Le primarie più belle d’Italia (si fa per dire)

Giuliano Pisapia lo promise mesi fa: quelle del centrosinistra a Milano sarebbero state le primarie più belle d’Italia. Ma al di là del rivelarsi belle (insomma) e giustamente combattute, stanno offrendo anche diversi piccoli colpi di scena degni di un thriller che troverà la sua soluzione il 6 e 7 Febbraio, quando saranno i cittadini col loro voto a scegliere quello che sarà il candidato sindaco del centrosinistra. I protagonisti, i candidati, sono quattro: Beppe Sala, il favoritissimo appoggiato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e da buona parte del Pd milanese; Francesca Balzani, la candidata di Pisapia che raccoglie dietro di se tutta la cosiddetta sinistra da salotto milanese; Pierfrancesco Majorino, il terzo incomodo partito per primo l’estate scorsa e appoggiato da buona parte degli ambienti sociali e dai giovani del Pd; Antonio Iannetta, l’outsider senza grosse speranza di vittoria ma con una grande carica di energia.

Domenica 31 gennaio c’è stato un nuovo confronto fra tutti i candidati, ad una settimana dalle votazioni. Un confronto in cui si arriva dopo una lunga serie di polemiche che hanno riscaldato un po’ l’ambiente: si va dagli attacchi a Sala per il bilancio ancora non pubblicato di Expo alla sua idea di riaprire i Navigli, passando poi per le polemiche nate dall’idea della Balzani di rendere gratuiti tutti i mezzi pubblici di superficie e arrivando alle velate accuse mosse a Majorino di restare in campo solo per danneggiare la Balzani. Insomma, come diceva Pisapia saranno pure le primarie più belle d’Italia ma sotto i tanti sorrisi e le calorose strette di mano volano parecchi coltelli. Quello di domenica poi mi è parso un dibattito peggiore del primo confronto a quattro avvenuto una decina di giorni fa: molte risposte piccate, parecchie imprecisioni e tante risposte evasive. Soprattutto è mancato un po’ a tutti il parlare di idee in modo concreto: si è parlato poco di lavoro, di sicurezza, del verde, dello sport, ma in generale non si è mai entrati nel dettaglio di come ogni candidato vuole, praticamente, dare corpo alle proprie linee guida. Sala che continua evasivamente a dire che i fondi li trova lui perché è lui, la Balzani che risponde che i fondi per la gratuità dei mezzi si trovano e non esistono norme che le possano impedire di farlo (ma vedremo più avanti come non è esattamente vero), Majorino che da per scontato come Inter e Milan vogliano comprarsi lo stadio di San Siro ma che così scontato proprio non è. Probabilmente un po’ tutti iniziano a sentire la pressione e la tensione di questa ultima settimana di campagna.

La sensazione che quest’ultimo dibattito sia stata un po’ un’occasione persa non è soltanto mia. Soprattutto continua a mancare una reale visione di quello che dovrà essere la futura Città Metropolitana, qualcosa con cui il futuro sindaco dovrà misurarsi e averci a che fare, qualcosa che potrebbe trasformarsi in un’incredibile opportunità di crescita, oppure in un gigantesco problema capace di affossare qualsiasi amministrazione. Mi conforta anche non essere l’unico a rilevare come la Balzani stia cercando costantemente di dare il peggio di se. Soprattutto per l’insistenza con la quale continua a cercare Majorino e a ricordare come lei ci tenga tantissimo all’unità del centrosinistra e alla continuità con l’esperienza di Pisapia. E proprio per questi motivi chiede, ormai non più velatamente, che Majorino faccia un passo indietro e la sostenga contro Sala: lei in cambio, con gesto quasi magnanimo, gli concederebbe il ruolo di vicesindaco. Atteggiamento che si ritrasmette nei sostenitori della Balzani, che indicano Majorino come una specie di traditore, di problema, di cretino che consegnerà il centrosinistra nelle mani di un estraneo. Insomma, trattano Majorino con estrema sufficienza e superiorità, cosa che ovviamente genera parecchio fastidio nei sostenitori dell’assessore al welfare che rispondono a tono. Per altro, se davvero la Balzani ci tiene così tanto all’unità del centrosinistra, non capisco perché il beau geste di fare un passo indietro non possa farlo direttamene lei in favore di Majorino. Dicono che lei abbia più esperienza, sia più preparata. Mah. Comunque l’estraneo citato prima sarebbe Beppe Sala. Curioso, tra l’altro, come la Balzani sia sostenuta anche da Stefano Boeri, quello stesso Boeri che durante le primarie del 2010 contro Pisapia veniva tacciato di essere un “corpo estraneo alla sinistra”: praticamente la stessa accusa oggi rivolta a Sala.

