La comicità di chi definisce immobile il governo Renzi

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Leggevo ieri un interessante scambio di opinioni sull’operato del governo fra alcuni utenti su Twitter. Discutevano sulla reale o presunta qualità di questo esecutivo, sul quanto e come lavorano, su quello che hanno fatto e quello invece che hanno solo promesso. Discussione a tratti interessante anche perché interessanti sono alcune delle persone che ne discutevano, ma niente nomi, non vorrei che la riflessione finisse per incentrarsi soltanto su cosa e su come pensano i protagonisti di questo confronto. Ovviamente c’era chi difendeva il governo affermando che sta facendo tante cose, e chi invece lo criticava perché più dedito alle parole ma sostanzialmente caratterizzato da pochi fatti e da un sostanziale immobilismo.

Sgomberiamo il campo da un dubbio: il governo Renzi è criticabile, ed è vero che ha fatto alcune promesse che non ha ancora mantenuto. Giusto per dirne una, forse banale, che mi appuntai io tempo fa: ancora non ha abbassato le accuse sui carburanti come promesso nel 2014. Ne scrissi ancora allo scadere del primo compleanno di questa promessa non mantenuta, e probabilmente ne parlerò ancora. Questo però mi fa la scusa per affermare che il governo Renzi non abbia fatto nulla? Questo mi dà la scusa per dire che Renzi sia immobile come i precedenti governi? Direi proprio di no, e se lo dicessi mi sentirei in malafede.

Quello di Matteo Renzi non è un governo immobile o di sole chiacchiere, anzi, è vero l’esatto contrario. È un governo che ha messo e sta mettendo molta carne al fuoco, che si sta occupando di molte cose arretrate, che sta cercando di recuperare (a volte affannosamente) il terreno perso in decenni di pigra stasi. Certamente può commettere errori in questa rincorsa, può varare riforme che non ci piacciono o non ci soddisfano, ma definirli come improduttivi sarebbe quasi assurdo. Invece chi criticava il governo in quella discussione e lo definiva come immobile lo faceva sulla base del fatto che l’esecutivo non avesse varato le riforme che interessavano a loro. Il loro pensiero è: “Non hanno fatto quelle tre/quattro riforme di cui discuto sempre? Allora non hanno fatto niente”. Certo, le ambizioni del governo e di Renzi restano maggiori rispetto agli obbiettivi conseguiti, ma in due anni è stato smosso tantissimo e le ambizioni di Renzi sono spesso rivolte a programmi e orizzonti ben più lunghi di un biennio o di una legislatura.

Un atteggiamento di critica simile lo trovo quasi comico. E dico comico perché penso che dovermi incazzare con persone che manifestano una tale cattiva fede sia quasi una perdita di tempo. A che pro dover discutere con persone simili che valutano qualcosa soltanto tramite il ristretto campo di ciò che interessa a loro? A che pro dover discutere con persone che stabiliscono arbitrariamente cosa sia e cosa non sia importante, e per questo determinino che il non fare ciò che dicono loro sia automaticamente come non fare nulla? Ha ragione un amico quando li definisce come una zavorra per il Paese, perché questa loro incapacità di guardare il quadro nel suo insieme li pone nella posizione di chi esprime questa critica quasi per invidia, con l’insofferenza di chi vede (forse per la prima volta?) qualcuno che cerca il più possibile di dare seguito coi fatti alle parole che dice. Criticate, critichiamo pure il governo Renzi, ma almeno facciamolo su cose concrete e non imbastendo scuse a dir poco irreali.

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Categorie:Politica

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