Come nascondere la verità per attirare l’attenzione: l’esempio de La Cosa sulle PopUp House

 

La buona informazione è quella che dovrebbe comunicare, passatemi il gioco di parole, tutte le informazioni in modo corretto. Specialmente quando si parla di qualcosa di tecnico, non si dovrebbero mai dare informazioni parziali o fuorvianti, altrimenti la gente che legge potrebbe essere tratta in inganno. È questione prima di tutto di correttezza: non puoi presentare un progetto asserendo abbia determinate caratteristiche quando invece quelle caratteristiche non le ha. Cosa che invece sempre più spesso molti siti di news fanno per attirare utenti e aumentare le visite.

Così quando ieri ho letto su Facebook questa notizia mi sono incuriosito. Arriva da La Cosa, la (chiamiamola) televisione del Movimento 5 Stelle, direttamente ospitata sul blog di Beppe Grillo, e parla di una casa passiva fatta con materiali riciclati. Una cosa meravigliosa: passiva perché non inquina, e poi si assembla in quattro giorni e per un costo che non supera i 37.000 euro. Scrivono, testualmente, di un costo inferiore ai 250 euro al metro quadro. Sembra l’uovo di Colombo per chiunque voglia una casa e non si può permettere i prezzi di mercato. Il tutto corredato da un video in time lapse che mostra la facilità con cui viene assemblata: sembra un gioco da ragazzi, quasi come il Lego!

Ma è davvero così, è davvero come in modo striminzito annuncia La Cosa? Trovo un altro articolo che mi dà qualche delucidazione in più: la casa è grande 150 metri quadri e nei pannelli da assemblare sono presenti le intercapedini per far passare gli impianti di acqua, luce e gas. Ma sono escluse le finiture. E poi, da quel che si vede nel video, la casa viene costruita su uno spiazzo, senza alcuna fondamenta e senza alcuna piastra sottostante dove ancorare la casa. In compenso il prezzo viene confermato, meno di 38.000 euro. Le mie curiosità e i miei dubbi aumentano.

Che c’è di meglio allora che andare sul sito di chi queste case le crea? E allora andiamo sul sito della Popup House e vediamo quali sono i passaggi per costruire una di queste case. Un rapido schema interattivo ci dice i passaggi da fare. E già spunta la prima curiosità: nel passaggio “sitework” si fa esplicito riferimento alla costruzione di fondamenta e degli impianti fino alla casa, che sono a carico di chi costruisce. In “installation” si legge che la casa potrà iniziare a essere assemblata quando le fondamenta saranno pronte: niente costruzione su un terreno brullo, serve qualcosa di solido sotto, quanto meno rullare e compattare la terra onde evitare cedimenti se si sceglie un fondo semplice con le assi di acciaio, per ancorare in qualche modo queste barre orizzontali nel terreno. Altri costi da aggiungere. In “fitout” si citano espressamente le rifiniture, interne ed esterne: anche facendo quelle basiche basilari, sono comunque costi in più. Insomma: assemblarla non è così facile, e non si può fare leggendo un libretto di istruzioni dato che ci sono cose che possono essere fatte solo da chi ha esperienza e conoscenze del settore.

Resta l’ultima curiosità: ma il prezzo resta davvero sotto i 38.000 euro? Anche qui ci viene in soccorso il sito ufficiale, che nella sezione domande chiarisce quanto può costare una casa, chiavi in mano. Una delle prime frasi è molto chiara: PopUp House is not a homebuilder. Quindi no, non te la puoi costruire da solo, servono degli specialisti, e pure quelli avranno un costo dato che gratis non lavora nessuno. Poi arriva qualche cifra: solo per i materiali, non per costruire la casa, si sta tra i 300 e i 360 euro al metro quadro, e siamo già oltre il prezzo riportato da La Cosa. Poi c’è lo studio del progetto, da pagare pure quello, circa 1.500 euro. Ma la costruzione vera e propria? Citano alcuni prezzi di riferimento per l’area di Parigi: considerando anche le tasse eventuali da pagare, e considerando che la casa verrà costruita da degli esperti, con le finiture, le fondamenta, gli impianti e gli allacci si sta tra i 1.300 e i 2.000 euro al metro quadro. Se invece si vogliono fare rifiniture e allacci da soli, il prezzo scende in una forbice compresa fra i 700 e i 900 euro al metro quadro. Ma avrete poi da spendere (e lavorare) ancora, per rifinirla da soli.

Altro che 250 euro al metro quadro, altro che meno di 38.000 euro: La Cosa ha semplicemente raccontato una balla. Ha preso un progetto vero e ha raccontato solo quello che le faceva comodo per attirare l’attenzione, nascondendo una buona parte di informazioni. Si raggirano i lettori facendo credere loro sia possibile qualcosa che non esiste. Anche l’altro sito che parla della possibilità di assemblarsi da soli la casa mente: è la stessa azienda a confermarlo, ricordando che la costruzione va fatta da esperti, da soli si possono completare solo le rifiniture. Insomma: i prezzi variano molto a seconda di come si vuole la casa, prezzi fissi (e bassi) non esistono.

Tutto questo mi porta a una considerazione: ma non erano proprio i fondatori de La Cosa a parlare della necessità di un’informazione trasparente e corretta? E dove sarebbe la trasparenza e la correttezza nell’illudere le persone che con 38.000 euro ci si può fare una casa nuova? Sarebbe bastato fare un salto sul sito di chi ha ideato quelle case e riportare i loro dati, come ho banalmente fatto io, per evitare di scrivere cose inesatte. O forse l’intento era proprio quello, per attrarre il maggior numero di click?

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Categorie:Riflessioni

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