Clinton e Trump a un passo dalla nomination

Immagine tratta dal Washington Post

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Martedì le primarie hanno fatto tappa in Connecticut, Pennsylvania, Delaware, Maryland e Rhode Island. Il risultato che hanno dato è stato un secco 5-0 per Donald Trump fra i Repubblicani e un 4-1 per Hillary Clinton fra i Democratici. Trump conquista ben 105 delegati lasciandone 5 a Kasich e solo 1 a Cruz, mentre la Clinton conquista 194 delegati contro i 129 di Sanders. Ormai Clinton e Trump sembrano sempre di più i potenziali candidati delle elezioni presidenziali di novembre, gli unici nei rispettivi schieramenti a poter raggiungere il numero di delegati necessari a ottenere automaticamente la nomination.

  
Per il Democratico Sanders ora si tratterà di rimodulare la campagna evitando nuovi duri attacchi alla Clinton. Un eccessivo indebolimento interno rischierebbe di lasciare troppe macerie da ricomporre in vista del voto di novembre, e ora la Clinton ha l’assoluta necessità di recuperare consenso soprattutto nelle fasce di giovani e giovanissimi, fin qui il motore principale della corsa di Bernie Sanders. È pur vero che la Clinton vince negli Stati più popolosi e con etnie più variegate ma questo potrebbe non bastare, e recuperare consensi da chi ha appoggiato Sanders potrebbe essere decisivo. Per questo molti guardano golosamente il corposo indirizzario di persone messo assieme dalla squadra di Sanders, sperando che il candidato possa metterlo a disposizione del partito e quindi della Clinton. Molto più probabilmente quell’indirizzario sarà successivamente usato direttamente da Sanders per esortare a votare la Clinton quando partirà la campagna vera e propria per le Presidenziali.

  
Fra i Repubblicani Donald Trump fa cappotto e vince in tutti e cinque gli Stati. Dall’altra parte Sanders ha vinto almeno in Rhode Island, sebbene sia uno Stato piccolo e sostanzialmente ininfluente, da questa parte Cruz e Kasich non hanno potuto fare altro che osservare la schiacciante vittoria del magnate americano, sempre più proiettato verso una candidatura che continua a risultare terribilmente indigesta ai vertici del Partito Repubblicano. Ai due sfidanti non resta che provare a coalizzarsi contro Trump per le votazioni nei prossimi Stati, una mossa un po’ disperata che ha come unico obiettivo quello di arrivare ad ottenere una brokered convention, dove poter ribaltare il risultato. Sostanzialmente Kasich smetterà di fare campagna in Indiana, dove Cruz ha maggiori possibilità di vittoria, mentre Cruz smetterà di fare campagna in Oregon e in New Mexico, dove fra i due il favorito è Kasich. Su questa mossa ha ragione Trump che, commentando su Twitter, l’ha definita una mossa disperata.

Ma la strada per Trump non appare comunque in discesa. Nel suo discorso dopo la vittoria il tycoon si sarebbe sbottonato, affermando che “Per quanto mi riguarda è andata, mi considero il presunto candidato”, aggiungendo che si sente sicuro di poter vincere al primo turno e di poter poi battere facilmente Hillary Clinton. Anche per questo ha in programma di tenere un discorso incentrato sui temi di politica estera, per dimostrare al partito di essere un candidato “presidenziale” e non solo un fenomeno da baraccone. Il tutto senza scordarsi che il 3 maggio si voterà in Indiana, uno degli Stati dove potrebbe essere evidente la potenziale alleanza Cruz-Kasich in funzione anti Trump.

Maggio sarà comunque un mese un po’ interlocutorio per le primarie. Gli Stati che andranno al voto non sono determinanti, a parte Indiana, Kentucky e Oregon, e serviranno maggiormente a puntellare o a sabotare la candidatura di Trump. Le vere sfide conclusive si avranno nel gran finale del 7 giugno, dove si voterà contemporaneamente in molti Stati fra cui la California e il New Jersey, che mettono in palio centinaia di delegati. Mai come questa volta l’ultima tornata elettorale potrà essere determinante, soprattutto fra i Repubblicani. Non resta che mettersi comodi e osservare quest’ultimo mese di primarie: riuscirà il blocco anti Trump a fermare il tycoon newyorchese? E riuscirà la Clinton a ricucire con l’elettorato di Sanders?

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Categorie:Politica

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