Abolizione delle tasse sulla casa: il solito refrain

 

Matteo Renzi l’ha recentemente proposto: via le tasse sulla casa nel 2016. Un’uscita dal forte impatto mediatico, non esattamente accolta da grande entusiasmo sia dagli enti locali, timorosi di vedere i loro bilanci assottigliarsi ulteriormente, sia dall’Europa, che ha da sempre indicato di ridurre la tassazione su lavoro e capitali per spostarla sugli immobili e sui consumi. Insomma, oltre alla felicità di chi vede un ulteriore taglio delle tasse c’è chi si dice timoroso che questo taglio possa avere delle ricadute disastrose sui conti pubblici italiani.

Ma in realtà il taglio delle tasse non si limita a quelle sulla casa. Il Presidente ha promesso anche altro: taglio Tasi e Imu nel 2016, riduzione Ires nel 2017 e infine revisione scaglioni Irpef e delle pensioni nel 2018. Solo per Tasi e Imu servono però coperture per 4,3 miliardi, che dovrebbero essere trovate già a partire dalla prossima legge di stabilità in discussione in autunno, una cifra non indifferente per chi come l’Italia viaggia sempre coi conti sul filo del rasoio. Va però segnalata una cosa in questa promessa di cancellazione, ovvero il progetto della “Local Tax”. Sinteticamente, un’unica tassa comunale in cui far confluire tutte le tasse precedenti (Imu, Tasi, Tari), ma che comunque abbia per le famiglie italiane un peso nettamente inferiore rispetto al cumulo di quelle attuali.

Ma si parla anche di un’abolizione solo parziale delle tasse sulla casa. Una delle ipotesi riguarda ad esempio l’innalzamento della soglia di esenzione totale per le imposte sulla casa, rivedendo quindi anche gli scaglioni di chi comunque dovrà continuare a pagarla. Ipotesi che piace di più a Enrico Zanetti, Sottosegretario all’Economia e segretario di Scelta Civica, e che vedrebbe comunque un impatto minore sui conti pubblici italiani. Certo è che il rebus su dove recuperare le risorse è molto complicato, tenendo conto che tra l’altro il governo deve anche far fronte alla sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco delle indicizzazioni delle pensioni, un’altra voce che peserà nella prossima legge di stabilità.

In tutto questo, da lavoratore dipendente, non posso che trovarmi in disaccordo con Renzi. Guardo la mia busta paga di agosto, e continuo a vedere che circa il 30% della mia retribuzione lorda va a finire in tasse e trattenute varie: addizionali comunali, addizionali regionali, Irpef, contributi Inps. Voci che da sempre vedo solo e soltanto in aumento, accompagnate però da promesse di abbassamenti e tagli mai visti. Ma allora perché non invertire l’ordine di intervento per una volta? Perché non partire prima dalla revisione degli scaglioni Irpef, e solo successivamente affrontare lo scoglio delle tasse sulla casa? Riuscire a lasciare anche solo 30 euro in più in busta paga ai lavoratori equivarrebbe mediamente per loro a un guadagno maggiore al taglio totale della Tasi, che si dice pesi mediamente sulle famiglie per circa 200 euro annue.

Abbiamo avuto per tanti anni governi che hanno scelto sempre la via più semplice per abbassare le tasse, via che si riduceva sempre al semplice tracciare una linea su una o più imposte. Eliminazioni che non prevedevano nessuno sguardo di lungo periodo ma soltanto minimi ritorni immediati, in forma economica per i cittadini e in forma elettorale per i politici. È giocoforza curioso notare come l’abolizione delle tasse sulla casa sia più velocemente fattibile e più “remunerativa” politicamente in vista di un 2016 che prevede molte importanti sfide elettorali, mentre le revisioni Irpef (nel 2018, teoricamente la fine della legislatura) siano più complesse e vengono rimandate a valutazioni future. Invece ciò che servirebbe sarebbe uno sguardo lungo sul futuro, un nuovo sistema tributario che non si limiti a cancellare alcune tasse ma che venga rivisto in profondità per ridare ossigeno alle persone e alle aziende. Continueremo ad aspettare invano?

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Categorie:Politica

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2 replies

  1. Guarda caso il gettito della Tasi è, oggi, interamente destinato ai comuni. Molto semplice, la tassa esce dalla porta e rientra dalla finestra…

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