La vittoria di Corbyn può essere un bene per il Labour Party

 

Ammetto di aver seguito un po’ a distanza ma con curiosità le primarie del partito laburista inglese. Primarie che servivano per scegliere un nuovo leader dopo la sconfitta elettorale alle politiche di maggio di Ed Milliband e le sue successive dimissioni da segretario, in un contesto in cui il Labour Party si è ritrovato nettamente battuto dai conservatori alle elezioni e in vistoso calo di iscritti e di partecipazione. E ammetto subito che la vittoria di Jeremy Corbyn non mi dispiace, sebbene non rappresenti una corrente politica a me affine.

Non mi dispiace perché ritengo che il Labour Party necessiti di una grossa sferzata per rivitalizzarsi. Personalmente sono fra quelli che ringraziano sia esistito Tony Blair e che abbia applicato in Gran Bretagna la cosiddetta Terza Via, ma riconosco anche che erano scelte utili e necessarie vent’anni fa: riproporle in modo identico oggi mi appare solo come un’inutile operazione nostalgia. In questo mi ritrovo molto nel pezzo di Andrea Bernardi pubblicato su L’Unità il 18 agosto, in cui spiegava perché da renziano avrebbe votato Corbyn, ma anche in quello di Lia Quartapelle pubblicato pochi giorni prima. Tutti gli altri candidati hanno attaccato Corbyn sul suo essere diametralmente opposto all’impostazione del Labour degli ultimi 20 anni, nessuno ha offerto una visione di ciò che avrebbe dovuto essere il Paese guidato dai laburisti. Pensavano di battere il candidato di sinistra con una strategia “contra personam”? Banalmente la Quartapelle cita ad esempio il referendum del 2017 sull’Europa: nessuno ha fornito una seria proposta da contrapporre alla posizione dei Conservatori.

“…Il dibattito non dovrebbe limitarsi a misurare quanto i quattro candidati siano distanti dal passato socialista, dall’alternativa del modello blairiano, o dal presente del Partito conservatore: occorrerebbe invece spiegare come cambierà la Gran Bretagna quando governerà il partito laburista…”

Bernardi tocca il punto della questione: guardare meno al proprio ombelico ma indicare dove si vuole andare. Le ricette politiche accolte con sollievo all’epoca di Tony Blair, periodo in cui c’era la necessità di determinate riforme e di determinate azioni, oggi non sono più valide. Oggi serve trovare qualcosa di nuovo per tornare a rinvigorire il partito: ci sono cinque anni di opposizione da fare, un tempo congruo per provare a costruirsi una nuova identità e un nuovo piano di azione. L’operazione di “distacco” dall’ombra di Blair era in verità già iniziata con Ed Milliband, anche se in maniera più timida rispetto a ciò che potrà fare Corbyn, che può essere la cura da cavallo necessaria per rivitalizzare lo stato comatoso dei laburisti.

Una sfida tutta inglese che noi in Italia non rinunciamo a sovrapporre alle nostre questioni interne. Un po’ come si è sempre fatto con ogni nuovo leader straniero di sinistra: ogni volta era l’avvento di un nuovo modello da seguire. Come a voler dire che qui da noi si fa prima a copiare le politiche che fanno gli altri, piuttosto che costruirne una nostra. Mattia Feltri raccoglie tutta una serie di dichiarazioni in questo senso, in un arco temporale molto lungo (si parte da Blair) che sono davvero uno spasso. Ve le riporto:

Zapatero 1 (Walter Veltroni)
«Con Zapatero il pendolo della storia sta tornando a oscillare verso la direzione che noi rappresentiamo. Ora è il momento di dare speranza all’Italia».

Zapatero 2 (Walter Veltroni)
«Mettendo insieme il voto spagnolo e quello amministrativo francese si può dire che comincia a spirare un vento nuovo».

