I tre (anomali) giorni della merla

Gli ultimi tre giorni di Gennaio sono tradizionalmente detti i “giorni della merla”, quelli considerati come i giorni più freddi dell’anno. Eppure, a guardare le medie delle temperature di questo inverno a Milano, mi viene quasi da ridere nel pensare a questa tradizione. Un inverno insolitamente mite, a tratti quasi con temperature primaverili, che hanno influito negativamente anche sulla qualità dell’aria portando al blocco del traffico fra Natale e Capodanno, rischio che in città come Milano si corre ancora, visto che l’alta pressione continua a mantenere il bel tempo e l’assenza di vento.

Colpa probabilmente di eventi come El Niño. Il NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration, rilevò l’inizio di questo fenomeno nella seconda metà del 2014, riverberando i suoi effetti a tutto il 2015, cosa che possiamo ben ricordare nella scorsa torrida estate in cui i termometri sono spesso schizzati a temperature prossime ai 40 gradi. E secondo i climatologi proprio questo fenomeno, questa anomalia, ha esteso i suoi effetti anche a questo periodo invernale. E qui veniamo ai famosi tre giorni della merla, quelli che dovrebbero essere i più freddi dell’anno. Ecco le previsione per una città come Milano, prese dal sito di 3B Meteo:

Temperature prettamente primaverili, da inizio Marzo. Non assolutamente temperature invernali, tantomeno temperature compatibili con quelli che dovrebbero essere giorni freddi e rigidi. Nella Pianura Padana, ma anche a Milano, a Gennaio non era strano assistere a molte gelate notturne o anche a delle nevicate, basti ricordare che quella conosciuta come la “nevicata del secolo” accaduta nel 1985 avvenne fra il 13 e il 17 gennaio. Allora le anomalie termiche portarono ad avere delle temperature estremamente rigide, con temperature che in pianura toccavano anche punte di -15 e -20 gradi centigradi, a cui per assurdo facevano da contraltare le temperature insolitamente miti in Groenlandia in cui la minima non scendeva sotto lo zero e la massima si attestava quasi sui 10 gradi.

Viene da pensare alla Conferenza sul Clima svoltasi a Parigi il mese scorso, ai nuovi appelli a muoversi per salvare il nostro pianeta. Certamente queste condizioni, come detto, sono frutto di anomalie particolari e cicliche che non sono generate dall’inquinamento, ma che grazie ad esso possono aumentare il loro impatto. Il tema del riscaldamento globale è un tema da non sottovalutare, e lo possiamo notare ogni giorno di questo tiepido inverno: temperature così sballate incidono negativamente sul nostri ecosistema, aumentano il rischio di concentrazione dell’inquinamento, che deve essere diminuito, porta a gravi squilibri che alterano il normale ciclo delle stagioni. Abbiamo visto come qui le temperature siano molto più alte rispetto alle medie del periodo, allo stesso tempo in Inghilterra abbiamo visto una situazione che ha presentato insolite e abbondanti piogge che hanno dato luogo a numerose esondazioni, creando non pochi problemi e danni. Fra Natale e Capodanno gli sfollati si contavano a centinaia, quelle alluvioni sono state considerate come le peggiori degli ultimi 70 anni.

Come ha detto qualcuno quest’anno, più che i giorni della merla, questi giorni di fine Gennaio dovrebbero essere considerati come i giorni della rondine. Una specie di primavera molto anticipata, che potrebbe addirittura far presagire ad una nuova estate torrida, anche se è ancora molto presto per fare qualsiasi seria previsione per i prossimi mesi estivi. Resta che questi giorni funzionano come fortissimo monito verso l’esigenza di fare qualcosa per diminuire l’inquinamento, per provare a riequilibrare quanto più possibile certi squilibri, consci del fatto che alcuni non dipendono dall’uomo ma presentano effetti sempre più estremi anche a causa dell’opera inquinante dell’uomo. Gli equilibri sono davvero delicati e dovremmo fare il possibile per preservarli, altrimenti oltre a dover dare l’addio a certe stagioni, rischiamo di dover dire addio anche a certe tradizioni.

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Categorie:Riflessioni

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