NonRecensione – 88: Io e lei

 
Generalmente quando sento parlare male di un film non mi faccio mai eccessivamente condizionare, preferisco sempre guardarlo e valutare da solo quanto non mi piaccia. In questo caso invece devo ammettere che le tante polemiche un po’ avevano influito su di me prima della visione, tanto da farmi temere di trovarmi di fronte a una roba di poco interesse: e infatti così è stato. Partiamo dai voti: Comingsoon gli assegna un 3,8/5; Mymovies un 3,37/5; Imdb un 6,3/10.

Il film racconta della storia di Marina e Federica, due donne che vivono assieme da cinque anni. Marina è una ex attrice, ora imprenditrice: lei ha sempre saputo di essere lesbica, durante la sua carriera da attrice non lo ha mai ammesso apertamente ma dopo non ne ha fatto più mistero. Diverso è per Federica, un architetto che ha alle spalle un matrimonio con un uomo e un figlio pensi grande, che si innamora per la prima volta di una donna in età adulta, molto riservata al limite della paura e della paranoia. Il tutto si complicherà quando Federica incontrerà per caso un suo vecchio amico per cui proverà una forte attrazione. Un film che pare voglia mostrare la quotidianità di una coppia innamorata, lo scontro con i problemi e le paure di ogni giorno, quelle stesse paure che si possono vedere in ogni coppia normale, sia etero che omosessuale.

Purtroppo però trovo tutto l’impianto fragile. La regista sembra quasi intenzionata a mostrarci la normalità di questa coppia formata da due donne quasi a volerci dire che “anche loro sono come noi”. Ma come noi chi? C’era davvero bisogno di un film che ci insegnasse che “loro sono come noi”? Se uno degli obiettivi era sdoganare i cliché delle coppie omosessuali mostrando come la vita di questa coppia sia normalissima, al limite fra l’ordinario e l’anonimo, allora il risultato è un fiasco totale proprio perché secondo me parte dal presupposto sbagliato di dover smontare dei cliché in cui ormai non crede più nessuno, se non per stupida convenienza. Se per mostrare che certe persone non sono macchiette devo ritrovarle in forma bidimensionale, più preoccupato a mostrare la loro quotidianità di facciata che facendo una vera analisi, allora il film diventa inutile, fin troppo simile a molti altri filmettini sentimentali già visti e rivisti. Per questo il film vira subito verso una trama sentimentale abbastanza banale, inconsistente, in cui i veri temi interessanti di questo rapporto vengono solo accennati e mai approfonditi, quasi come fosse troppo oneroso farlo.

Ne risulta un film che racconta una solita è banale storia: una coppia che sta insieme da tanto, i litigi, le rinunce di uno dei due per stare accanto all’altro, un po’ di stanchezza, la sbandata per una passione esterna, la scappatella, il pentimento, il rimpianto e infine il riavvicinamento con il classico lieto fine. Perché invece non cogliere l’occasione per scavare meglio nei personaggi? Perché non esplorare i motivi per cui Federica si accorge, dopo un matrimonio e un figlio, di essere attratta da una donna? Perché non analizzare quel misto di paura e ossessione di Federica, quel retaggio che la spinge a non voler far sapere del suo rapporto con Marina neanche al suo collega di lavoro? Perché non toccare il problema della difficoltà ad accettarsi per quello che si è? Tutti argomenti solo appena accennati, subito stroncati da battute tipo “Chiudiamola qui e non ne parliamo più”.

Come la scena in cui le due donne litigano, con Federica che rimprovera a Marina di averla sempre considerata una lesbica come lei, di averla considerata una che ha sempre saputo di essere lesbica ma di non averlo mai ammesso. E le dice che non è così, che per lei la situazione è più complessa, che non si sente totalmente lesbica, che questo non c’entra col suo essere borghese, come le rimprovera Marina. Ecco: lì ti aspetti qualcosa di concreto, qualcosa di più, ti aspetti si veda un minimo di analisi e di lavoro sui personaggi, ti aspetti che si affrontino quelle paure, quelle domande poste sul tavolo. Invece nulla. Marina chiude subito dando un ultimatum a Federica: o chiudi subito con lui o te ne vai. Se ripenso a tutto il battage mediatico che ha accompagnato il film mi assale la noia.
Importanti comunque i nomi del cast. Margherita Buy è Federica; Sabrina Ferilli è Marina; Ennio Fantastichini è Sergio, ex marito di Federica; Domenico Diele è Bernardo, figlio di Federica; Fausto Maria Sciarappa è Marco, vecchio amico di Federica per cui lei avrà una sbandata; Alessia Barela è Camilla, ex fiamma di Martina e sua socia di lavoro.

La regia è di Maria Sole Tognazzi, nulla di particolarmente significativo, mentre alla sceneggiatura leggo abbia partecipato anche Ivan Cotroneo, e sinceramente in tutta la storia fatico a trovare la verve e l’acume che questo scrittore ha spesso messo a piene mani in ogni suo lavoro. Alla fine il mio voto è uno stirato 6/10, con un consiglio: fermatevi ad osservare i vostri vicini di casa, la storia sarà sicuramente più interessante e i risvolti psicologici più approfonditi. E risparmierete i soldi del biglietto del cinema.

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