Polemiche e pettegolezzi sulle primarie di Milano

Il 7 febbraio a Milano il centrosinistra andrà a votare alle primarie per scegliere il proprio candidato sindaco. Finalmente dopo mesi di battibecchi, mezze parole, promesse, discese in campo e accuse incrociate, ci sarà la votazione che sancirà chi dovrà portarsi sulle spalle il gravoso compito di portare avanti l’esperienza di governo della giunta Pisapia. Il post sopra della Balzani è quello che credo debba essere l’essenza di queste primarie: aperte, combattute, primarie vere e contese come dice bene Cristiana Alicata, con l’obiettivo finale di cementare ulteriormente lo schieramento di centrosinistra.

Ma non tutto è esattamente rose e fiori. Intanto facciamo una brevissima analisi degli schieramenti: con Pierfrancesco Majorino c’è una parte dell’ala sinistra della coalizione e una (piccola) parte del Partito Democratico; con Francesca Balzani c’è l’altra parte dell’ala sinistra della coalizione e parte del Partito Democratico, compresa quella parte di società civile che formò la cosiddetta “onda arancione” di Pisapia; con Giuseppe Sala c’è invece una parte consistente del Partito Democratico e un’ampia ed eterogenea fetta di società civile. Tre candidature che sembrano non avere tanto in comune, ognuna più orientata verso un determinato campo, cosa che può apparire che utile per attrarre più persone possibile. Tra l’altro sia la Balzani che Majorino si descrivono come “ideali prosecutori dell’esperienza Pisapia”, generando un po’ di confusione fra quanti vorrebbero sapere chi dei due dovrebbe essere il “delfino” di Giuliano Pisapia. Ammesso ce ne sia uno.

Tutto sembra molto solido, ma polemiche e pettegolezzi non mancano. Iniziamo col parlare della polemica scaturita dal confronto a due fra Majorino e Sala che si terrà venerdì 8 gennaio allo Spazio Cinema Anteo, che vede esclusa la Balzani: qualcuno è addirittura arrivato a ipotizzare un inciucio fra Majorino e Sala. Ciò comporterebbe che il secondo, una volta vinte le primarie, imbarcherebbe con se Majorino per poter poi dire di esser appoggiato anche dalla sinistra. Majorino diverrebbe quindi il mezzo per togliere voti a sinistra alla Balzani, favorendo la vittoria di Sala. Ragionamento articolato e leggermente assurdo, se si pensa a tutte le dichiarazioni di Majorino, al suo impegno iniziato fin dalla scorsa estate, alla dedizione che sta mettendo nella sua campagna elettorale.

Altra polemica, lo scambio di battute fra Maran e Balzani. Il primo, uno degli assessori della giunta Pisapia e sostenitore di Sala, ha detto che la Balzani non è una di loro, provocando la risposta dell’attuale vicesindaca che ha bollato quelle parole come infantili e irreali. Uno scontro tutto interno alla “giunta arancione”, che mette in mostra alcune crepe in quel progetto che ha preso il via con la vittoria alle scorse primarie di Giuliano Pisapia. L’attuale sindaco di Milano si chiama fuori non prendendo ufficialmente posizione per nessuno, ma non si può dimenticare come la candidatura della Balzani sia partita da lui, sia stata preparata e lanciata da lui: fu infatti Pisapia e portare la Balzani a Roma per presentarla a Renzi come candidata alle primarie.

Poi ci sono alcune cose discretamente curiose. Inizio col mostrarvi due locandine di due eventi che si terranno questa settimana:

Giovedì 7 Sala interverrà all’evento “Milano continua così! Cinque anni di lavoro insieme. L’impegno continua”, che vedrà riunite diverse persone che appoggiano la sua candidatura. Curioso, tra l’altro, che si pongano come legittimi successori dell’esperienza arancione di Pisapia: ma Sala non era quello orientato verso il centro? Oltre al già citato Maran ci saranno Chiara Bisconti, Marco Granelli, Cristina Tajani, Daniela Benelli, Franco D’Alfonso e Ada Lucia de Cesaris, la ex vicesindaco che ha mollato la giunta la scorsa estate. Quella stessa De Cesaris già pizzicata a dicembre a pranzo con Sala, sostenuto praticamente da quasi tutta la giunta Pisapia. Eppure la stessa De Cesaris aveva annunciato di essere pronta a candidarsi se Majorino fosse stato costretto al ritiro, anche se da più parti questa eventualità sarebbe vista più come azione per indebolire la Balzani che come vera sfida per diventare la candidata sindaco.

Sabato 9 invece sarà il turno della Balzani, nell’evento “Francesca Balzani incontra Milano”. Nota curiosa, sia l’evento di Sala che quello della Balzani si svolgeranno al Teatro Elfo Puccini di Corso Buenos Aires. Un appuntamento a cui la Balzani arriva forte di un grosso appello firmato da molte personalità a supporto della sua candidatura: fra gli altri (tutti i nomi potete leggerli qui) ci sono Bice Biagi, Natalia Aspesi, Giulia Maria Crespi, Nando Dalla Chiesa, Francesco Giavazzi, Paolo Hutter, Paolo Limonta, Gad Lerner, Massimo Mucchetti, Valerio Onida, Benedetta Tobagi e Stefano Boeri, il grande avversario di Pisapia alle precedenti primarie. Insomma, la Balzani si ritrova dietro tutto il salotto buono della cosiddetta “sinistra radical chic meneghina”, quella che anni fa sosteneva proprio Boeri in contrapposizione a Giuliano Pisapia. Un cortocircuito interessante che aggiunge un tocco di imprevedibilità negli schieramenti di queste primarie.

Ciò che è innegabile è che questa settimana sarà importantissima per il centrosinistra a Milano (e non solo). Tra il confronto a due fra Sala e Majorino e gli incontri pubblici di Balzani e Sala, molte cose verranno meglio definite e le figure dei candidati verranno meglio delineate. Majorino al momento non ha in programma grandi incontri pubblici, dovrebbe tenere uno il 23 gennaio dove esporrà il suo programma per Milano. E sarà proprio sui programmi che si misureranno le visioni differenti e distinte dei tre candidati, tre soluzioni apparentemente simili ma che in realtà celano approcci diametralmente opposti. Insomma, manca poco più di un mese alle primarie e da questa settimana si inizierà a fare sul serio: ci saranno i primi confronti e si esporranno nel concreto le prime idee, le prime linee dei programmi elettorali di ognuno dei candidati. Trait d’union di tutti è la volontà di proseguire nel solco tracciato da Pisapia, il problema sarà capire esattamente chi saprà (e vorrà) davvero farlo.

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Categorie:Politica

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