Quando la realtà supera di slancio la fantasia

 

Si dice che a volte la realtà supera la fantasia. Ma questa volta, questa realtà ha letteralmente surclassato ogni più sfrenata fantasia, l’ha disintegrata di slancio e senza preoccuparsi dei danni generati dell’impatto. E voi restate lì, fermi, con un’espressione a metà strada fra l’incredulo e lo sbigottito, domandandovi se sia davvero tutto reale, concreto. A cosa mi riferisco nello specifico? Al Pd che chiede a Linus di correre alle primarie di Milano per il posto di candidato sindaco.

Perplesso è come mi sono sentito io ieri sera quando mi è arrivata la notizia. Perplesso, dubbioso, ancora adesso non mi rendo conto che questa sia la verità, e mi aspetto che da un momento all’altro saltino fuori tutto a dire che era uno scherzo, con Linus che smentisce la sua smentita di ieri affermando che l’ha fatta solo per rendere più veritiero lo scherzo. E invece no, no. È tutto vero, tutto incredibilmente vero. Qualcuno nella segreteria del Partito Democratico (ma da quella nazionale? Da quella regionale? Da quella metropolitana? O da tutte e tre?) ha davvero sondato il direttore di Radio Deejay per lanciarlo nelle primarie cittadine.

Ora: io sarei davvero curioso di sapere chi è stato. Chi ha avuto la brillantissima idea di contattarlo per questa candidatura. Niente di personale contro Linus, che apprezzo molto, ma sembra una scelta tanto assurda quanto disperata, frutto più della volontà di cercare “figurine famose” piuttosto che di cercare persone capaci. È stata la scelta di una parte di quelli che sostengono (sostenevano?) Sala, visti i suoi tentennamenti? O sono eventuali oppositori di Sala, che in questo modo cercavano un nome famoso da contrapporre al manager di Expo? La segreteria metropolitana milanese del Pd non ha nulla da dire? Se va bene ne esce indebolita mostrandosi in confusione, se va male ne esce ridimensionata dalle manovre che avvengono a Roma. Le sta bene così?

  
Tutto questo mi ricorda un fatto avvenuto tre mesi fa. Eravamo a cavallo fra agosto e settembre, e a Milano c’era la festa nazionale del Partito Democratico. I Giovani Democratici avevano un loro piccolo bar da gestire, chiamato scherzosamente “El Cheringufo”, e li a volte ci di sedeva a fine giornata per bersi una birra in pace e in compagnia. Durante una serata si è iniziato a coglioneggiare su Milano, sulle prossime elezioni, sul fatto di dover trovare un candidato sindaco che piacesse a tutti, che spaccasse, e questa riflessione alcolica ha prodotto questa nuova squadra per governare la città. Certo, come candidato sindaco noi si era indicato Claudio Bisio, ma il meccanismo di selezione penso sia stato simile in entrambi i casi: il “meccanismo alcolico”.

Però, pensateci: Linus sindaco di Milano. E la giunta comunale come sarebbe composta? Albertino avrebbe la delega all’illuminazione? Ratatam Fargetta diverrebbe assessore alla mobilità? E la Pina, assessore alle politiche giovanili e al tempo libero? Nicola Savino andrebbe allo sport, o quello spetterebbe a Aldo Rock? E Mengoni, potrebbe diventare assessore all’edilizia e urbanistica? Nikki assessore all’ecologia? Il Trio Medusa, quei “culattoni raccomandati” (Sgarbi dixit) cosa potrebbero fare, le politiche del lavoro? La Littizzetto assessore alla cultura e all’istruzione? Andrea e Michele alla sicurezza? Cattelan piazzato a gestire il bilancio? Ormai temo che la commistione fra fantasia e realtà sia andata in cortocircuito. Come dice giustamente David Allegranti, Corrado Guzzanti aveva previsto tutto molti anni fa.

Vorrei poter tornare alla realtà ma è il Pd stesso ormai a impedirmelo. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci un incontro fra Renzi e Sala, presumibilmente per fargli pressione per la sua candidatura alle primarie, e un incontro con Pisapia, magari per provare in extremis a convincerlo a candidarsi per un secondo mandato, togliendo dal fuoco delle castagne che ormai rischiano di essere carbonizzate. Ma non disperiamo: da qui alle primarie il Pd avrà modo di stupirci ancora, ne sono assolutamente sicuro. Ad esempio, se a Roma si sta scongelando il buon Rutelli in veste di nuovo king maker della situazione, perché qui non si potrebbe rispolverare il buon Tognoli? Dopo il fantasy l’usato garantito ci starebbe bene, con buona pace della rottamazione.

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Categorie:Politica

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