Buon compleanno, Lancia Ypsilon



Ne scrivo perché posso dire di far parte anch’io della famiglia di chi ne ha una. Cioè, non direttamente ne ho una, ho convinto mia madre a comprarla quando ha dovuto cambiare la sua Fiat 600, e così in famiglia è arrivata lei, una Lancia Ypsilon ultima versione. Questa ultima Ypsilon è una versione esteticamente in miniatura della mia Lancia Delta, elegante, efficiente col suo sistema start&stop, inaspettatamente spaziosa. Nessuno direbbe che quest’anno, questa idea di auto, compie ben 30 anni.

All’inizio era la Y10, e veniva prodotta dalla Autobianchi. Venne presentata al Salone di Ginevra del 1985, e da principio doveva affiancare la già famosa A112, ma nel giro di pochissimo la soppiantò in toto. Con un’aerodinamica molto accentuata e la coda tronca, col portellone colorato di nero satinato per tutte le versioni, colpì subito l’attenzione del pubblico. Una delle vittorie del Centro Stile Fiat, allora guidato da quel piccolo genio di Vittorio Ghidella.

L’idea era quella di realizzare una piccola vettura che fosse per tutti, macché avesse l’aria di essere d’élite. Lusso, materiali pregiati, soluzioni tecniche riprese da vetture di gamme superiori, ne facevano una piccola chicca. Con l’aggiunta di una versione sportiva, la Turbo, capace di volare a oltre 180 Km/h. Ma le vendite, almeno inizialmente, stentavano. L’anno successivo di rividero al ribasso i prezzi e si puntò a pubblicizzare i contenuti tecnici, e le vendite decollarono. Sul finire del 1986 arrivò la 4WD, un vero piccolo suv ante litteran, una chicca che pochi allora potevano presentare al pubblico. E i testimonial famosi che aiutarono il suo mito, furono davvero molti:

 

A partire dal 1987-1988 iniziano a vedersi le serie speciali: allestimenti particolarmente ricchi ed esclusivi che ne aumentavano l’appeal, oltre che l’immagine di auto da vip. Era ormai un oggetto di moda, un vero e proprio status symbol per le famiglie ricche: per i ricchi imprenditori era sempre più di moda acquistarne una per la moglie o per i figli. Si ricordano le versioni Fila, la Missoni, la versione sportiva Martini. E nel 1989 arriva anche il restayling, che introduce tra l’altro il climatizzatore elettronico, un vero tocco di classe superiore per l’epoca. Debutta anche la Y10 Selectronic, versione con cambio automatico a variazione continua, altro allestimento che mirava ad aumentarne l’esclusività.

Anche qui arrivarono le versioni speciali, veri e propri modelli a parte oltre quelli in l’ostino: la Mia, che offriva tra l’altro interni in pelle Frau, e la Avenue, versione ultra modaiole glamour. Ci fu anche una versione elaborata dalla Carrozzeria Marazzi, rinforzata e con vetri anti sfondamento per resistere ai tentativi di aggressione, prodotta in serie limitata e dal prezzo allora molto alto, circa 24 milioni di lire. Nel 1992 la terza versione, l’ultima, che resistette fino al 1995, quando uscì di scena insieme al marchio Autobianchi per lasciare spazio alla Lancia Y.

Oggi, per celebrare i 30 anni della Ypsilon, Lancia ha organizzato un concorso letterario chiedendo a chiunque abbia avuto una qualsiasi esperienza legata a questa macchina di raccontarlo, e i più bei racconti verranno pubblicati in un’edizione celebrativa, una raccolta di vita da Ypsilon. Una famiglia ben precisa, caratterizzata, contraddistinta. Non per nulla uno dei vecchi claim era For Very Ypsilon People, quasi a determinare una comunità a parte, di classe superiore. Un oggetto attraverso cui esprimere la propria personalità e ostentare il proprio status.



Tornando al 1996, il pubblico femminile era ormai conquistato, da anni. Con l’avvento della Lancia Y si puntò a conquistare anche la fetta di mercato maschile, e si realizzò uno spot provocatorio ma meraviglioso: una splendida e androgina Eva Herzigova che si faceva la barba, indossava un completo maschile e saliva su una Y nera, elegantissima. Lancia Y Pour Homme, come fosse un profumo esclusivo da indossare, da vivere, in una pubblicità che per certi versi ricordava quella con la donna robot della Y10.

Lancia Y che, per proseguire nella sua esclusività, al suo lancio nel 1996 propose il programma Kaleidos, una personalizzazione spinta che permetteva di scegliere fra oltre 100 tinte diverse di carrozzeria, tutte extra serie. Anche per lei diverse versioni speciali, le più famose furono la Elefantino Blu e la Elefantino Rosso, e un restyling nel 2000 che mirò soprattutto a migliorarne gli equipaggiamenti e la qualità generale. Resisterà fino al 2003, anno di lancio della Ypsilon.



Ormai, con la nuova Ypsilon, questa piccola vettura dall’aria esclusiva era un peccato che veniva perdonato a tutti, un segno distintivo sognato da tanti. Si calcola che dalla nascita della Y10 ad oggi i modelli venduti di questa famiglia siano quasi 3 milioni. Tornando alla Ypsilon, pure lei non fu da meno quanto a esclusività, soprattutto per le serie speciali: Passion, Momo Design e soprattutto Sport Zagato furono allestimenti escludivi, lussuosi, o estremamente glamour come l’allestimento ModaMilano. Menzione anche per la Versus, edizione limitata a 1000 esemplari di una Ypsilon allestita da Versace. Venne introdotta anche una nota di classe in più, ripresa dalla storia Lancia, la possibilità di avere tinte bicolori, come per le auto di lusso degli anni Trenta. Un tassello in più nella costruzione della sua esclusività.

Infine nel 2011 arriva l’ultima versione, quella citata all’inizio, quella che ha anche mia madre. La prima offerta non più a tre porte, ma a cinque, venduta in Gran Bretagna e in Giappone col marchio Chrysler, in ossequio alla nuova unione fra Gruppo Fiat e Gruppo Chrysler, che ha visto una strettissima collaborazione per i nuovi modelli Lancia, con iniziative di vendita integrata di un modello con due marchi diversi. Accadde per Ypsilon, e al contrario per la nuova Thema, la Flavia, il Voyager.



Comunque sia, per festeggiare questo compleanno la versione attuale della Lancia Ypsilon viene presentata anche in allestimento 30th Anniversary, con elementi di stile che richiamano l’esclusività della capostipite. Un regalo a chi ha iniziato una fortunata serie che vive brillantemente ancora oggi. Perché la Ypsilon Piace alla gente che piace.

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