Alfa Romeo torna davvero in Formula 1?

L'Alfa Romeo 182 di Bruno Giacomelli, anno 1982

L’Alfa Romeo 182 di Bruno Giacomelli, anno 1982

La voce si rincorre ormai da diversi giorni: Alfa Romeo dovrebbe tornare presto nelle gare di Formula Uno. Il tutto ha preso vita durante l’annuale conferenza stampa di fine anno a Maranello, dove Sergio Marchionne ha parlato coi giornalisti sull’ultimo e sul prossimo campionato. Molti giornali hanno riportato la frase “…Il marchio Alfa Romeo, è incredibile come resti nel cuore della gente. Proprio per questo stiamo pensando a un suo ritorno, come nostro competitore, alle corse, alla Formula 1…”, e subito si è innescata la girandola di ipotesi su quello che potrebbe accadere a partire dal 2016.

La notizia è stata riportata da tanti: La Stampa, Repubblica, Il Mattino, Corriere della Sera, tanto per fare qualche nome. Tutti lo danno per scontato, il Biscione tornerà in Formula Uno e lo farà in grande stile. E salta fuori subito il primo retroscena: il grande ritorno si sarebbe potuto compiere già l’anno prossimo se la Redbul avesse firmato con Ferrari per avere le power unit del Cavallino. In quel caso i motori avrebbero potuto essere rimarchiati come Alfa Romeo. In realtà sappiamo invece che la Redbull ha firmato per un altro anno con la Renault, ma rimarchiando le power unit francesi col marchio Tag Heuer. Più realisticamente altri parlano di uno sbarco nel Circus fra il 2017 e il 2018, senza però specificare se avverrà solo come fornitore di motori o direttamente come Costruttore. Differenza non da poco se non si vuole dare vita a un’esperienza marginale.

Entrambe le scelte hanno vantaggi e svantaggi. Da Costruttore la vetrina sarebbe maggiore, anche per le ricadute commerciali, ma ciò significherebbe dover costruire da zero una scuderia, il che vorrebbe dire dover aspettare molti anni prima di poter essere un minimo competitivi. A meno di fare come Renault con la Lotus, e rilevare un team già formato e avviato, sperando semplicemente di fargli fare il salto di qualità. Ma a quel punto ci sarebbe da chiedersi se FCA avrebbe le risorse economiche per gestire e finanziare due top team. In parte si potrebbe ammortizzare creando in modo congiunto le power unit, ma sarebbe come detto prima un rimarchiare il motore con un altro simbolo: l’annunciata rivalità dichiarata da Marchiane diverrebbe quindi solo fittizia.

Diverso invece se dovesse rientrare solo come fornitore di motori. La cosa sarebbe più semplice, e il rebranding sarebbe più sensato. A quel punto si potrebbe puntare anche a scuderie di fascia media, anche se ciò potrebbe non rappresentare la scelta migliore per la storia e il prestigio del nome Alfa Romeo (sebbene fra gli anni ’70 e ’80, da fornitore, abbia bazzicato spesso il fondo delle classifiche). C’è già che ipotizza che la prossima scuderia Haas potrebbe in futuro diventare la prima scuderia ad avvalersi del motori Alfa Romeo, ma queste sono e restano soltanto speculazioni. C’è anche chi parlava dell’idea di usare il nome Alfa Romeo per la fornitura di power unit alla Toro Rosso, ma anche qui restiamo nell’ambito delle speculazioni giornalistiche.

Ma, alla fine, cosa c’è di vero in tutte queste voci? Come sempre, per capire qualcosa sulle questioni motoristiche occorre leggere riviste specializzare come Quattroruote. E qui facciamo la prima scoperta: la famosa frase sul ritorno dell’Alfa Romeo nella Formula Uno non è stata pronunciata durante la conferenza stampa, né è stata discussa durante tutto l’incontro ufficiale con la stampa. Sarebbe stata una specie di battuta detta a tavola, in un ristorante di Maranello, nel consueto pranzo pre-natalizio con la stampa. Insomma, il ritorno dell’Alfa Romeo alle corse (non soltanto alla Formula Uno) non ha alcun riscontro ufficiale e nemmeno non ufficiale. La battuta sarebbe nata discutendo sul fatto che la Federazione vorrebbe che le scuderie fornissero i motori ad altre scuderie a prezzi molto bassi, cosa che vede Marchionne assolutamente contrario. Da qui la battuta “…Piuttosto facciamo un team Alfa Romeo. Il prestigio del marchio, d’altronde, merita un programma sportivo di alto livello…”.

Quindi richiudete le bottiglie di spumante, e calmate i facili entusiasmi, in vista non c’è nessun rientro. Certamente avrebbe fatto molto piacere anche a me questo ritorno, ma più realisticamente vedo assai difficile che uno stesso Costruttore di automobili possa sostenere lo sforzo finanziario di gestire direttamente due top team nel campionato più costoso del panorama automobilistico. Forse Alfa Romeo potrà tornare alle corse, ma probabilmente non in Formula Uno: potrebbe puntare a rientrare nei campionati turismo, piuttosto che puntare sui campionati endurance. Soprattutto nel secondo caso, con lo sviluppo di autovetture diesel e ibride, si potrebbero ottenere interessanti ricadute tecnologiche sulle auto da produrre in serie, un po’ come fa da anni Audi. Ma questi, al momento, sono e restano soltanto dei sogni.

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Categorie:Motori

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