Nuove indiscrezioni su una possibile fusione fra Fca e Psa

Si torna a parlare di FCA in merito a vere o presunte fusioni. Del resto, come spesso annunciato dallo stesso Sergio Marchionne, FCA deve proseguire anche nel cammino di consolidamento della propria struttura, e lo può fare anche e soprattutto cercando nuove alleanze e nuove potenziali fusioni. Si è molto parlato nei mesi scorsi dell’assalto che Marchionne ha provato a fare nei confronti di General Motors, assalto che l’ad di Gm Mary Barra ha sempre respinto in modo cordiale ma molto fermo. Da quel che si vocifera Marchionne non ha del tutto abbandonato l’idea, sebbene pubblicamente dica che l’ipotesi è ormai tramontata e che FCA proseguirà il proprio cammino da sola.

Ma contestualmente al tramonto dell’ipotesi GM, ecco rispuntare l’ipotesi PSA. Sappiamo che il gruppo Peugeot-Citroën non naviga in buone acque, sebbene abbia un parco auto buono, aggiornato e tecnologicamente interessante, e sappiamo anche come anche loro in prospettiva valutino opzioni che possano portare a nuove collaborazioni. Marchionne ha comunque smentito anche questa voce, affermando testualmente che “Dopo che Gm ci ha detto no, abbiamo parlato con altri e deciso di non accordarci con nessuno perché il gioco non valeva la candela”. Scavando con la memoria però possiamo ricordare quando, alcuni anni fa, le discussioni fra il gruppo italiano e quello francese erano anche a buon punto, con un piano ben dettagliato che avrebbe portato a una sicura fusione: era il 2014 quando ne scrivevo riportando le parole di John Elkann che parlava di un momento di stallo delle trattative, ma ribadendo che “Siamo ancora interessati a rilevare il gruppo francese, vedremo cosa succederà”.

Saranno quindi i cugini d’oltralpe a convolare a nozze con FCA? Difficile dirlo. Marchionne come detto smentisce di aver parlato con loro, ma come fa notare qualcuno potrebbe essere proprio Elkann a farlo, mentre Marchionne prosegue a stuzzicare GM lanciando al contempo un amo alla Apple, ancora in cerca di un partner industriale per la propria Apple Car. Sullo sfondo torna a fare capolino il gruppo Vag, che in passato si era detto interessato a rilevare il marchio Alfa Romeo, che Marchionne definisce “sicuramente più vicina a noi come struttura produttiva”. Che può voler dire tutto e niente, anche se dubito sia una carta giocatile per una fusione: in questo caso sarebbero più una cessione di FCA a Volkswagen. Anche con Suzuki e Mazda, con cui sono già in essere alcune collaborazioni, non ci sono in prospettiva piani di fusione, giudicate da Marchionne non sufficientemente vicine per avviare una trattativa per un’eventuale fusione.

A mettere nero su bianco il piano di questa eventuale fusione è Intermonte. Come illustrato in questo articolo, l’unione delle due aziende permetterebbe di chiudere molti punti deboli di entrambe: ad esempio FCA aiuterebbe in nordamerica PSA, mentre in Cina sarebbe PSA a dare un significativo contributo a FCA. L’unione dei due marchi creerebbe una newco da 8,3 milioni di autoveicoli, con una quota globale di mercato di quasi il 10%. Di Marchionne abbiamo già detto come abbia seccamente smentito, ma cosa ha detto in merito Carlos Tavares, numero uno del gruppo francese? “Nel nostro pragmatismo, se c’è la possibilità di comprimere i costi, siamo pronti. Abbiamo uno spirito aperto”, che praticamente spalanca le porte a qualsiasi tipo di futuro, anche quello che porta alla fusione, sebbene come detto in passato sia stata proprio Psa a dire no al piano di fusione con FCA. A rendere più concreta questa ipotesi sarebbero comunque le voci dei crescenti dissidi fra la famiglia Elkann e Marchionne, coi primi molto attivi anche sul fronte dei colloqui con altre case.

Insomma, FCA continua a essere al centro dell’attenzione. E forse è proprio questa alla fine la reale strategia di Marchionne, quella di tenere sempre alta l’attenzione mediatica per concentrare il più possibile i riflettori della stampa e aumentare l’appeal mediatico di FCA. Senza scordare che anche i numero di mercato stanno premiando l’azienda, con FCA che ha fatto segnare a febbraio un incremento delle vendite in Europa maggiore della crescita di mercato, conquistando il quarto posto continentale ai danni della Ford. Ma vale ricordare sempre le parole dello stesso Marchionne, quando predisse che il futuro avrebbe visto sopravvivere solo case che avrebbero venduto almeno 6 milioni di veicoli all’anno, e FCA al momento non si avvicina neanche a questo target. Lo stesso Marchionne ha poi ampiamente annunciato la sua uscita dal gruppo nel 2018, ma subordinandola al fatto di porre FCA nell’olimpo dei maggiori costruttori mondiali: vorrà dire che entro due anni sapremo chi sarà il promesso sposo di FCA?

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