Vent’anni fa

Siamo alla vigilia di una nuova stagione di Formula 1. Come di consueto si apre con il gran premio d’Australia, che si corre a Melbourne sul circuito Albert Park, un circuito cittadino che si snoda nel centro della città. Un circuito che è stato inaugurato proprio vent’anni fa, nel 1996. Ma vent’anni fa c’era anche un altro debutto, un debutto che per noi italiani era molto più importante di un nuovo circuito dall’altra parte del mondo: era il debutto in Ferrari di Michael Schumacher.

Una nuova avventura, una pagina nuova e completamente bianca su cui scrivere una nuova storia. E, col senno di poi, si può dire che fu una storia che fece la Storia, una storia che è e rimarrà impressa nelle menti di tutti quanti. Ma allora, nel 1996, la Ferrari era una squadra che proveniva da anni difficili, avari di successi e di soddisfazioni. L’arrivo di Schumacher e del direttore tecnico Ross Brawn dalla Benetton, scuderia che aveva vinto i due mondiali precedenti, aveva proprio l’obiettivo di costituire una squadra finalmente competitiva e vincente. Ma la macchina, progettata ancora da John Barnard, non era così azzeccata e soffrì di molti problemi di affidabilità, cosa che portò Schumacher a ritirarsi per un problema ai freni proprio nel gran premio inaugurale della stagione.

Fu comunque un’annata interessante. Schumacher vinse il suo primo gran premio in Ferrari in Spagna, a Barcellona, in una gara che si svolse sotto un diluvio torrenziale. Partì male, a causa di uno slittamento della frizione, ma si dimostrò subito velocissimo, molto più veloce di tutti gli altri, e costruì una rimonta davvero entusiasmante. Ottenne poi altre due vittorie, in Belgio sul circuito di Spa-Francorchamps che tanto amava, e poi in Italia, a Monza, davanti al popolo ferrarista che andò subito in visibilio per il nuovo idolo venuto dalla Germania. Era nato un amore, un amore durato dieci lunghi anni, che lo portarono a sfiorare il titolo nel 1997, nel 1998 e nel 1999, quando la Ferrari riuscì a vincere il titolo costruttori ma non quello piloti, con Schumacher che dovette saltare diverse gare per un incidente che gli procurò la frattura della gamba destra. Ma ormai era solo questione di tempo.

Alla fine arrivò l’apoteosi. Era il 2000, erano 21 anni che la Ferrari non festeggiava un titolo piloti, e quello fu l’anno dell’interruzione del digiuno, quello fu l’anno del primo titolo piloti di Schumacher in Ferrari, il suo terzo titolo personale. Ma non fu semplicemente la rottura di un digiuno, fu l’inizio di una dominazione assoluta. Schumacher e Ferrari infatti, insieme, vinsero i mondiali del 2001, del 2002, del 2003 e del 2004, portando il pilota tedesco a essere il più titolato pilota esistente, con ben 7 mondiali vinti. Addirittura nel 2002 il dominio fu così netto che la vittoria arrivò a luglio, con ben 6 gare d’anticipo sulla fine della stagione. La stagione 2005 lo vide sconfitto da Alonso, così come quella del 2006, sebbene lottò fino all’ultima gara per vincere il titolo. E quella sua ultima gara in Ferrari, a Interlagos, fu anche un suo ennesimo capolavoro, con una rimonta stratosferica: dopo una foratura si trovò ultimo a 38 secondi dal penultimo, ma in 40 giri fece ben 13 sorpassi, classificandosi alla fine quarto, con un distacco di soli 24 secondi dal vincitore della gara.

Vent’anni fa iniziava un mito, vent’anni fa iniziava uno dei sodalizi più vittoriosi della storia della Formula 1. Oggi, pensando a Schumacher bloccato in quel letto nella sua villa, dopo il terribile incidente a Meribel, mi si stringe il cuore e mi sale un groppo alla gola. Io, che al suo arrivo ero scettico verso un tedesco glaciale che veniva a prendere il posto di un caldo Jean Alesi, seppi ricredermi man mano che questo tedesco diventava sempre più umano, sempre più amato, sempre più parte integrante di quella che era una vera e propria famiglia in rosso. Vent’anni fa Schumacher si poneva l’obiettivo di riportare il titolo in Ferrari, e in 10 anni glie ne portò ben 5. Non potremo, non potrò mai dimenticare Michael Schumacher, probabilmente il pilota più forte che la Formula 1 abbia mai avuto. Forza Schumy!

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Categorie:Sport

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