Marì – ‘Na Gita in Campidoglio

  

Guarda che sòle, che t’han tirato Marì
Che puzzo de opportunisti, furbi e de lacché,
Com’è pieno de cinismo, il Campidoglio è così
Guarda all’Atac, ch’è tutto un impiccio
‘Na ladrata, ‘n’arraffo, ‘n disservizio da incazzà.

Lo vedi, caro Marino,
T’hanno mollato tutti,
Combatti come un tapino,
E tutti odian te;
Appresso nun c’hai nessuno,
Sbattuto hai tutti al muro,
Dai vieni via da lì,
Marì, Marì.

Là c’è il Piddì, di là i Cinque Stelle
Ma tutti quanti te vorranno impallinà;
E se cerchi n’alleato manco in te lo poi trovà;
Tutti ‘sti errori, è la verità,
Sò stati aggravati dalle tue incapacità.

So mejo de le barzellette
Le tue figure magrette
So’ proprio una cuccagna
Per chi te vo’ affonnà;
Le compi a tutto spiano
Senza risparmio alcuno
Annamo via de qui,
Marì, Marì.

È fatta, te sei dimesso
Gioiscon tutti in coro,
E fòri, le opposizioni, se mettono a cantà;
Se sente ‘n dirigentello
Risponne a un appello:
Che error pure dal Piddì
Mollar Marì,
Che stronzi pure nel Piddì
Marì, Marì

(Liberamente ispirata a “Nannì – ‘Na gita a li castelli” cantata fra gli altri da Lando Fiorini)

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Categorie:Delirio

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