Zapatero 3 (Alfonso Pecoraro Scanio)
«La vittoria di Zapatero è uno stimolo importante per la Sinistra Arcobaleno»

Zapatero 4 (Angelo Bonelli)
«L’Europa va a sinistra! È un fatto che può dare ulteriore slancio al progetto della Sinistra Arcobaleno»

Zapatero 5 (Massimo D’Alema)
«Faremo come Zapatero»

Obama 1 (Massimo D’Alema)
«Se vincesse Obama sarebbe sconfitta la cultura di Berlusconi»

Obama 2 (Massimo D’Alema)
«Con la vittoria di Obama ci sentiamo più forti perché le sue idee e i suoi valori sono i nostri»

Obama 3 (Dario Franceschini)
«Il vento che soffia in America arriverà anche in Italia»

Obama 4 (Franco Giordano)
«La vittoria di Obama sigla la fine di un periodo cupo anche qui in Italia»

Obama 5 (Walter Veltroni)
«La destra lo deve capire: è cambiata l’aria»

Blair 1 (Valdo Spini)
«La vittoria di Blair dimostra che dobbiamo rilanciare la Cosa 2»

Blair 2 (Walter Veltroni)
«L’Ulivo e il Partito laburista parlando la stessa lingua, sta nascendo una nuova idea di sinistra per il Duemila»

Blair 3 (Ottaviano Del Turco)
«Blair non ha condizionamenti della sinistra massimalista. Se Veltroni pensa di imitarlo, si comporti di conseguenza»

Blair 4 (Massimo D’Alema)
«Caro Blair, la tua straordinaria vittoria premia quella sinistra che ha avuto il coraggio di rinnovarsi per poter rappresentare un’alternativa credibile di governo»

Lula 1 (Fausto Bertinotti)
«Lo straordinario successo di Lula è di buon auspicio per chi nel mondo lotta contro l’ingiustizia sociale»

Lula 2 (Oliviero Diliberto)
«La vittoria di Lula è un insegnamento per la sinistra perché, nella ricerca di alleanze con le forze democratiche, si può sconfiggere l’estremismo neoliberista»

Chavez 1 (Jacopo Venier)
«La sinistra europea e italiana devono imparare dall’onda rossa di Chavez, per il quale non è un tabù tornare a parlare di socialismo»

Chavez 2 (Fausto Bertinotti)
«Abbiamo deciso di lavorare per costruire un’iniziativa comune del partito della sinistra europea e della sinistra latino-americana»

Hollande 1 (Pierluigi Bersani)
«La vittoria di Hollande può essere un passo determinante per invertire il ciclo disastroso dei governi delle destre e anche per sconfiggere questi venti populisti»

Hollande 2 (Riccardo Nencini)
«Dalla Francia può e deve arrivare un grande impulso per rilanciare il progetto di una Casa dei riformisti»

Tsipras 1 (Pippo Civati)
«Tsipras è una sfida che investe anche il Pd»

Tsipras 2 (Stefano Fassina)
«Renzi dovrebbe imparare il discorso di verità che Syriza e Tsipras fanno»

Tsipras 3 (Fausto Bertinotti)
«In Grecia c’è una sinistra nata dalle sue ceneri, un’Araba fenice, innovativa, una sinistra antidoto, che parte dal territorio, che assomiglia alle sinistre dell’800. Il governo Tsipras nasce dal nuovo, dal contrasto alle politiche di austerità e contro la politica fatta dalla finanza»

Iglesias (Nichi Vendola)
«Con la vittoria di Podemos viene sconfitta sia l’Europa liberista di Renzi sia l’Europa fascista di Salvini»

Corbyn (Stefano Fassina)
«La sua è una vittoria che ci dà forza»

Tornando a Corbyn, i primi passi che ha annunciato paiono interessanti. Soprattutto lo è l’opportunità di dare più peso agli iscritti del Labour Party nel processo legislativo interno del partito, cosa che può rappresentare un volano per far tornare a crescere gli iscritti, un processo che pare si stia già verificando. Chiudo con il commento del leader dei Conservatori e Primo Ministro David Cameron, che non pare aver preso bene la svolta del Labour. Buon segnale per il futuro?

  

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Categorie:Politica

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