Grillo, gli errori e le giustificazioni

Spesso le difese d’ufficio sono toppe che contribuiscono ad allargare il buco che dovrebbero tappare. Qualcuno dice un’evidente stupidata, e subito qualcun altro si premura di spiegare, chiarire, interpretare la frase incriminata, un po’ a volerla giustificare. È un po’ una di quelle cose che si contestano ai politici del Pd, e a Matteo Renzi: il Presidente, magari durante un’intervista, tira una bordata e subito dopo tutti lì a interpretare il verbo renziano per chiarire, smussare, gettare acqua sul fuoco. Tutti a farne l’esegesi o l’analisi grammaticale di ciò che ha detto.

Un’altra persona che non è estranea a queste dinamiche è Beppe Grillo. Gli è già capitato in passato di dire o scrivere cose controverse, criticabili, pessime, costringendo poi molti attivisti a fare una gara di dissociazione o di spiegazione estrema. Gli è capitato pure ieri con questo tweet:

  
Equiparare topi, spazzatura e clandestini non è il massimo della vita, anzi, a me fa un po’ pena. Grillo non mi pare un razzista alla Salvini, per intenderci, e per questo mi stupisce questa frase. Volendo essere buono poi posso pensare che la frase non sia stata neanche di Grillo stesso ma scritta da chi gli gestisce il profilo. Per rimediare sarebbe bastato scusarsi, almeno per l’uscita poco elegante. Invece cancellano il tweet e lo riscrivono così:

  
Per carità, già meglio, anche se non è ancora il massimo da leggere. Soprattutto perché continuano a mancare delle scuse per il primo sfondone. In un mondo in cui i politici non si scusano mai per gli errori commessi, chi si vuole professare diverso dovrebbe tenere comportamenti diversi. Invece, come un Brunetta qualsiasi, cancella e riscrive. Senza scusarsi delle offese o dei messaggi sbagliati che ha veicolato. Intanto, come detto, diverse persone provano a spiegare il verbo grillino:

  
Stimo molto Vittorio Bertola, ma questa arrampicata sugli specchi non me l’aspettavo. Dice, “Certamente non è razzista come dicono i giornali: in italiano la congiunzione “e” collega cose diverse, e se io dico che La Stampa è sommersa da articoli sportivi e pubblicità, non sto certo dicendo che gli articoli sportivi sono pubblicità”. Ecco, l’introdurre un’analisi grammaticale di una frase per spiegare, smussare, gettare acqua sul fuoco creato da quella frase, è per me una posizione debole in partenza. Davvero possiamo liquidare e giustificare così quella frase con questa spiegazione? D’accordo che, in generale, quella frase colpisce il centro di una questione oggi molto sentita da ampie fasce di persone, ma ciò non toglie che sia stata scritta coi piedi, che abbia un non tanto vago odore di razzismo e che rischi di ottenere effetti contrari rispetto a quelli voluti.

Mi tornano così alla mente altre frasi, di un passato poi non così tanto lontano. Frasi che non ci metteremmo molto oggi a definire unanimemente come razziste, senza distinguo alcuno. Sono le frasi dei cartelli contro i meridionali, che negli anni sessanta si potevano facilmente leggere in città come Milano, Torino, Verona, addirittura Roma. “Vietato l’ingresso ai cani e ai meridionali”, questo si poteva leggere in alcuni bar in quegli anni. Anche qui, seguendo il ragionamento di Bertola, abbiamo una “e” che congiunge due parole. Nulla di più. Eppure consideriamo la frase come razzista, come offensiva. Che differenza c’è se le parole vengono sostituite da topi e clandestini? O questa sostituzione rende quella pessima frase legittima, rispettabile?

Io non penso che il Movimento sia razzista. È un gruppo di persone eterogeneo, magari qualcuno lo è, ma molti altri non lo sono. Penso che anche lo stesso Grillo non lo sia, che abbia più semplicemente lisciato il pelo alla pancia del Paese, quella pronta a scagliarsi contro tutto e a trovare sempre qualcuno da odiare. Ciò non toglie che sarebbe stato meglio scusarsi, eliminare il tweet e scriverne uno nuovo. Alla fine, si trattava soltanto di fare un semplice passaggio in più.

Annunci


Categorie:Politica

Tag:, , , , , , , , ,

2 replies

  1. Il M5S usa la comunicazione in maniera vincente, purtroppo. Il megafono di Grillo serve per parlare alla pancia degli italiani e consolare la famelica intolleranza dell’elettore salviniano. Poi, ogni volta, Grillo si autocensura, si spiega meglio, chiarisce (intanto la notizia è già stata digerita nella sua veste originale) e le facce pulite di Di Maio e Di Battista rispostano il baricentro a sinistra per rassicurare quelli che il PD nonlovotopiù. Puro populismo 2.0.

    Liked by 1 persona

Trackbacks

  1. Tweet, status e linee da non attraversare | Sutasinanta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: