Una vittoria risicata e diverse polemiche: finiscono così le primarie di Milano

 

Finalmente le “primarie più belle d’Italia” sono finite, che se ci fosse stata un’altra settimana di campagna elettorale non so come sarebbe andata. Non so come sarebbe andata a Beppe Sala, che con 25.600 preferenze pari a circa il 42% dei voti vince queste primarie ma non le stravince come qualcuno si aspettava. Doveva essere il candidato forte, tutti lo aspettavano con percentuali attorno o oltre il 50%, e invece si è fatto mangiare un po’ di terreno dagli avversari. Non so come sarebbe andata a Francesca Balzani, che con 20.516 preferenze ottiene circa il 34% dei voti, in una campagna condotta all’attacco e all’inseguimento che si è conclusa a pochi passi dal riuscire nel sorpasso a Sala. Non so come sarebbe andata a Pierfrancesco Majorino, che con 13.916 preferenze pari a circa il 23% dei voti dimostra come i sondaggi lo stimassero meno di quello che invece ha raccolto.

Immancabili le polemiche dell’ultimo secondo e quelle sul voto. Per la prima ci ha pensato la Balzani con una polemica a poche ore dalla chiusura delle votazioni, una specie di mossa della disperazione per racimolare voti. In sostanza, dice Balzani, “Chi può dire cosa sia e cosa non sia vera continuità è soltanto Pisapia, quello che ha scelto e nominato tutti i componenti della squadra”. Si rinfaccia il fatto che anche gli altri candidati abbiano detto di porsi in continuità con l’operato della giunta Pisapia, sottolineando come Sala non ne facesse parte, e che neanche Majorino doveva essere dentro la giunta. Scrive nei commenti lo staff della Balzani: “Majorino è stato chiamato a lavorare nonostante si fosse inizialmente opposto con decisione alla candidatura di Pisapia. Quando quest’ultimo ha annunciato la non ricandidatura si è autocandidato contro il parere del sindaco e di tutti gli altri assessori. Questo è quanto”. Polemica ripresa subito dai sostenitori della Balzani che sono arrivati a parlare di “miracolati” per indicare gli assessori scelti da Pisapia, anche se bollare come miracolato uno come Pierfrancesco Maran, ad esempio, che alle elezioni del 2011 raccolse 3.612 preferenze, mi sembra un po’ fuori dal mondo.

Sul voto e sui risultati, già mentre avveniva lo spoglio, si sono poi innestate le altre polemiche. A partire dai cinesi che sono andati a votare: Sala, in maniera molto scaltra, nei giorni passati ha incontrato pubblicamente le loro comunità chiedendo loro sostegno, che poi puntualmente è arrivato. Tra l’altro gli organizzatori delle primarie parlano di una percentuale di stranieri al voto pari a una forbice compresa fra il 3 e il 4%: stranieri, non solo cinesi. Infatti, come riporta La Stampa, non ci sono stati solo i cinesi a votare:“Molti residenti a Milano di origine sudamericana, invece, si sono schierati a favore di Pierfrancesco Majorino, creando anche dei gruppi Facebook a favore dell’assessore al Welfare della giunta Pisapia, che ha svolto molte attività con le comunità straniere a Milano. Francesca Balzani, invece, ha incontrato diverse volte la comunità cingalese e quella rumena. Non saranno tuttavia i voti degli stranieri che vivono e lavorano a Milano a spostare l’esito del voto”. Dover polemizzare su questo parlando di voto falsato è abbastanza puerile, soprattutto per uno schieramento politico che dovrebbe fare dell’inclusività uno dei suoi valori base.

