La sparatoria a San Bernardino e il problema armi negli Stati Uniti

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Una nuova sparatoria negli Stati Uniti. Da quello che si sa tre persone, a San Bernardino, hanno aperto il fuoco all’interno degli uffici locali della Inland Regional Services, un’associazione no profit che aiuta persone disabili e bambini con problemi comportamentali. I morti sarebbero 14, mentre 17 sarebbero i feriti.

Ciò che colpisce è che molti testimoni abbiano descritto i tre assalitori come preparati. Armati con fucili, con indumenti mimetici, maschere sul volto, il capo della polizia locale ha addirittura detto che parevano lì con una missione precisa. Su chi siano esattamente e su quali motivazioni abbiano avuto per agire in questo modo non si sa nulla di preciso. Due degli assalitori sarebbero stati uccisi durante un inseguimento mentre scappavano su un suv nero, lo si può leggere sul New York Times, dove si riporta che uno degli assalitori potrebbe essere un dipendente della stessa Inland, Syed Farook, uno statunitense di origine pakistana, mentre l’altra sarebbe Tafsheen Malik. Il terzo sospetto sarebbe invece stato arrestato.

Al di là della mera cronaca, e dei dubbi riguardo alle motivazioni di questo gesto, resta fisso un problema, quello delle armi. Già in passato il Presidente Obama espresse più volte la propria insoddisfazione per l’accesso troppo facile alle armi, la sua frustrazione per non riuscire a fare nulla per cambiare lo stato delle cose. Sono passati solo due mesi dalla strage di Roseburg e dall’ultimo discorso di Obama, eppure nulla cambia. Come sottolinea Il Post questo era stato il suo quindicesimo discorso dopo una strage dovuta alle armi da fuoco, se ci si ferma un attimo a pensare è una cosa abbastanza impressionante.

“…servizi televisivi sono routine.
I miei discorsi da questo palco diventano routine.
Come anche le cose che diciamo nei giorni successivi.
Siamo diventati insensibili.

E quello che è routine è anche la reazione di quelli che oppongono qualsiasi tipo di legge sul controllo delle armi. Posso immaginare i comunicati stampa che verranno diffusi: “Abbiamo bisogno di più armi” diranno, “meno leggi sul controllo delle armi”. C’è davvero qualcuno che crede a queste cose?..”

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Parole che sono attuali anche oggi. Secondo questo pezzo del Washington Post in 336 giorni ci sono state 355 sparatoria di massa. Quella di San Bernardino è appunto la numero 355, come calcola il Mass Shooting Tracker. Qui potete trovare una lista completa, il triste calendario di tutte queste stragi: a guardarle, una in fila all’altra, fa davvero impressione. È come se fosse una lunga e interminabile carneficina, come se fosse una cosa normale che accade ogni giorno, routine come dice Obama, naturale come alzarsi la mattina o lavarsi i denti.

Si sarebbe portati a pensare che i cittadini americani comprendessero questo problema, e si attivassero per risolverlo. Invece, leggendo alcune indagini statistiche si scopre come il Pew Research Center certifichi che il 52% degli intervistati ritiene più importante difendere il diritto a possedere armi piuttosto che favorire leggi più restrittive sul possesso. Secondo Gallup, per il 38% degli americani il quadro normativo va bene così com’è. Eppure, a guardare i report stilati dall’FBI non si può pensare che vada tutto bene: monitorando i casi di sparatorie dal 2000 al 2013 si è visto che nei primi sette anni la media è di 6,4 casi all’anno, nei successivi sette la media sale a 16,4 casi all’anno.

Tra l’altro, quella di ieri a San Bernardino non è stata l’unica sparatoria. A Savannah un uomo ha sparato uccidendo una donna e ferendo tre persone, episodio passato praticamente sotto silenzio nei media per via della gravità di quanto accaduto a San Bernardino. Ma è il chiaro esempio di ciò che mostravano i dati del report FBI, di come eventi simili siano molto in aumento e siano diventati incredibilmente frequenti. Il problema è che non si riesce a fare altro che esprimere rammarico, frustrazione e senso di impotenza verso un problema risolvibile, ma vissuto come ineluttabile.

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Categorie:Attualità

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4 replies

  1. Articolo molto interessante, anche noi abbiamo trattato l’argomento, passaci magari a dare un’occhiata, sarebbe molto per noi https://sharethesharing.wordpress.com/2015/12/13/usa-e-armi-quando-la-paura-uccide-piu-del-terrorismo/

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