Il gran rifiuto di Francesca Balzani

 

Francesca Balzani sceglie di non candidarsi. Una dei candidati alle primarie del centrosinistra a Milano, arrivata seconda, sceglie di non candidarsi alle elezioni ma di tenersi fuori, sebbene affermi allo stesso tempo di voler fare campagna per la coalizione e di voler influenzare il programma politico del candidato Beppe Sala. “Sosterrò il centrosinistra ma non mi candido. Da oggi al giorno delle elezioni mi impegnerò a fare campagna per tutti quei consiglieri comunali e di zona che ho conosciuto meglio in questi mesi. Sarò in campo dalla mattina alla sera. Voglio stare in campo con i programmi”. Queste sono alcune delle dichiarazioni che Balzani ha rilasciato in questa intervista al Corriere della Sera.

Ma cosa significa esattamente questo gran rifiuto? Per lei si era fatto un gran parlare della lista arancione, in continuità con l’eredità di Pisapia che lei stessa ha spesso sventolato come proprio tratto distintivo, e successivamente anche di una candidatura direttamente nella lista del Partito Democratico, magari come capolista. Questo anche per riconoscerle il grande risultato ottenuto alle primarie, e dare piena rappresentanza alle tante persone che l’hanno scelta e votata. Ma Balzani ha pensato che la piena rappresentanza dei suoi elettori sia fare una battaglia sulle idee, ma da fuori. Scelta curiosa, non c’è dubbio: una volta che lei non sarà in consiglio comunale, come pensa di influenzare il percorso dell’eventuale futura amministrazione Sala? Come pensa di far valere il peso del suo consenso ottenuto alle primarie se nei luoghi deputati alle scelte lei non ci sarà?

Certo, è molto onorevole e nobile il gesto che lei racconta, quello di rinunciare alla poltrona per le idee. Peccato girino molte voci che raccontano tutto molto diversamente: il gran rifiuto sarebbe conseguente al fatto che nessuna delle richieste della Balzani è stata esaudita. Voleva un progetto che la vedesse protagonista, prima di tutto con una lista trasversale al Pd ma che contenesse nomi di peso del Pd (come Boeri o Majorino o Bertolè) per poter drenare voti e contare di più a urne chiuse, poi con un adeguato supporto finanziario per poter mettere in piedi una campagna elettorale come si deve, e infine con la riconferma al ruolo di vicesindaco come contrappeso in favore della sinistra. E invece i nomi di peso del Pd hanno scelto di candidarsi nella lista del Pd, le risorse finanziarie sono limitate e il posto da vicesindaco non sarà destinato a lei. Dalle persone dell’entourage della Balzani si sono ottenute per ora timide smentite e cambi di discorso, segno che molto probabilmente questo scenario più politico e meno idealista contiene in se buona parte della verità.

Ma ci sono ulteriori aspetti da non sottovalutare. Ne scrive bene Jacopo Tondelli su Gli Stati Generali, iniziando con l’evocare quello spettro di “scissione alla ligure” che potrebbe portare in campo a Milano l’ex pm Gherardo Colombo, indicato come potenziale candidato dagli schieramenti di sinistra. Lui ha nicchiato, dicendo che non si sarebbe candidato se la Balzani fosse rimasta esplicitamente in campo per Sala: dopo il gran rifiuto, questo sarà uno scenario da tenere in considerazione, anche se cozza con le dichiarazioni della stessa Balzani di voler fare campagna per il centrosinistra. Tondelli fa intelligentemente notare anche un’altra cosa: “Programmi e poltrone, in una visione della politica matura e realistica, stanno peraltro abbracciati. Perché i pesi di una squadra decidono in maniera importante quali politiche la squadra attuerà. E, ancora più a monte, a decidere pesi, squadra e politiche, in questa lurida democrazia, sono i voti che si prendono. I consensi, maledetti loro”. Come ho detto, come pensa di pesare sulle idee qualcuno che sceglie volontariamente di stare fuori dalla squadra? Come si pensa di influenzare un consiglio comunale se in quel consiglio comunale non si ha un posto?

Proprio la questione del peso politico sembra quella più preponderante del passo indietro della Balzani. Sempre Tondelli ipotizza alcuni scenari che potrebbero avverarsi alle comunali di Milano in caso di vittoria di Sala: se la Balzani fosse candidata capolista nella lista arancione ma la lista prendesse pochi voti come potrebbe pesare realmente nella composizione della giunta? Questo spiegherebbe la richiesta di nomi di peso del Pd da candidare nella lista arancione. Se fosse invece lei direttamente a prendere poche preferenze, meno di quelle raccolte alle primarie? Rischierebbe di veder ampiamente ridimensionato il suo peso politico, con tutto ciò che ne consegue. Se invece Sala dovesse perdere, allora sia lei che la lista arancione sarebbero condannate alla più assoluta marginalità, venendo pure sbeffeggiati dalla sinistra che da subito aveva detto no a Sala. Ma c’è anche lo scenario con la Balzani candidata nella lista del Pd ma che prende meno preferenze rispetto ad altri nomi importanti come quelli di Majorino o di Maran: uno scontro diretto che potrebbe farle molto male in termini politici, rappresentando una pesante battuta d’arresto nella sua carriera.

A conti fatti, a me viene un grosso sospetto. Mi viene da pensare che la Balzani voglia puntare ad altro, mi viene da pensare che visto che le condizioni poste non sono state esaudite, la Balzani conti di preservare il suo tesoretto di consenso politico per battere cassa nel partito e chiedere un posto in Parlamento alle prossime elezioni. In prospettiva non è più Milano che la interessa, ma Roma. Questo spiegherebbe anche la scelta di non candidarsi per non rischiare di prendere meno preferenze di quelle messe in cascina alle primarie, rischiando quindi una pessima figura alle elezioni che ne offuscherebbe l’immagine. Uno spietato calcolo politico travestito da nobile scelta in favore delle idee, dei programmi. Ma come dice Tondelli è curiosa la tempistica di questa scelta basata, parole della Balzani, sulle idee del programma, proprio ora che quel programma deve essere scritto e costruito. Si dice che “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”. Alcuni altri invece, restano alla finestra per non immischiarsi troppo, per non rovinarsi troppo.

Annunci


Categorie:Politica

Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: