Le Giulia Quadrifoglio dei Carabinieri, il ritorno (e il ricordo) di un Mito

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Ieri sono state consegnate due Alfa Romeo Giulia ai Carabinieri. Non due Giulia qualsiasi, ma due Quadrifoglio, versione di punta ipervitaminizzata della nuova berlina del Biscione, col motore messo a punto dalla Ferrari. Verranno utilizzate per il trasporto d’organi, per servizi speciali e servizi di scorta in occasioni ufficiali. I Carabinieri che saranno abilitati a guidarla faranno un corso di guida sicura sul circuito di Varano De Melegari, a Parma, a cura degli istruttori Alfa Romeo. Andranno in servizio una a Roma e una a Milano: due bei giocattoloni che potranno tornare utili in determinate e ben specifiche situazioni. E a me, appassionato di auto, questo “regalo” (i Carabinieri avranno le due Giulia in comodato d’uso gratuito) ricorda un altro “regalo” che fu fatto alla Polizia.

Da ricordare ci sarebbero le Lamborghini donate alla Polizia Stradale, ma il mio pensiero va ancora più indietro. Il mio pensiero arriva alla Ferrari 250 GT/E che fu in dotazione al reparto Mobile di Roma dal 1962. Quattro furono gli agenti abilitati a guidarla: Carlo Annichiarico, Dalmatio De Angelis, Giuseppe Savi e poi Armando Spatafora, il “poliziotto con la Ferrari”, colui che divenne ben presto la bestia nera dei rapinatori. Questo articolo racconta tutto per bene: nel 1962 la Mobile di Roma disponeva di una sola volante blindata, un’Alfa Romeo 1900. Veloce, potente, ma sempre più in difficoltà verso le auto che i malviventi usavano o rubavano, sempre più sportive e sempre più veloci. Si narra che il 12 gennaio del 1962 l’allora Capo della Polizia Angelo Vicari andò a Roma per un incontro con i poliziotti della Mobile, per capire come mai le indagini non andavano più bene, per capire perché i criminali o non si trovavano o continuavano a fuggire. Le lamentele dei poliziotti furono quelle che potremmo sentire pure oggi: scarsi mezzi, risorse inadeguate. Vicari allora sbottò: “Ma insomma, di cosa avete bisogno?”

  

Fu allora che dal fondo sala si alzò il brigadiere Armando Spatafora e, finendo la sigaretta disse: “Di cosa abbiamo bisogno, eccellenza? Di una Ferrari!” Una dichiarazione provocatoria, una mezza battuta, ma Vicari lo squadrò, chiese il suo nome e poi sentenziò: “L’avrà”. E la Ferrari arrivò per davvero, due mesi dopo. I quattro colleghi prima menzionati salirono a Maranello per un corso di guida e diventarono gli unici autorizzati a usarla. Spatafora iniziò a farsi un nome, gli arresti di rapinatori e ladri d’automobili ripresero alla grande, fra inseguimenti ad alta velocità e arresti rocamboleschi. Un’auto potente per servizi speciali, per quegli inseguimenti in cui i cattivi usavano auto ben più potenti e veloci di quelle in dotazione alla Polizia. Oggi non è quasi più necessario, già le normali Volanti sono solitamente vetture molto potenti ed equipaggiate per gli inseguimenti, ma possono capitare malviventi con auto particolarmente veloci: ricordate i rapinatori che a inizio anno imperversarono con un’Audi Rs4 gialla? Le Volanti facevano fatica a star loro dietro, venivano sistematicamente seminate. Chissà che magari auto simili a questa Giulia possano tornare utili anche in situazioni simili, per inseguimenti ad alta velocità, magari fino a far entrare i Carabinieri che la guidano nel Mito (con la maiuscola) come accadde a Spatafora e alla “sua” Ferrari.

Mito che si concretizzò nel 1964, una sera di Marzo. Spatafora è in giro di pattuglia quando vede improvvisamente un’Alfa Romeo 2600 passare a tutta velocità in Piazza Navona. Scatta subito l’inseguimento: Colosseo, Fori, Piazza Venezia, Pantheon, è notte e la città è deserta, il ladro conosce bene strade e stradine ed è un ottimo pilota, ma “Armandino” con la Ferrari non è affatto da meno. Arrivano fino a Trinità dei Monti e lì la realtà inizia a mischiarsi col Mito: si racconta che il ladro, vistosi messo alle strette, prova il tutto per tutto e si butta giù con la macchina per la scalinata. Spatafora non indugia e lo segue. Una scena surreale, un’Alfa Romeo 2600 è una Ferrari 250 GT/E che scendono la scalinata verso Piazza di Spagna! Le auto ne usciranno male, con l’Alfa con tre cerchioni spezzati e la coppa dell’olio sfondata, e la Ferrari rispedita a Maranello ufficialmente per un tagliando, ma ufficiosamente (pare) per sostituire una balestra, quattro gomme e la scatola del cambio. Altri tempi, altre storie, probabilmente oggi non potrebbe più accadere. Ma io sono sicuro che anche questa nuova Giulia Quadrifoglio saprà farsi valere, come seppe farsi valere la Ferrari guidata dal brigadiere Spatafora.

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Categorie:Motori

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