Ma vediamo un po’ come sono messi i candidati all’ultima settimana, e iniziamo da Beppe Sala. Il tasto di Expo è e sarà ancora una ferita aperta su cui dovrà imparare ad abbozzare: non è possibile che risponda in modo stizzito a chiunque gli chieda conto dei bilanci, per sapere se Expo ha chiuso in attivo o in passivo. Facendo così mostra eccessivamente il fianco, dando fiato a chi insinua che il bilancio definitivo sarà in rosso. Lo ha fatto durante entrambi i confronti a quattro, attirandosi per altri anche i fischi di qualcuno. Esagera poi nel suo volersi mostrare di sinistra, quando probabilmente potrebbe ottenere di più semplicemente mostrandosi per quello che è, ovvero il bravo manager che è sempre stato. Sforzarsi di apparire per quello che non è rischia inoltre di attirargli ulteriori antipatie anche fra gli elettori di queste primarie, che successivamente potrebbero scegliere di non sostenerlo nel caso fosse lui il candidato vincitore. I sondaggi lo danno sempre come favorito assoluto con circa il 50% delle preferenze, anche se nulla è già scritto e i suoi avversari potrebbero farsi sotto nell’ultima settimana di campagna elettorale. Ricordiamo tutti come alle primarie del 2010 il favorito era il candidato ufficiale del Pd Stefano Boeri, che invece perse contro il futuro sindaco Giuliano Pisapia, candidato da Sel e dai partiti di sinistra.

C’è poi Francesca Balzani, l’attuale assessore al bilancio e vicesindaco di Milano. Ha polemizzato molto con Sala riguardo all’idea di riaprire i Navigli, dicendosi stupita di come nessuno lo abbia criticato per questa idea quasi folle. Probabilmente ha poca memoria per ricordare come l’idea della riapertura dei Navigli nasce prima della candidatura di Sala e di come sia già stata discussa addirittura dall’attuale giunta milanese, che per voce l’allora vicesindaco Ada Lucia De Cesaris disse che si sarebbe presto aperto un tavolo di confronto per cercare fra i privati eventuali finanziatori necessari a realizzare l’opera. In compenso Balzani propone la gratuità dimezzi pubblici di superficie, ma come rileva Jacopo Tondelli (uno che ha uno sguardo lungo e una buona capacità di analisi per le cose milanesi) questa proposta si scontra con delle leggi che lo vieterebbero: un vero boomerang per una come la Balzani, assessore al bilancio, che certe cose dovrebbe saperle molto bene. Del resto, poi, se davvero lei fa questa proposta per incrementare l’uso dei mezzi pubblici anche in un’ottica di lotta allo smog, meglio sarebbe pensare a estendere maggiormente i mezzi pubblici nella Città Metropolitana, in modo da intercettare ancora più pendolari che ancora oggi arrivano in città in auto. Nota curiosa: come già accennato, oggi questa candidatura raggruppa sia Pisapia che Boeri, i due sfidanti delle scorse primarie, i due acerrimi nemici che hanno dimostrato a più riprese di non sopportarsi. Il primo che cerca di indicare nella Balzani la prosecutrice della sua “onda arancione” (sebbene quasi tutti gli assessori dell’attuale giunta parteggio per Sala), il secondo che le porta in dote una parte dei salotti buoni di Milano, soprattutto quelli della sinistra del centro.

Majorino nel frattempo continua a organizzare eventi in giro per la città, a girarla quartiere per quartiere. Raccoglie molto consenso nelle associazioni e nel terzo settore, i suoi ambiti dato che è assessore al welfare, e seppure non sia destinatario di grandi polemiche non si risparmia nel lanciare frecciate agli altri candidati. Continua a incalzare Sala sui conti di Expo e sull’eredità che potrà lasciare l’esposizione universale, ma non rinuncia ad ribattere anche alla Balzani, con la vicesindaco che continua a cercare degli appigli per far si che dalle loro candidature ne nasca una sola. Ovviamente come detto la Balzani e i suoi sostenitori vorrebbero che fosse Majorino a fare un passo indietro, pretesa abbastanza curiosa per chi in estate si diceva felice per la candidatura dell’assessore al welfare. Majorino che non risparmia attacchi alla Balzani anche su argomenti su cui l’assessore al bilancio dovrebbe essere preparato, ricordando come venisse da lei la proposta di aumentare l’abbonamento ATM per i pensionati e come fosse stata lei a scegliere di tagliare 20 milioni al welfare nel 2013: due colpi pesanti che potrebbero lasciare il segno.

Infine Antonio Iannetta, quello che alcuni definiscono come “l’oggetto non identificato” di queste primarie. Nel dibattito a quattro ha puntato molto sulla simpatia, mischiando l’esposizione delle sue idee con battute calibrate alla bisogna, ma anche così facendo continua a restare ai margini della competizione, senza alcun appoggio e senza alcuna area di peso che lo sponsorizzi. Una candidatura più di bandiera, potremmo dire, che mantiene comunque la propria dignità e che ha il diritto di potersela giocare fino in fondo.

