Scegliere il futuro con largo anticipo: coraggio o menefreghismo?

Jorge Lorenzo

Jorge Lorenzo

“Ma che senso ha dichiararlo adesso?”, è la frase che mi sono sentito dire ieri, discutendo con amici. No, non si riferivano a una mia dichiarazione né a quella di un amico comune, ma al fatto che Jorge Lorenzo abbia già dichiarato il cambio di scuderia per la stagione 2017, sebbene si sia solo agli inizi della stagione 2016. E così, dopo solo tre gare, Lorenzo esce allo scoperto e annuncia che per i prossimi due anni correrà per la Ducati: addio Yamaha, addio convivenza forzata con quel Valentino Rossi che ne giorni scorsi non aveva perso tempo per sottolineare come lui, il contratto con Yamaha, lo avesse già rinnovato.

Un po’ il dubbio dei miei amici lo comprendo: come posso dare il massimo per la mia attuale squadra se ho già annunciato che dal prossimo anno gareggerò per qualcun altro? Il rischio che da parte del pilota non ci sia il 100% dell’impegno esiste, come esiste anche il rischio che la squadra scelga di non supportare più al massimo il pilota che ha detto addio, magari per non rischiare di svelare segreti o innovazioni che finiranno sulla moto del prossimo anno. Insomma, chi ci guadagna? Guardando superficialmente alla questione si potrebbe ipotizzare che sia solo la Ducati a guadagnarne, ma dal mio punto di vista non è solo così. Ne guadagna anche il diretto interessato e anche la sua attuale squadra, perché questa chiara deadline toglie loro una parte di eventuali scuse e li costringe a dover dare più del dovuto per centrare la vittoria finale. Lorenzo è pur sempre il Campione del Mondo in carica, giova ricordarlo, riuscire a imporsi per due anni consecutivi sarebbe una grossa dimostrazione di forza, sia per lui che per la Yamaha. Certo, Lorenzo per noi è anche quello della “pastetta” (diciamo così) dello scorso anno con Marquez ai danni di Rossi, ma qui la questione finirebbe sulla sportività e non sulla professiinalità.

Il punto focale per me è qui: questa estrema chiarezza spazza via una buona parte di scuse e giustificazioni. Si resta esposti al peso delle proprie decisioni, al peso di dover dimostrare fino in fondo la propria professionalità e la propria dedizione al lavoro. Li si vede la caratura dello sportivo, il suo essere leader sempre e comunque, il suo impegnarsi sempre e comunque o il suo essere altezzoso e menefreghista. Un po’ quello che sta accadendo sia a Pep Guardiola che ad Antonio Conte: anche loro hanno dichiarato con largo anticipo il loro futuro. Il primo lascerà la panchina del Bayern Monaco per sedersi su quella del Manchester City, il secondo lascerà la Nazionale Italiana per andare ad allenare il Chelsea. Addirittura Conte ha davanti a se un Campionato Europeo da giocare: lo affronterà col disimpegno e il menefeghismo di chi è già sicuro del proprio posto altrove, o ci terrà a impegnarsi al massimo per lasciare da vincente? Conoscendo il carattere di Conte, ma anche quello di Guardiola, per entrambi potrebbe essere più probabile la seconda ipotesi, ovvero quella di impegnarsi per lasciare da vincenti.

Non si può sapere se questi addii anticipati si risolveranno in finali positivi o negativi. Ci sono moltissimi altri fattori che possono incidere e modificare il corso di ogni storia, trasformandola a volte in una tragedia e a volte in un successo. Ci ricorderemo Lippi che annunciò a giocatori e Federazione la sua intenzione di lasciare la Nazionale mentre era in corso il Mondiale del 2006, che poi si concluse con una splendida vittoria. O ricorderemo la stagione 2006 di Michael Schumacher, quando a settembre annunciò il suo ritiro con due mesi d’anticipo sul finale della stagione e mentre era in piena corsa per il Titolo Piloti, poi perso anche (e soprattutto) per il ritiro in Giappone causa cedimento del motore. Allora Schumacher non vinse, ma dimostrò comunque di essere un fuoriclasse, con una strepitosa ultima gara a Interlagos dove costruì una rimonta da storia della Formula 1. Una cosa la si può dire con certezza: il comunicare con largo anticipo le proprie intenzioni sembra un tratto comune dei Campioni, quelli con la maiuscola, quelli che non hanno paura delle proprie scelte e che le affrontano a viso aperto. Se parleremo di successi o rimpianti lo sapremo solo nei prossimi mesi, ma adesso di sicuro per me si può già parlare di grande coraggio.

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Categorie:Sport

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