Altra polemica è nata dal mancato accordo fra Balzani e Majorino. Nei giorni scorsi in molti hanno chiesto a Majorino di ritirarsi e convergere sulla candidatura della Balzani per non spaccare il fronte della sinistra e battere Sala, ma coerentemente con la sue scelte l’assessore al welfare ha scelto di proseguire sulla sua strada. La stessa Balzani, ieri sera, si diceva “Sono molto rammaricata. Fino all’ultimo giorno ho continuato a ripetergli che la porta era aperta, che avrei voluto con lui un progetto comune, ma a me continua a sfuggire perché dovesse essere proprio Majorino a dover fare un passo indietro, se proprio ci teneva all’unità della sinistra. Alcuni dicono perché lei sarebbe stata più brava nel ruolo di sindaco, cosa tutta da dimostrare, o perché aveva più voti, cosa che è oggettivamente vera, ottenuti però grazie agli appoggi pesanti di Pisapia e Boeri. Addirittura c’è stato chi come il consigliere Monguzzi, a scrutinio in corso, ha proposto di “Chiedere il ballottaggio, visti i risultati”: praticamente una richiesta di cambiare le regole a gioco praticamente concluso. Certo, ci sarebbe poi da sottolineare come in politica la matematica non valga, per cui è altamente improbabile che sommando il 34% della Balzani e il 23% di Majorino si sarebbe ottenuto il 57% dei voti, ma questo importa poco a chi preferisce fantasticare a posteriori.

  
 Qualcuno prova poi a fare polemica sull’affluenza. In queste primarie hanno votato 60.900 persone, in risultato niente male considerando anche la giornata di brutto tempo. Ovviamente fanno notare il calo rispetto alle primarie cittadine del 2010, quando vinse Pisapia, in cui andarono a votare 67.499 persone. Ma, a onor di cronaca, si deve anche sottolineare che pure nel 2010 si polemizzava sull’affluenza data in calo rispetto a quelle del 2006, quando i votanti alle primarie furono circa 82.000. Anche le primarie, come del resto le elezioni (sia amministrative che politiche), scontano quella disaffezione alla politica che ha allontanato molte persone e che non ha saputo attrarre i giovani. Un problema sottolineato anche da Pietro Bussolati, segretario metropolitano della città di Milano, che ha affermato come sia prioritario riportare i giovani a interessarsi della cosa pubblica.

Interessanti comunque le dichiarazioni ufficiali date ieri sera, mentre erano tutti al teatro Elfo Puccini durante l’annuncio dei risultati ufficiali. Giuliano Pisapia dice che “Ha vinto Sala, e ha vinto bene. Il sindaco, come gli altri candidati, sosterrà Sala”, di fatto provando a stroncare ogni potenziale ulteriore polemica sui risultati. Majorino dice che “Da domani si dovrà stare tutti uniti a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra, Beppe Sala”, e anche Balzani dice “Faccio i miei complimenti a Beppe Sala che ha fatto certamente un buon risultato. Spero di vederlo quanto prima per iniziare a ragionare insieme con lui per come arrivare insieme vittoriosi alla sfida di giugno”. Anche Sala dice “Non disperdiamo le energie. Lavoriamo assieme”. Insomma, a parole ripetono tutti il mantra portato avanti durante le primarie, ovvero che tutti rimarranno uniti con lealtà: del resto questo era anche sottolineato dal documento firmato dalle forze politiche che hanno partecipato a queste primarie, ovvero di sostenere poi lealmente il candidato vincitore, chiunque esso sia. Ma già qualcuno prova a smarcarsi, a guardare altrove.

Chiudo sposando l’analisi di Jacopo Tondelli. Un’analisi dove si parla correttamente della vittoria fragile di Sala e del disastro strategico di Pisapia: soprattutto Pisapia esce molto male, cosa sottolineata dallo scarso valore con cui è stato accolto ieri sera all’Elfo. Queste primarie lasciano sul terreno molti più cocci rotti di quelli che si potevano preventivare, e riunirli tutti assopendo i vari rancori sarà compito non facile per il neo candidato sindaco Beppe Sala. Vedremo nei prossimi mesi se e come sarà in grado di farlo. Mi resta ancora da capire poi a quale risultato puntasse Pisapia quando ha scelto di lanciare la candidatura della Balzani, di fatto sdoppiando le candidature di sinistra contro Sala e favorendo di fatto l’ex manager di Expo. Ma anche questo, forse, lo capiremo nei prossimi mesi.

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Categorie:Politica

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