Sapete cos’è il Bartitsu?

 

Non so se vi è mai capitato, ma spesso quando guardo un film mi metto a fare ricerche su internet sui fatti che vengono narrati. Non al cinema ovviamente, dove sarebbe scomodo (in quel caso le ricerche le faccio dopo), ma a casa, dove spesso mi riguardo film che ho già visto per riassaporarli meglio. Soprattutto capita per film che raccontano di fatti o personaggi storici, ma anche i film più propriamente di fantasia, diciamo così, mi fanno nascere delle curiosità.

Mi è capitato di farlo l’altra sera, quando ho visto Sherlock Holmes – Gioco di Ombre. Mi sono chiesto: ma quale tecnica di combattimento userà mai Holmes per liberarsi dei suoi nemici? Sembra quasi adoperi un’arte marziale mista, che mescola cioè mosse e stili di più arti marziali diverse, oltre che qualche rudimento di pugilato. E così ho scoperto che l’arte marziale che tanto lo aiuta (e che lo salverà anche dalla morte) si chiama Bartitsu. Fu sviluppato inizialmente in Inghilterra fra il 1898 e il 1902 da Edward William Barton-Wright come metodo di autodifesa, ma sarebbe presto scomparso dalla memoria se non fosse stato citato nei libri di Sir Arthur Conan Doyle, proprio quelli che raccontano le gesta di Sherlock Holmes.

  
Ma questa citazione nei libri di Doyle non salvò quest’arte marziale da un rapido declino. Principalmente avvenne perché il jujitsu, un’altra arte marziale giapponese da cui il Bartitsu prendeva alcuni spunti, ottenne un maggiore successo e una maggiore attenzione del pubblico, e perché Barton-Wright fu un pessimo promotore della sua arte. Ma avvenne anche per un piccolo ma fondamentale errore: Doyle nei suoi libri parlò di Baritsu, e nessuno lungo tutto il novecento riuscì a ricollegare il fatto che Baritsu e Bartitsu fossero la stessa cosa. Solo negli anni novanta alcuni studiosi arrivarono a questa tesi, chiarendo definitivamente che le tecniche di combattimento di Holmes erano proprio quelle descritte nel Bartitsu. Oggi esistono alcuni club, specialmente in Inghilterra, dove si tramanda questa disciplina e dove si tengono alcuni corsi per impararla. Esiste anche un sito internet dove si può trovare un volumetto (in formato pdf) che racconta tutto di quest’arte marziale, e dove vengono spiegate le mosse e le tecniche da utilizzare.

Barton-Wright fu praticamente un pioniere. Fu tra i primi a mischiare arti marziali asiatiche con quelle europee, fu il primo a promuovere combattimenti di arti marziali miste, dove campioni di diverse discipline di incontravano in regolari incontri. Tutte cose in anticipo di decenni sulla loro effettiva diffusione e sul loro successo. Dopo il rapido declino restarono soltanto gli articoli che lo stesso Barton-Wright scrisse per il Pearson’s Magazine, e nulla di più. Solo dopo il 1990 questa tecnica è stata riscoperta e ha potuto godere negli anni duemila di una rinnovata fama, aumentata proprio dai due film su Sherlock Holmes interpretati da Robert Downey jr. In Italia risultava esserci un sito che raccoglieva l’attività promozionale di alcuni club che portavano in giro dimostrazioni di questa arte. Oggi il sito (bartitsu.it) risulta inaccessibile, quindi è difficile dire se qui da noi ci sia ancora qualcuno che porti avanti la diffusione di questa disciplina. Il che è un peccato: speriamo non debba di nuovo scomparire per altri cento anni.

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Categorie:Attualità

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