Il Padiglione austriaco e l’aria

 

Il tema di Expo è “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, e su questo ho trovato interessante il padiglione austriaco. Un po’ tutti i padiglioni si sono concentrati sul cibo, sull’agricoltura, hanno trattato in vario modo la nutrizione e tutti gli squilibri connessi a questi aspetti. Lo ha fatto anche l’Austria, che però ha basato il cuore del suo padiglione su un altro aspetto solo apparentemente collaterale.

Nel padiglione è ricostruito un tipico bosco austriaco e il tema principale è l’aria. Aria come elemento base per la vita, per il cibo, la cui salubrità è un parametro molto importante per determinare non solo la qualità della vita delle persone, ma anche la qualità delle piante che si coltivano. Riporto dal sito di Expo 2015:

“All’interno del Padiglione è riprodotta in scala ridotta una foresta austriaca che fornisce 62,5 chilogrammi di ossigeno fresco ogni ora, senza filtri né condizionatori, che in un clima ideale sono sufficienti per 1.800 persone, donando benessere e assorbendo CO2. Un polmone verde che induce il desiderio di un mondo più pulito, offrendo un modello per l’attuazione di pratiche urbane in grado di garantire una migliore qualità della vita e dimostrando i vantaggi di una politica di rimboschimento contro il declino globale delle aree verdi.”

  

Tutto ben rappresentato dalla figura in alto, che rende immediatamente comprensibile il ciclo di “funzionamento” del padiglione. Con una temperatura esterna di 32 gradi centigradi, all’interno il ciclo di fotosintesi e di raffreddamento portano la temperatura a 26 gradi centigradi. Tutto in maniera assolutamente naturale, pulita, ecologica. Un modo per veicolare meglio il concetto di uso responsabile delle risorse, soprattutto di quelle alla base della vita. Come dice il Commissario Generale austriaco, Josef Pröll, questo bosco è in grado di produrre ossigeno a sufficienza per un intero quartiere, diventando anche un modello per l’urbanistica sostenibile del futuro.

Un aspetto, quello della qualità dell’aria, che spesso tendiamo a sottovalutare. Dimentichiamo di come l’inquinamento sia pericoloso: lo scriveva lo scorso anno La Stampa riportando i dati di uno studio dell’OMS del 2012, in cui si metteva nero su bianco come ogni anno ci siano 7 milioni di morti a causa dell’inquinamento atmosferico. Un problema che riguarda tanto l’aria esterna quanto quella interna, quella che respiriamo in casa nostra o in altri luoghi chiusi.

“Le statistiche mostrano infatti che il 40% dei decessi per malattie cardiache, il 40% per l’ictus, l’11% per la malattia polmonare cronica ostruttiva (BPCO), il 6% per cancro ai polmoni e il 3% per le infezioni delle basse vie respiratorie acute nei bambini sono tutti legati all’inquinamento dell’aria esterna. Per quel che riguarda l’inquinamento dell’aria interna, le statistiche sui decessi sono abbastanza simili. Il numero di morti per BPCO, però, risulta più che raddoppiato a causa dell’inquinamento dell’aria interna. Infine, il 12% delle morti per inquinamento dell’aria negli ambienti interni si sono registrate tra i bambini che hanno sviluppato infezioni come la polmonite.”

Ecco perché, seppur apparentemente semplice e banale, il padiglione austriaco mi ha dato da pensare. Mi ha fatto riflettere sulle risorse, sullo spreco che ne facciano e sul fatto che rischiamo di comprometterle sempre di più, arrivando potenzialmente al paradosso di veder “creare” zone in cui la vita non potrà più esserci. Forse è il caso di iniziare a mettere al centro di ogni agenda politica le questioni ambientali, senza più tentennamenti: questa anomala estate rovente dovrebbe toglierci ogni residuo dubbio.

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Categorie:Attualità

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