#NessunoTocchiMilano

Una domenica di grande mobilitazione civile. Così, probabilmente, sarà ricordata domenica 3 maggio. Una domenica in cui l’amministrazione comunale guidata da Giuliano Pisapia ha chiamato a raccolta la cittadinanza, per rispondere ai violenti che il primo maggio si erano impossessati del corteo No Expo MayDay, creando il caos nella zona della stazione Cadorna.

Una giornata che a visto scendere in piazza, secondo le stime delle forze dell’ordine, circa 25.000 persone. Ritrovo in Piazzale Cadorna, breve comizio di Pisapia, e poi tutti insieme a rifare al contrario il percorso della manifestazione, per arrivare fino alla Darsena. Amsa che distribuiva tute monouso per proteggersi, guanti, mascherine, e tante persone che portavano secchi, detersivi, solventi, e che erano anche loro già munite di guanti e tute. E man mano che il corteo avanzava le persone di distribuivano lungo i muri, in gruppi spontaneamente formati e variamente organizzati, tutti con un unico obiettivo: ripulire i muri, le vetrine, i portoni dalle scritte.

Una folla di persone che racchiudeva tutto. Dagli anziani ai bambini, da ragazzi dei centri sociali ai ragazzi della Milano bene, e poi persone di ogni ceto, scout, iscritti all’Anpi, persone disabili e pure dei volontari di Expo. Nessun simbolo politico, perché la cura di una città non ha connotazione politica, è stato un appello di un’amministrazione rivolto a tutti i cittadini, indistintamente.

E Milano ha risposto presente. Come ha detto Roberto Vecchioni in Darsena, è come se questo corteo di domenica, rifacendo il percorso a ritroso, abbia rimesso idealmente a posto quello che due giorni prima era stato messo a soqquadro. Tante le voci che ho sentito lungo i marciapiedi, ognuna che esprimeva idee e posizioni diverse, ma tutte unite dal filo rosso dello sdegno per le violenze del primo maggio.

È la cosiddetta vox populi, la voce del popolo. Due signore che di compiacevano della mobilitazione, auspicando la nascita di un movimento civico simile e duraturo. Un signore che commentava dei francesi fermati a Genova, augurandosi che non venissero rilasciati subito. Una signora che lamentava troppa accondiscendenza verso quei teppisti, dopo che già molta viene data ai clandestini. Un’altra signora che confidava di esser stanca di questi politici, e durante una confessione ha detto al prete che avrebbe voluto mettere una bomba in parlamento, e il prete l’ha assolta perché (dice) era d’accordo pure lui. Un signore che raccontava ciò che aveva visto, cioè ragazzine che scrivevano sui muri e ragazzini a fare casino, dicendo che per disperderli sarebbero bastati un po’ di agenti in borghese per prenderli “per le orecchie”.

Chiudo con una carrellata di fotografie di questa giornata: la testimonianza visiva di una bellissima mobilitazione.

   

               

Annunci


Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: