I primi dati dello stop al traffico di Milano

Alla fine del secondo giorno di stop al traffico veicolare privato, possiamo provare a trarre qualche conclusione. Nulla di assoluto, sia chiaro, del resto lo stop non è definitivamente concluso e i dati rilevati dalle centraline durante il secondo giorno saranno resi noti oggi in giornata. Ci sono però i dati di lunedì 28, il primo giorno di blocco, dati che nelle intenzioni del Comune di Milano dovrebbero segnare un significativo calo nelle rilevazioni del PM10: si possono vedere su questo sito dell’Arpa Lombardia, dove è possibile visualizzare il dettaglio delle rilevazioni di ogni centralina.

Le rilevazioni di lunedì le anticipa Quattroruote in questo articolo. Nelle tre principali stazioni di rilevamento (Verziere, Senato, Città Studi) i dati restano praticamente invariati rispetto ai giorni precedenti. Ma il blocco non avrebbe dovuto avere un impatto positivo sui valori rilevati? Ovviamente l’amministrazione di Milano annuncia che un bilancio potrà essere fatto solo a blocco concluso, ma comunque sia la partenza non è stata di certo esaltante, anzi, dati alla mano pare iniziata sotto il segno del fallimento. Qui di seguito vi riporto le rilevazioni di PM10 e, dove possibile, del PM2,5 delle tre stazioni citate:

Appare abbastanza evidente che l’obiettivo fissato dall’ordinanza di blocco non sia stato nemmeno avvicinato. Ciò dimostra ancora una volta come il colpire duro soltanto le automobili non è una soluzione e non potrà esserlo in futuro. L’Anci Lombardia ha scritto un decalogo di cose da fare per combattere l’inquinamento, e su tutte spicca la richiesta di rottamare tutti i veicoli Euro 0, 1, 2 e 3 diesel, e in futuro pure delle Euro 4 diesel. Richiedono anche di fissare una data entro cui obbligare i cittadini a sostituire le caldaie più inquinanti, pena il divieto di accensione dei riscaldamenti, ma senza indicare date precisa di attuazione. Ricordo che secondo l’Inventario Emissioni Aria della Regione Lombardia (Inemar), con dati aggiornati al 2012, il PM10 è dovuto solo per il 24,5% alle auto mentre è imputabile ai riscaldamenti per il 44,9%. Peggio per il PM2,5, su cui le auto incidono per il 21,3% mentre la parte da imputare ai riscaldamenti sale al 51%. La morale è che colpiamo duro solo un terzo scarso del problema: praticamente si gioca a mettere delle pezze inadeguate.

E mi rattrista vedere amministratori che, pur di difendere questo blocco così congegnato, si tappano gli occhi davanti ai risultati. Ad esempio il sindaco di Cesano Boscone fa una sua riflessione, direi sacrosanta, ma che contiene diverse conclusioni errate. Afferma che se anche il traffico veicolare incide per una percentuale piccola è comunque un aiuto fermarlo. Certo, ma è come dare un placebo a una persona gravemente malata: lo rinfranca sul momento, ma in concreto non lo aiuta affatto a intraprendere la strada della guarigione. Afferma poi che con le attuali regole è più facile bloccare le auto che controllare le caldaie delle abitazioni. E allora perché non ci si impegna a scrivere regole per effettuare questi controlli, anziché insistere a colpire duro solo una parte minoritaria del problema?

C’è poi una considerazione un poco ardita, dato che non viene supportata da molti dati. Sempre il sindaco di Cesano Boscone dice che l’abbassamento del livello di PM10 fra i giorni antecedenti il Natale e quelli del 25/26/27 è, secondo lui, dovuto al crollo del traffico veicolare. Può essere vero, come può non esserlo: lui lo afferma sulla base di quali dati? Solo sul dato rilevato di PM10? O ha corroborato questa idea con una stima degli automezzi circolanti nei giorni antecedenti quelli festivi e in quelli immediatamente successivi? Si parla tanto di dover fare dei sacrifici, di rinunce per salvaguardare il pianeta e il nostro clima, ma gli interventi che contemplano questi sacrifici stanno apparendo come inadeguati e inefficaci. E lo sono perché colpiscono solo una minima parte delle cause inquinanti.

Tra l’altro, per completare il delirio di questo blocco, una menzione la meritano i trasporti pubblici. Io, come ho già avuto modo di scrivere l’altro giorno, posso anche essere concorde nel decretare un blocco del traffico veicolare privato, ma che sia un blocco sensato. Che non avvenga in una finestra di tempo ristretta, e soprattutto che offra ai cittadini che non possono usare l’automobile delle valide ed efficaci alternative. Ottima l’idea del Comune di Milano di far valere il biglietto normale da 1,5 euro per tutto il giorno, ma la scelta di far circolare i mezzi con gli orari ridotti del sabato è sinceramente folle. Guardate:

Insomma, è vero che qualcosa andava fatto contro questo inquinamento, ma serviva intervenire seriamente. E invece ci ritroviamo qui a parlare di un intervento parziale, poco utile, a tratti addirittura inefficace, perché le scelte fatte sono state poco coraggiose e poco lungimiranti. Comprendo Pisapia quando si difende dagli attacchi che quasi lo accusano di essere l’unico responsabile di questo inquinamento, attacchi che sono ingenerosi e fuori luogo, ma al tempo stesso non posso che sottolineare alcune delle infelici scelte fatte dalla sua amministrazione su questo tema. Sperando certe scelte non vengano più fatte in futuro.

Edit

Sono usciti anche i dati di ieri, 29 dicembre. Ve li riporti senza ulteriori commenti, che credo questi grafici parlino bene anche da soli.

   
   

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Categorie:Attualità

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