Regionali 2015: l’ascesa della Lega, la consistenza del M5s

Lega Nord Movimento 5 Stelle

Dopo aver fatto una piccola analisi sui risultati del Partito Democratico, è d’obbligo considerare anche gli altri partiti. Mi concentrerò soprattutto su due aspetti, il risultato ottenuto dalla Lega Nord e quello ottenuto dal Movimento 5 Stelle, citando solo velocemente Forza Italia e Possibile, il nuovo soggetto di Civati e Pastorino.

Inizierei subito da Possibile, per segnalare come il 9,4% sia un risultato decisamente lusinghiero. Nel dettaglio la lista Rete a Sinistra raccoglie un 4%, mentre la Lista Pastorino raccoglie un 2,5%. Su queste basi il progetto di Pippo Civati può pensare di dar vita a qualcosa di contenibile in tutta Italia, anche se molto dipenderà da come si articolerà questo nuovo spazio e da chi deciderà di aderirvi. Ma di Possibile avremo modo di parlarne, soprattutto dopo che avverrà il lancio ufficiale. Per quanto riguarda Forza Italia invece si registra un sostanziale svuotamento del consenso: sia le percentuali che i numeri assoluti sono in netto calo, con una migrazione di buona parte del consenso verso la Lega Nord, come vedremo più avanti. questo calo dovrebbe far riflettere Berlusconi, anche se ora pare preso dall’euforia della vittoria in Liguria.

E veniamo alla Lega Nord, quella che tutti definiscono come la vera vincitrice di queste elezioni. E per capirlo basta osservare alcuni numeri messi insieme da Alessandro Gilioli su Facebook, che testimoniano la progressione dei numeri assoluti fra le regionali del 2010 e quelle di quest’anno:

Toscana
2010: 98.000
2015: 214.000

Liguria
2010: 76.000
2015: 109.000

Veneto
2010: 788.000
2015: 329.000 (+ 427 della Lista Zaia)

Umbria
2010: 17.000
2015: 49.000

Marche
2010: 45.000
2015: 69.000

Come si può vedere la crescita del partito di Salvini è impressionante. In Toscana, nella rossa Toscana, sono riusciti ad essere il secondo partito regionale dietro il Pd, un balzo davvero impressionante. Così come in Umbria sono il terzo partito, vicinissimi al M5s. Le strategie di Matteo Salvini paiono pagare, le politiche che propone sembrano attrarre sempre più persone: assecondando e solleticano la pancia dell’elettorato, giocando sulle reazioni d’istinto. In poche parole sguazzano nel populismo più sfrenato giocando sullo scontro fra poveri, italiani da una parte e immigrati dall’altra. Senza contare l’antieuropeismo che sembra in continua crescita, con la Lega Nord che non perde giorno per ricordare quanto sia inutile l’Europa e quanto ci costi farvi parte.

Sicuramente Salvini sta avanzando, ma non so dire se stia effettivamente sfondando come alcuni hanno ipotizzato. Sta avendo una crescita continua, quasi costante, e si sta costruendo l’opportunità di accreditarsi come vero e reale leader per il futuro centrodestra. Un centrodestra che a quel punto deriverebbe molto verso destra, perdendo quell’area centrista e moderata di cui Berlusconi va sempre fiero, e di cui si dice primo rappresentante.

E veniamo al Movimento 5 Stelle. In termini percentuali ha confermato il livello raggiunto attestandosi intorno al 20%, mentre in termini assoluti puntellano i propri consensi. Il 24,8% ottenuto in Liguria è un dato molto importante, così come il 21,8% nelle Marche o il 15% in Toscana. Ma questi risultati sono importanti anche per un motivo tutto interno al Movimento: l’assenza di Beppe Grillo durante la campagna elettorale. Ricordiamo nelle precedenti tornate elettorali come Grillo facesse grandi tour nelle piazze d’Italia: allora veniva indicato come il vero motore d’attrazione di consenso del Movimento, il motivo per cui riuscirono ad arrivare al 25% dei consensi nel 2013. Ma oggi è diverso: Grillo praticamente in questa tornata elettorale si è visto pochissimo, ha partecipato ad alcune manifestazioni del Movimento, come la marcia per il reddito di cittadinanza, ma per il resto ha lasciato campo libero al direttorio e agli attivisti.

Un cambiamento del Movimento che sembra di poco conto, ma che in realtà può significare moltissimo. Un Movimento che in termini assoluti di votanti si colloca vicinissimo ai partiti, basta confrontarlo in alcune regioni col partito più votato, anche se è pur vero che in alcune regioni il distacco è invece molto netto, come in Veneto.

Puglia
Pd: 316.876
M5s: 275.114

Liguria
Pd: 138.257
M5s: 120.219

Campania
Pd: 443.722
Forza Italia: 405.550
M5s: 387.327

Veneto
Lista Zaia: 427.142
Lega Nord: 329.776
Pd: 308.309
M5s: 192.523

Umbria
Pd: 125.777
M5s: 51.203

Toscana
Pd: 614.406
Lega Nord: 214.238
M5s: 200.583

Marche
Pd: 186.357
M5s: 100.202

Tutti prendono in giro il Movimento perché non ha vinto nessuna regione, ma nessuno guarda al fatto che la forbice di distanza fra loro e i partiti davanti continua (seppur lentamente) a chiudersi. È pur vero, come mostra questo grafico interattivo del Corriere della Sera, che percentualmente il Movimento è in calo come tutti ad esclusione della Lega Nord (anche se considero i confronti fra elezioni diverse come un divertissement non molto utile), ma in termini assoluti il calo del M5s sembra inferiore a quello dei partiti. Poi ci sarà ovviamente da analizzare il voto delle comunali, ma questo vale per tutti: in molti ballottaggi potrebbero dare diversi cambiamenti difficili da prevedere alla vigilia.

Alla fine, numericamente il vero vincitore è la Lega Nord. Numericamente e percentualmente cresce ovunque, risultando anche cruciali nella vittoria di Toti in Liguria. Ma subito dietro appare il Movimento 5 Stelle, che tiene botta meglio dei partiti e si accredita come forza politica sempre più solida. Molti in passato bocciavano il Movimento affermando la che sua dipendenza da Grillo fosse un ostacolo, ma che senza di lui sarebbe praticamente sparito: oggi invece vediamo che senza Grillo il Movimento resta più o meno dove già si trovava. Usando la terminologia di alcuni giornali potremmo dire che il Movimento sta maturando, sta diventa sempre più solido e concreto. Dissi che questa crescita si sarebbe potuta misurare dopo le regionali, anche nelle mosse parlamentari che sceglieranno di fare, e lo confermo: non mi sento di escludere che il Movimento possa imporsi ulteriori evoluzioni.

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Categorie:Politica

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