Ma queste primarie sanno anche essere divertenti. Prendete l’endorsement che Giuliano Pisapia ha fatto per la Balzani, con la candidata sindaco che ha difeso a spada tratta la possibilità del sindaco uscente di fare una scelta di campo. Nessuno ovviamente lo vieta, ognuno è libero di potersi esprimere come vuole e di compiere le scelte che ritiene più opportune, ma è altrettanto vero che questa scelta determina un grosso problema di coerenza, la stessa che i supporter della Balzani rinfacciano a Sala quando affermava di non essere interessato a fare politica. Come ha rilevato qualcuno su Gli Stati Generali la Balzani era la stessa che stigmatizzava l’operato dell’allora uscente governatore della Liguria Claudio Burlando, che scelse e lanciò la candidatura di Raffaella Paita alle successive elezioni regionali. ”È caduto nella condizione di potersi scegliere il successore” diceva, esattamente come ha fatto Pisapia scegliendola come candidata e appoggiandone il voto. Senza contare ovviamente di quando Pisapia diceva che alle primarie non avrebbe sostenuto nessun candidato, promessa tradita nel giro di pochi mesi. Gad Lerner, altro sponsor della Balzani, ha sostenuto che non esistesse nessuna prova di questa posizione di Pisapia, ma di fronte a un video in cui è proprio Pisapia in prima persona a dirlo quella difesa assume sempre più i contorni di un nuovo boomerang per la Balzani.

Abbastanza curiosa anche la posizione di Sel. Quando fu presentata la candidatura di Pierfrancesco Majorino il partito di Vendola lo appoggiò con entusiasmo, iniziando concretamente a fare campagna elettorale per lui e garantendogli un appoggio leale contro Sala, allora non ancora ufficialmente candidato. Del resto il manager di Expo era ed è ancora visto come un corpo estraneo dalla sinistra milanese, mentre Majorino invece si rifà apertamente a Ken Livingstone, sindaco di Londra dal 2000 al 2008 e soprannominato Ken il Rosso per le sue idee orientate a sinistra. Una candidatura perfetta per Sel, almeno finché non è arrivata in campo la Balzani, spinta da Pisapia, cosa che ha portato a una secca spaccatura di Sel: buona parte della base continua a seguire Majorino, quasi tutta la segreteria cittadina invece appoggia la Balzani. Un voltafaccia che non fa molto onore ai dirigenti locali del partito, relegandolo ad un ruolo marginale in questa sfida politica.

A margine si muove il mondo liberale e imprenditoriale milanese. Un mondo che ha firmato una specie di appello in cui si invitano i candidati a mostrare la propria visione d’insieme della città, in cui si mette nero su bianco la soddisfazione per la candidatura di Beppe Sala. E questo ha generato un po’ di malumori in quelli che vorrebbero essere i nuovi alfieri del liberismo italiano, ovvero i componenti di Italia Unica, che candidano il loro leader Corrado Passera come prossimo sindaco di Milano. Passera che al momento ha impostato tutta la sua campagna contro la sinistra, anche perché il centrodestra a Milano è al momento evanescente non avendo presentato per ora nessun candidato. L’appoggio dei liberali potrebbe comunque essere utile a Sala per puntellassi maggiormente sul fronte imprenditoriale e per allargasi anche sul fronte civico, mettendo definitivamente le ali alla propria candidatura.

In tutto questo ciò che resta davvero sullo sfondo sono le idee. L’insieme di visioni e idee che costituiscono la Milano che ogni candidato vuole costruire resta pressoché sconosciuta alla maggioranza delle persone, che si ritrovano coi candidati maggiormente impegnati a battibeccare o a giustificare la concretezza della “proposta shock” di ognuno. Per Sala e Balzani ho già detto, uno è per riaprire i Navigli e l’altra per rendere i mezzi pubblici di superficie gratuiti, Majorino invece punta a creare il primo reddito comunale di cittadinanza. A questo proposito la Balzani ha praticamente snobbato l’idea, affermando che le sembra più un’idea di carattere europeo e non cittadino, parlandone con un po’ di sufficienza. Praticamente ognuno dei tre candidati maggiori bolla come irrealizzabile l’idea dell’altro, rivendicando invece come concreta e solida la propria, una specie di fantastico girotondo dove l’unico obiettivo non è dialogare e confrontarsi ma soltanto cercare di screditare l’altro.

Comunque sia, siamo alla volata finale. Sabato prossimo inizieranno le votazioni e domenica sera sapremo chi rappresenterà il centrosinistra a Milano, quel centrosinistra che deve farsi carico del compito di proseguire nel solco di quella che molti considerano una buona amministrazione. Probabilmente le polemiche aumenteranno, il dibattito di domenica sta proprio lì a dimostrare come il nervosismo sia salito e come il livello degli attacchi stia salendo. Non resta che mettersi comodi e godersi l’ultimo giro di giostra: le primarie più belle d’Italia lasceranno presto il campo a una delle sfide elettorali più importante per Matteo Renzi e per il Pd. Chissà che non rivelino qualche succosa sorpresa.

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Categorie:Politica

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