 2014 quando Vittorio Bertola, allora consigliere del Movimento in comune a Torino, mi raccontava come il Movimento stesso si trovasse già allora in una fase di ricerca di identità e di confusione organizzativa. Una fase che non mi pare né affrontata né risolta. Eppure devono farlo, per non rischiare un pericoloso avvitamento su se stessi che li potrebbe portare all’implosione.

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Categorie:Politica

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