NonRecensione – 97: Sopravvissuto – The Martian

Lo so, di solito scrivo dei film che vado a vedere al cinema, ma questo è uno di quelli che avrei voluto ardentemente andare a vedere. Per varie ragioni poi non sono riuscito ad andare al cinema, e quindi ho recuperato guardandolo ora, anche perché i film che riguardano lo spazio mi attirano sempre molto. Intanto, i voti: Comingsoon gli assegna un 3/5; Mymovies un 3,37/5; Imdb un 8,1/10.

Il film racconta di una missione umana su Marte, la Ares 3, che viene improvvisamente abortita a causa di una gigantesca tempesta che sta per abbattersi sulla piccola base dove alloggiano gli astronauti. Ma mentre stanno dirigendosi verso la navicella per ripartire, uno di loro viene colpito da un detrito: i sensori che controllano le sue funzioni vitali si rompono e lo danno per morto, comunicando come nella sua tuta spaziale ci fosse uno strappo. Ma questo astronauta, il botanico Watney, riesce invece a sopravvivere. Inizierà allora a cercare un modo per comunicare con la Nasa e a coltivare delle patate per sfamarsi nell’attesa della prossima missione che arriverà solo 4 anni dopo. Nel frattempo la Nasa proverà a mandargli una navicella con del cibo, ma la missione fallita a causa dello scoppio del missile poco dopo il suo decollo. Sarà allora che gli agli astronauti di ritorno da Marte decideranno di tornare indietro per provare a salvarlo.

È un vero e proprio racconto di un’odissea umana, di una sfida con se stessi che porta il protagonista oltre ogni suo limite. È un film di fantascienza che racchiude in se stesso una grandissima dose di scienza, tanto che molti esperti hanno tranquillamente affermato come l’accuratezza scientifica sia molto alta, a parte alcuni dettagli come la forza dei venti della tempesta su Marte che non raggiungono i picchi mostrati nel film. Un film così realistico da non spingersi neanche troppo lontano rispetto a dove siamo tecnicamente oggi, tanto che alcune soluzioni tecniche mostrate nel film (il sistema usato da Watney per produrre acqua o il generatore elettrico a radioisotopi) sono realmente allo studio della Nasa per le future missioni spaziali. Missioni che verranno realizzate tramite la Capsula Orion, di cui sta procedendo la sperimentazione, che verrà spedito in orbita da un nuovo missile chiamato Space Launch System, entrambi (cosa curiosa) nati dalle ceneri del defunto Programma Constellation che denominava i futuri missili come Ares. Altra cosa curiosa è il fatto che è Matt Damon a interpretare il botanico Watney, il disperso su Marte, dopo che aveva già interpretato il soldato disperso in “Salvate il soldato Ryan” e uno degli scienziati dispersi su un pianeta sconosciuto in “Interstellar”.

Bravissimi tutti gli attori del cast: Matt Damon è Mark Watney, il botanico disperso su Marte; Jessica Chastain è Melissa Lewis, il comandante della missione Ares 3; Kristen Wiig è Annie Montrose, responsabile della comunicazione della Nasa; Jeff Daniels è Teddy Sanders, direttore della Nasa; Mackenzie Davis è Mindy Park, addetta al centro di controllo Nasa, la prima persona che si accorge che Watney potrebbe essere vivo; Kate Mara è Beth Johanssen, uno degli astronauti della missione Ares 3; Sean Bean è Mitch Henderson, direttore di volo della missione Ares 3; Sebastian Stan è Chris Beck, altro astronauta della missione Ares 3; Chiwetel Ejiofor è Venkat Kapoor, dirigente Nasa che si occuperà delle missioni di salvataggio e comunicherà con Watney; Donald Glover è Rich Purnell, l’astrofisico che ideerà il piano per portare indietro gli altri astronauti per salvare Watney; Michael Peña è Rick Martinez, astronauta della missione Ares 3; Aksel Hennie è Alex Vogel, astronauta della missione Ares 3.

La regia è di un Ridley Scott in grande spolvero, dato che ha confezionato uno dei film più belli degli ultimi tempi, e a dimostrarlo ci sono i premi ai Golden Globes ai National Noard of Review Awards, oltre che alle candidature agli Oscar, ai British Academy Filw Award, ai Critics’ Choice Movie Awards, e via dicendo. Piccola nota per l’italiano Pietro Scalia, due volte vincitore di un Oscar, che ha curato il montaggio di questo film. Il mio voto finale è un rotondo 9/10, col consiglio di non perdervelo assolutamente.

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